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Programma Educazione al Cinema d’Autore 2017

Recensione vincitrice

 

Quello di Giulia è un mondo antico e sospeso, fatto di rigore e testi sacri, che esclude con ferocia chi non vi appartiene. Quello di Libero è il mondo di tutti gli altri, di chi sbaglia, di chi si arrangia cercando un'altra possibilità e di chi ama senza condizioni. Quando Giulia incontra Libero scopre di poter avere un altro destino, tutto da scegliere. Il tema trattato da Marco Danieli non é semplice da affrontare, con il suo lungometraggio d’esordio ci fa entrare nel mondo dei Testimoni di Geova, di cui la massa ne conosce ben poco e il più delle volte li identifica come quelli che suonano ai campanelli per cercare di portare nuovi adepti alla comunità. Un film che narra di un racconto di formazione di una ragazza minuta, con la treccia e il volto pallido e senza un filo di trucco che cammina per la strada sicura del proprio credo religioso, che prende vita da una storia d'amore quando irrompe la passione, l'istinto e il trasporto per un ragazzo "perduto" e di borgata. La storia che ci vuole raccontare il regista, però, non è una storia d’amore come quella di Romeo e Giulietta, ma la storia di una ragazza religiosa che si sente oppressa dall’abbraccio soffocante della sua religione e dal parere di una comunità chiusa che vede il mondo esterno come minaccia del peccato. Quella di Marco Danieli non è una critica verso la religione dei testimoni di Geova, anzi tratta questo argomento con molta delicatezza e non manca loro di rispetto. Film travolgente e passionale che ci trascina verso un finale coraggioso e spiazzante che ci lascia di Giulia l’immagine di una ragazza in cerca della propria libertà.

Francesca Pantano
I.I.S. Croce-Aleramo
   -  Classe 3 sezione C   
 

 

 

FORUM   di mercoledì 16 marzo 2016         

 IL CINEMA GIOVANE : COME REAGIRÀ ALLE NUOVE TECNOLOGIE DI DISTRIBUZIONE

           a cura di Catello Masullo

Il “Premio Cinema Giovane & Festival delle Opere Prime” organizzato dal Cinecircolo Romano non costituisce solo il più importante, autorevole e partecipato festival italiano delle opere di esordio, ma, da 12 anni, anche una occasione di riflessione e di approfondimento sul cinema giovane italiano. Il tema scelto dal Direttore Artistico della Manifestazione, nonché Presidente del circolo organizzatore, Pietro Murchio , è stato, al solito anticipatore dei temi che interesseranno il cinema, non solo giovane, nei prossimi anni: l’impatto delle nuove tecnologie di distribuzione. Ad introdurre il tema nel Forum, lo stesso Presidente, il quale si è chiesto  come potrà cambiare il mondo della filiera , dalla produzione alla fruizione, il colosso Netflix, che offre film usciti in sala da pochi mesi. Catello Masullo, il critico cinematografico del Cinecircolo, ha fornito dati di dettaglio sul fenomeno, riferendosi, come esempio paradigmatico a NETFLIX , azienda USA con un Fatturato di 6,77 miliardi $ (2015) e 3.500 Dipendenti , presente in oltre 190 paesi, con più di 74 milioni di clienti, di cui 44 milioni negli Stati Uniti. Nel marzo del 2011, Netflix ha cominciato a produrre contenuti originali per  film e serie TV, iniziando con la serie politica “House of Cards - Gli intrighi del potere”, con il premio Oscar Kevin Spacey, ed i primi due episodi diretti dal celebre regista David Fincher ! Catello Masullo ha concluso il suo intervento con una serie di provocazioni e punti di domanda rivolti agli esperti componenti del Panel:” quale sara’ l’impatto di Netflix & c. sulla distribuzione cinematografica? usciranno film solo su  internet? Netflix potra’ diventare uno strumento di selezione per i film da vedere in sala? oppure rubera’ spettatori alla sala? Netflix produrrà il risveglio di una fruizione di qualità? uno strumento come Netflix è la negazione della vita relazionale, perché è totalmente individuale? Netflix potrà essere una opportunità per i film deboli che stanno in sala solo una settimana?”Vito Zagarrio, regista e docente di cinema alla Università di Roma 3, ha subito raccolto la provocazione, affermando che Netflix è uno strumento. Domani ce ne potrebbe essere un altro. Oggi i ragazzi non vedono i film. Ne vedono dei pezzi su youtube. Cambiano i modi di percepire. È sempre più raro vedere film in sala. C’è il web e la segmentazione. I ragazzi fanno oggi non corti ma webseries. Francesco Micciché, regista in concorso con “Loro Chi?”, ritiene che bisogna tener conto del specificità dell’Italia. Il linguaggio cambia. Ciò che si fa per il cinema non si può fare per la tv. Cambiando la fruizione, se vedremo i film al telefonino, cambierà anche il modo di farli. Ma il mestiere del regista non cambierà nelle radici. Anche se non cambia il senso, cambieranno le forme. La vera sfida per i registi è cercare di capire come sarà il nuovo linguaggio.Giovanni Costantino, distributore indipendente, propone per la sala la necessità di una  rivoluzione. Negli ultimi 70 anni la sala non si è evoluta. Ha cambiato la tecnologia di proiezione, ma non basta. La sala era un momento di aggregazione, non lo è più. Colpa degli esercenti, che hanno accettato la logica dei distributori forti. È diventato un distributore automatico. Gli schermi dovranno essere sempre più avvolgenti, con un effetto  sempre più unico rispetto a quello che si può avere a casa. Ci si dimentica che l’uomo è un animale sociale. Si deve moltiplicare e deve andare in luoghi dove ci sia una ragazza da conoscere. La banda larga deve essere utilizzata per interconnettere tutte le sale tra di loro e portare la gente in sala. Nelle sale si può fare musica, teatro. E si deve poter fare anche business. La cultura non è diversa dalla impresa. Solo in Italia lo è. La sala è ancora una parte importante del futuro del cinema. Alessandro Parrello, distributore italo-americano,  ha esordito affermando che il cinema ha solo 100 anni di storia, ma non morirà mai. La crisi di fatto c’è e non c’è. Il cinema va avanti. Occorre cominciare dalle scuole con i ragazzi. Perché il cinema è cultura. Si sta mettendo in piedi una legge di sistema che porterà le sale a 4500. Netflix non impedirà di godersi un film in sala. Le conclusioni al brillante studioso di cinema Elio Girlanda, il quale ha ricordato che un maestro come Roberto Rossellini non fu capito. A metà degli anni ’70, quando non c’era ancora internet, predicava la morte del cinema. Lui faceva la tv. La alta definizione ad Houston. La vera novità non è nel web. Stiamo vivendo una rivoluzione che si chiama cibernetica, informatica, digitale. Le forme storiche finiscono. Il film non più come oggetto di visione. Siamo nella quarta rivoluzione industriale. Abbiamo il privilegio di vivere questa transizione. Abbiamo la possibilità di orientare questo processo.

 

VERGINE GIURATA
(ovvero storia di una donna che ha imparato ad essere donna).

 Il cuore di Hana/Mark è diventato duro e freddo come le montagne che lo circondano e la neve che le ricopre durante gran parte dell’anno. Ormai ha promesso, è diventata una “burrnesha” o, in parole più semplici, una vergine giurata: nulla potrà sciogliere questo patto che a vita le negherà di essere donna e di amare, eccetto forse l’amore stesso e qualsiasi legame con la sua passata identità verrà reciso tanto semplicemente quanto le verranno tagliati i capelli. Hana/Mark, interpretato magistralmente da Alba Rohrwacher, è un personaggio crudo eppure estremamente delicato e fragile, al quale mai penseresti di relazionarti, in quanto appartenente a una realtà talmente diversa dalla tua e talmente lontana da poter essere considerata inavvicinabile. Ma chi, almeno una volta, non si è sentito come lei/lui? Chi non ha mai provato quella sensazione di essere stretti in un contesto che non sentivamo il nostro? Le nudità che circondano Hana/Mark sono violente ed oppressive e non fanno che ribadire questo concetto di inadeguatezza, includendo nella fotografia film quello che sembra essere l’unico colore caldo, ovvero quello della pelle. Da adolescente quale sono e da estranea ad un certo tipo di realtà, sulla quale ho aperto gli occhi relativamente da poco, è ovvio che non abbia potuto trovare modo di immedesimarmi esattamente con Hana, eppure ho sentito una certa affinità con la/il protagonista, in quanto nel mondo odierno trovo sia estremamente difficile trovare il proprio posto e sentirsi accettati per ciò che effettivamente si è, ma nulla toglie che a piccoli passi ci si possa costruire un luogo nel mondo e poco a poco arrivare alla felicità.

Beatrice Rossi,
classe  IIIB Liceo Benedetto Croce di Roma
 

XXXV ^ MOSTRA CONCORSO  D’ ARTE FIGURATIVA
Settimana culturale dal 14 al 18 marzo 2016 - Auditorio in  via Bolzano 38 - Roma

I vincitori

Pittura - sezione professionale

Primo premio: “Scorcio di Albano” di  Selly Avallone
-
scorcio invernale del paesino in provincia di Roma. Sensibilità soggettiva trasmessa attraverso la visione intimistica.
 Atmosfera ovattata espressa con tratti essenziali e leggeri, con contrasti di colore.-

Secondo premio: “Bellezza raccolta ” di   Mariella Caravoglia
-
nudo di donna contrattasi se stessa e pensierosa. Perfetta la luce sulle nudità leggermente inumidite dal sudore. 
Colmo di comunicatività visiva-.

Terzo premio: “Chiaro di luna” di   Ines Carucci
-sereno paesaggio marino in una luce opalescente. Da osservare la tecnica, mista in primo piano.

 
Pittura - sezione amatoriale

Primo premio: “ Verso il futuro” di  Maria Grazia Mosca 
-pensierosa immagine di un bimbo dallo sguardo perso nel vuoto. 
Espressione colta magistralmente. 
Il nuovo “neorealismo” tocca le corde più intime e restituisce speranza.

Secondo premio: “Destrutturazione ” di  Manuela Minozzi 
-composizione elegante e assai interessante. Tecnica pittorica evoluta e consapevole di future aperture.-

Terzo premio:  “ Energia” di  Lory
-il contenuto è reso con coerenza. Esercizio pittorico equilibrato, perfetto cromatismo. 
Impeccabile tessitura-.

 
Scultura   
 
Il Primo premio non è stato assegnato

 Secondo premio: “ Visione onirica ” di   Claudio Marca
-
slancio delle ali verso l’alto con interpretazione personale del titolo. Per un volo nella fantasia.


SEZIONE A TEMA
:  

“Natura e Spirito ” di   Gianluigi Poli

-
bello il concetto di trovare nella natura la divina serenità del Creatore. 
Tecniche grafiche e pittoriche sapienti nel loro stile figurativo

LA COMMISIONE ESAMINATRICE

Anna D’Arienzo – pittrice
Carlo Fabbrini - antiquario

Ferruccio Fantone – giornalista
Elio Morbiducci – architetto

Le foto della premiazione saranno pubblicate sulla pagina facebook dell’Associazione

 


 
 
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