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PROGRAMMAZIONE STAGIONALE PRELIMINARE

Dal 3 OTTOBRE 2017 al 30 MAGGIO 2018
 
nei giorni martedì e mercoledì (salvo eccezioni)

Programma di 29 film recentissimi   tra cui i seguenti  
10 film preselezionati  per il programma fino a dicembre 2017:

  • SULLY di  C. Eastwood
  • FAI BEI SOGNI di M. Bellocchio
  • CAPTAIN FANTASTIC di Matt Ross
  • POVERI MA RICCHI di F. Brizzi
  • IL VIAGGIO di Nick Hamm
  • IL DIRITTO DI CONTARE di T. Melfi
  • LASCIATI ANDARE di F. Amato
  • LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO di Raúl Arévalo
  • LA TENEREZZA di G. Amelio
  • ADORABILE NEMICA di Mark Pellington

Dibattiti in sala di martedì dopo il primo spettacolo

PREMIO CINEMA GIOVANE & FESTIVAL DELLE OPERE PRIME: dal 12 al 15 marzo 2018

Edizione rivista QUI CINEMA per quadrimestre con notizie fresche e aggiornate 

CALENDARIO PROVVISORIO  DELLE GIORNATE  DI PROGRAMMAZIONE STAGIONALE:

  • OTTOBRE 2017: apertura 3 e 4 ; inaugurazione 16 e 17 e 18;  23 e 24;.. (Festa del Cinema di Roma);
  • NOVEMBRE 2017: 7 e 8, 14 e 15, 21e 22, 28 e 29;
  • DICEMBRE 2017: 5 e 6, 12 e 13, 19 e 20;.. (pausa per festività natalizie);
  • GENNAIO 2018: 9 e 10, 16 e 17, 23 e 24, 30 e 31;
  • FEBBRAIO 2018: 6 e 7, 13 e 14, 20 e 21,  27 e 28;
  • MARZO 2018: 6 e 7, 12 e13 e 14 e15  (Premio Cinema Giovane -  XIV edizione), 20 e 21, 27 e 28;
  • APRILE 2018:  3 e 4, 10 e 11, 17 e 18, 23 e 24;
  • MAGGIO 2018:  8 e 9, 15 e 16, 22 e 23, 28 e 29 e 30 (termine della stagione)

 

FORUM   di mercoledì 16 marzo 2016         

 IL CINEMA GIOVANE : COME REAGIRÀ ALLE NUOVE TECNOLOGIE DI DISTRIBUZIONE

           a cura di Catello Masullo

Il “Premio Cinema Giovane & Festival delle Opere Prime” organizzato dal Cinecircolo Romano non costituisce solo il più importante, autorevole e partecipato festival italiano delle opere di esordio, ma, da 12 anni, anche una occasione di riflessione e di approfondimento sul cinema giovane italiano. Il tema scelto dal Direttore Artistico della Manifestazione, nonché Presidente del circolo organizzatore, Pietro Murchio , è stato, al solito anticipatore dei temi che interesseranno il cinema, non solo giovane, nei prossimi anni: l’impatto delle nuove tecnologie di distribuzione. Ad introdurre il tema nel Forum, lo stesso Presidente, il quale si è chiesto  come potrà cambiare il mondo della filiera , dalla produzione alla fruizione, il colosso Netflix, che offre film usciti in sala da pochi mesi. Catello Masullo, il critico cinematografico del Cinecircolo, ha fornito dati di dettaglio sul fenomeno, riferendosi, come esempio paradigmatico a NETFLIX , azienda USA con un Fatturato di 6,77 miliardi $ (2015) e 3.500 Dipendenti , presente in oltre 190 paesi, con più di 74 milioni di clienti, di cui 44 milioni negli Stati Uniti. Nel marzo del 2011, Netflix ha cominciato a produrre contenuti originali per  film e serie TV, iniziando con la serie politica “House of Cards - Gli intrighi del potere”, con il premio Oscar Kevin Spacey, ed i primi due episodi diretti dal celebre regista David Fincher ! Catello Masullo ha concluso il suo intervento con una serie di provocazioni e punti di domanda rivolti agli esperti componenti del Panel:” quale sara’ l’impatto di Netflix & c. sulla distribuzione cinematografica? usciranno film solo su  internet? Netflix potra’ diventare uno strumento di selezione per i film da vedere in sala? oppure rubera’ spettatori alla sala? Netflix produrrà il risveglio di una fruizione di qualità? uno strumento come Netflix è la negazione della vita relazionale, perché è totalmente individuale? Netflix potrà essere una opportunità per i film deboli che stanno in sala solo una settimana?”Vito Zagarrio, regista e docente di cinema alla Università di Roma 3, ha subito raccolto la provocazione, affermando che Netflix è uno strumento. Domani ce ne potrebbe essere un altro. Oggi i ragazzi non vedono i film. Ne vedono dei pezzi su youtube. Cambiano i modi di percepire. È sempre più raro vedere film in sala. C’è il web e la segmentazione. I ragazzi fanno oggi non corti ma webseries. Francesco Micciché, regista in concorso con “Loro Chi?”, ritiene che bisogna tener conto del specificità dell’Italia. Il linguaggio cambia. Ciò che si fa per il cinema non si può fare per la tv. Cambiando la fruizione, se vedremo i film al telefonino, cambierà anche il modo di farli. Ma il mestiere del regista non cambierà nelle radici. Anche se non cambia il senso, cambieranno le forme. La vera sfida per i registi è cercare di capire come sarà il nuovo linguaggio.Giovanni Costantino, distributore indipendente, propone per la sala la necessità di una  rivoluzione. Negli ultimi 70 anni la sala non si è evoluta. Ha cambiato la tecnologia di proiezione, ma non basta. La sala era un momento di aggregazione, non lo è più. Colpa degli esercenti, che hanno accettato la logica dei distributori forti. È diventato un distributore automatico. Gli schermi dovranno essere sempre più avvolgenti, con un effetto  sempre più unico rispetto a quello che si può avere a casa. Ci si dimentica che l’uomo è un animale sociale. Si deve moltiplicare e deve andare in luoghi dove ci sia una ragazza da conoscere. La banda larga deve essere utilizzata per interconnettere tutte le sale tra di loro e portare la gente in sala. Nelle sale si può fare musica, teatro. E si deve poter fare anche business. La cultura non è diversa dalla impresa. Solo in Italia lo è. La sala è ancora una parte importante del futuro del cinema. Alessandro Parrello, distributore italo-americano,  ha esordito affermando che il cinema ha solo 100 anni di storia, ma non morirà mai. La crisi di fatto c’è e non c’è. Il cinema va avanti. Occorre cominciare dalle scuole con i ragazzi. Perché il cinema è cultura. Si sta mettendo in piedi una legge di sistema che porterà le sale a 4500. Netflix non impedirà di godersi un film in sala. Le conclusioni al brillante studioso di cinema Elio Girlanda, il quale ha ricordato che un maestro come Roberto Rossellini non fu capito. A metà degli anni ’70, quando non c’era ancora internet, predicava la morte del cinema. Lui faceva la tv. La alta definizione ad Houston. La vera novità non è nel web. Stiamo vivendo una rivoluzione che si chiama cibernetica, informatica, digitale. Le forme storiche finiscono. Il film non più come oggetto di visione. Siamo nella quarta rivoluzione industriale. Abbiamo il privilegio di vivere questa transizione. Abbiamo la possibilità di orientare questo processo.

Cinecircolo Romano –Premio Cinema Giovane

Progetto Educazione Cinema d'Autore 2015

Migliore Recensione

 Motivazione premio A Idahor Oghosasere del Liceo Benedetto Croce

 Nella descrizione della trama del film, lo studente inserisce abilmente considerazioni personali, che aumentano nel lettore la tensione emotiva per le vicende narrate. Interessante la scelta di riportare frasi-chiave del dialogo, che sono poi la motivazione del titolo stesso. Efficace anche lo stravolgimento temporale col riferimento nel periodo finale all'inizio del film. L'uso della punteggiatura e la scelta delle pause risultano aderenti alla critica giornalistica. 

Recensione:

La storia vera tratta di Margherita Camurati detta Pulce,  una bambina autistica e celebrolesa che, come dice la sorella “non c’è per le maestre perché non sa fare i compiti, non c’è per lo psicologo perché pensa non sappia fare gesti semplici come salire le scale, non c’è per i compagni che per i suoi modi bruschi e  la chiamano "mostro",pulce sorride quasi sempre,ma non sa dire se è felice.Non c’è nelle situazioni convenzionali che pensiamo siano la normalità di una vita quotidiana. E invece c’è, è reale ed è la gioia (e il dolore) della sua famiglia che intorno ai suoi bisogni fa ruotare tutta l’esistenza: il padre, un dottore che durante il film è uno dei personaggi che viene spinto più al limite e in un momento del film pensa anche di metter fine alla propria vita,ma con dei piccoli gesti fa vedere di tenere alla figlia ,raccontandole storie inventate .La madre un ex insegnante che ha lasciato il lavoro per prendersi cura della figlia. E poi c’è Giovanna, la sorella tredicenne di Pulce che vorrebbe vivere la sua condizione di adolescente: le prime emozioni amorose, il corpo che cambia ma deve fare i conti con la solitudine che ogni ragazzo/a sente in una famiglia dove c’è un fratello/sorella malato/a. E come se non bastasse c’è l’enorme equivoco che stravolge le loro esistenze. Il film infatti inizia raccontando la famiglia ma poi ci porta nel dramma: il padre delle bimbe viene accusato di molestie sessuali perpetrate sulle figlie e Pulce viene allontanata dalla famiglia.In questo tratto del film l'individuo diventa sempre più indifeso e la società più feroce,sopratutto nei confronti dei più deboli, dove il diverso deve essere scansato. In conclusione vorrei dire che questo film mi è piaciuto anche per questi risvolti nella trama della storia. Il messaggio trasmessomi da questo film è che la famiglia deve rimanere unita sempre contro le difficoltà per poter sopravvivere e permettere ai figli un futuro dignitoso.

Idahor Oghosasere
Liceo benedetto Croce
classe 2AL

 

 

CINECORTOROMANO

Trofeo Lamberto Caiani


ALBO D’ORO

 

Edizione

Titolo

Autore

2002

Chocolate

Mauro Crinella

2003

A caro prezzo

Danilo Milocco  

Francesco Gaetani

2004

Passaggio ad Auschwiz

Mauro Crinella

2005

Tube

Davide Morabito

Giulio Fabbrini

2006

Italia 2006

Daniele Carrer

2007

Autopia Zen 41600

Daniele Carrer

2008

nessun vincitore
Campo doppio di Carla Avati  unico corto in concorso

2009

Ecce Homo

Peppino Mazzotta

Miglior  interprete  2009

Carlo delle Piane protagonista
di “Ogni giorno” di  Francesco Felli

2010

In amore

Andrea Menghini

2011

Elegia - sulle rive del fiume-

Fabio Pozzilli

2012

In fondo a destra

Valerio Groppa con Sergio Fiorentini

2014

Il cinema lo faccio io

Alessandro Valori

2015

Per un pugno di note

Andrea Terrinoni

 

 

CineCortoRomano

edizione 2014

cortometraggio vincitore

 Il cinema lo faccio io

di Alessandro Valori

Con Pier Giorgio Bellocchio, Pier Paolo Piciarelli, Adamo Dionisi

Soggetto : Ci lavorano da cinque anni, la “l’infanzia di Cicerone”, opera prima di un talentuoso regista trentacinquenne non è stata ancora girata. L’agognata telefonata del produttore è nell’aria e così, assieme allo sceneggiatore e all’attore, i tre partono per i sopralluoghi, ma ci saranno veramente i soldi per il film?

Durata: 13’50’’

 

RECENSIONE FILM: SALVO

Una trama apparentemente molto semplice, complicata dall'uso di sottili metafore non facili da cogliere ad una prima visione del film. L'idea del cambiamento di prospettive del killer che va di pari passo con il riacquisto della vista della protagonista è su un piano ideologico eccellente, ma estremamente difficile da rappresentare verosimilmente. Risulta infatti poco convincente il finale, caratterizzato dal riacquisto della vista da parte di Rita, se non viene letto come metafora di una rinascita interiore.
L'interpretazione di Salvo, soprattutto nella prima parte del film, esprime molto bene la freddezza e la spietatezza di un “robot” progettato per uccidere; ciò entra fortemente in contrasto con la personalità finale del protagonista che sottolinea il cambiamento avvenuto: in questo i registi sono riusciti ad esprimere perfettamente la propria idea.
La sceneggiatura è caratterizzata da un susseguirsi di azioni angoscianti che rendono bene l'idea di una realtà come quella della città di Palermo, in cui è presente la mafia e di conseguenza le continue lotte tra clan. È una presentazione della Sicilia che può scuotere l'animo soprattutto degli spettatori italiani.
Il film, molto lento, risulta particolarmente impegnativo per una platea giovane non educata alla decodificazione del linguaggio cinematografico, ma la sua visione accompagnata da una scheda esplicativa o ancora meglio da un dibattito, può essere un forte stimolo ad avvicinare proprio noi giovani al cinema d'autore.

Martina Miracapillo
Liceo Orazio Roma
Classe IV F

 

PREMIO CINEMA GIOVANE  2013

PREMIO MIGLIOR RECENSIONE
PROGETTO PECA

 

18 settembre 2008, Castel Volturno:  dei camorristi del clan dei casalesi irrompono in una sartoria del quartiere africano e aprono il fuoco, uccidendo sei persone e ferendone una, tutte innocenti.
Il film ‘La Bàs - educazione criminale’, opera prima di Guido Lombardi, oltre a trattare e ricordare questo evento di cronaca, diviene un vero e proprio reportage cinematografico, che mostra l’entità e le modalità dell’operato della camorra su un territorio come quello di Castel Volturno e i rapporti che l’organizzazione criminale può instaurare con un’eventuale “concorrenza”, il tutto da una prospettiva inedita: quella degli immigrati africani, che costituiscono un’enorme comunità in affermazione in quella zona
Il protagonista della vicenda narrata dal film, è Yssouf, un ragazzo africano appena arrivato in Italia, attratto dalle promesse e dai racconti fattigli da suo zio Moses, nel paese da tempo. Ben presto però Yssouf si renderà conto che quello in cui è migrato non è il luogo che si aspettava di trovare, dove fosse possibile guadagnare facilmente lavorando, bensì egli realizzerà di essere in un’area il cui degrado lascia ai singoli la sola scelta tra criminalità e povertà.
Arruolato da suo zio nel traffico di cocaina da egli gestito, Yssouf, non potrà non confrontarsi con la violenza della suddetta scelta e verrà in contatto con una serie di persone irrimediabilmente legate alle vicende del racconto: il generoso Germain, che vende fazzoletti ai semafori da sei anni; la cantante Asetù; Suad, una prostituta; un sarto raffinato; Mamma Africa che è disponibile per tutti ma non compra mai il cous cous; il severo Idris e molti altri, tra cui ovviamente,i vari esponenti dei clan opposti a zio Moses: i nigeriani e i camorristi.
Il tentativo di Yssouf di affrancarsi dalla rete malavitosa, gli scontri per la rivendicazione del territorio, le decisioni dei personaggi che lo circondano, generano una fitta spirale il cui vorticare culmina la sera del 18 settembre, nella sartoria.
Nonostante il suo carattere informativo, di cronaca, l’aspetto artistico del film non è pregiudicato, in quanto questo non si risolve in un documentario, ma ruota invece, intorno ad una storia particolare e originalmente strutturata. L’idea di illustrare la vicenda dalla prospettiva degli immigrati è decisamente nuova e importante anche nel garantire l’efficacia dell’ opera; e la scelta di non doppiare gli attori, che recitano prevalentemente in francese e inglese è, sempre in quest’ottica, un importante elemento che permette di calarsi ulteriormente nel contesto.
Un film, in conclusione, che impedisce al buio di scendere completamente, come fanno le candele quando va via la luce.

Ilaria Papagni – Liceo Cavour di Roma

 

CINECORTO ROMANO 2012  

Hanno partecipato all’edizione 2012: 

Simone Barbetti, con Ligeia

Marco Ceccarelli ,  con  20122012

Marco Chiappetta,  con Elle

Fabio Clementelli , con Satire vivide

Piero Famiglini , con Henry, Albert, Vic ed Edmond…è solo l’inizio

Valerio Groppa , con In fondo a destra

Pio Gaetano Lioi, con A/R

Ettore Nicoletti  con Il Lucchetto
 

OPERA VINCITRICE

Valerio Groppa  con “In fondo a destra”
 

OPERA SEGNALATA

Ettore Nicoletti  con “Il Lucchetto”
 

OPERA SEGNALATA

Fabio Clementelli  con “Satire vivide”

  

All’autore dell’opera vincitrice è stato consegnato un trofeo personalizzato ed un premio speciale devoluto dalla Università Popolare di Roma. Agli autori delle opere segnalate è stata consegnata una targa personalizzata. A tutti i partecipanti è stato consegnato un attestato di partecipazione


Si ringrazia l’UPTER per la collaborazione alla XI edizione del Concorso

 

 

PREMIO CINEMA GIOVANE
 – VIII EDIZIONE –

PROGETTO EDUCAZIONE AL CINEMA d’AUTORE

CONCORSO PER LA MIGLIORE RECENSIONE 2012  film in concorso
 Scialla! (stai sereno)



 Simpatico e sicuramente conforme alla realtà è il film “Scialla!” per la regia di Francesco Bruni che tratta un argomento assolutamente attuale come la vita dei ragazzi di oggi qui rappresentata attraverso Luca, uno di loro, preso come modello della gioventù romana. A dispetto di quello che può lasciare intendere il titolo che di per sé rispecchia grande banalità, il film ci svela una grande storia complessa e difficile poiché tratta tematiche delicate che riguardano molti di noi. Questo è sotto tutti i punti di vista un film originale che per la prima volta narra i drammi di studenti, genitori ed insegnanti tutti in una volta dimostrando che alla fine tutto si collega, infatti quello che prima era professore diventa poi genitore ed infine torna studente aiutando suo figlio e sentendosi arricchito dai suoi successi. Ovviamente non vengono presentate solo problematiche. Sono frequenti infatti scene di simpatia unica che evidenziano la semplicità di pensiero e la naturalezza con la quale parlano gli studenti, pronti a trattarti sempre e comunque da amico, a meno che tu non voglia fargli imparare qualcosa. Sicuramente non tutti gli alunni dei licei romani ricalcano il modello di Luca e proprio in questo sta la bravura del regista che è riuscito con successo a superare le difficoltà che si trovano nel cercare di generalizzare e quindi di creare una figura che rappresenti la situazione più comune. Gli attori che fanno parte di questa divertente commedia sono tutti azzeccati, dal professore al ragazzo, che nonostante la sua giovane età riesce a tenere lo spettatore incollato allo schermo dimostrando d’avere doti recitative notevoli.

Massimo Schiraldi
Liceo scientifico statale C.Cavour di Roma

 

PREMIO CINEMA GIOVANE
VII EDIZIONE
 

CONCORSO PER LA MIGLIORE RECENSIONE


20 SIGARETTE di Aureliano Amadei

 

Troppo difficile parlare di guerra, troppo difficile farla, comprenderla, capirne il senso.
 Un senso che forse non c’è, quando poi vedi la polvere da sparo sulla pelle delle
persone, quando le schegge affondano laceranti e a contare le vittime è chi rimane.
 Una strage quella di Nassirya, un attentato costato la vita di soldati, civili e bambini,
un bambino, come quello che il protagonista vedeva andar via nelle sue braccia ricolme
 di sangue e la disperazione negli occhi. Scritto dallo stesso protagonista di questa
storia vera, Aureliano Amadei in tutta la sua drammaticità ci racconta il suo vissuto come se
lo spettatore fosse parte della trama, dando peso ai sentimenti, alla percezione di chi di una
guerra non doveva far parte, di chi come noi, la guerra la vede scritta nei titoli di giornale
a cui viene raccontata quando è già finita. La storia di un “aiutante regista” che parte per
l’Iraq rimanendo vittima, il 12 novembre 2003, dell’attentato kamikaze al presidio italiano.
Un grande sognatore, Aureliano, anarchico, giovane, spontaneo e con il futuro in tasca, l’ideale
di un sogno tutto quello che porta con se in valigia, tutto quello che lo spinge ad andare e
 la certezza di essere intoccabili a vent’anni, invulnerabili, invincibili, come se il fatto di essere
giovani ci esentasse dall’avere paura, come se la vita non potessi giocartela a ventanni.
 Colpito tra le bombe, mentre andava a girare il primo film, corre Aureliano, cerca di
scappare, ma non c’è fuga alla fiamme che lo rincorrono, si rifugia sotto un camion e
 trascinandosi spalla a spalla nel dolore riesce a scappare, portando con se quelle
immagini che rivivrà in ogni istante della vita quotidiana, quando tutto sarà finito, anche
 quando ci sarà pace, rimbomberà il silenzio di quel giorno, di quegli istanti di vita, indimenticabili
 per chi ne è stato travolto. Esiste una cosa più dura della vita, la forza dell’uomo sull’altro uomo,
il conflitto, l’attrito, scegliere una guerra di difesa, per non tornare più a casa. Ancora una volta
 un grido alla pace, di pace, perché tutti sappiano, che la guerra non è mai come ce la raccontano.

 CHIARA BARTOLI

ISTITUTO DI ISTRUZIONE  SUPERIORE  DI VIA ASMARA 28-ROMA

 

 

 


 


 

 

 

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