The Witcher, Netflix, recensione di Riccardo Favara Pedarsi

Primi in longevità, ultimi in qualità

Hey, ciao!
Questa settimana è uscita una nuova puntata di Wilson sulla sanità – podcast de Il Post ospitato dal suo direttore, Francesco Costa-, ma stavolta è stato intervistato finalmente qualcuno che la sanità l’ha vissuta e conosciuta davvero: Daniele Coen, ex direttore del PS del Niguarda di Milano. Però in questa newsletter non vi parlerò del contenuto del podcast e cosa ne penso (su quello magari farò un nuovo vlog, che ne dite?) ma voglio condividere con voi una riflessione ascoltata lì e che mi ha colpito molto.
Tra novembre e dicembre 2025 sono usciti due report (OCSE, europeo, e BES-ISTAT, Italiano) che confermano quello che già sapevamo: noi italiani siamo tra i più longevi al mondo. 84,1 anni di aspettativa di vita alla nascita, primi in Europa a pari merito con la Svezia.
Evviva, brindisi, pacche sulle spalle, “campioni del mondo!”. Però…
Questo numero va messo affianco ad un altro numero secondo me ancora più importante: gli anni vissuti in buona salute. Cioè senza malattie croniche, senza acciacchi, senza lista di farmaci da prendere tutti i giorni. E qui la questione cambia parecchio.
In Italia questo numero è peggiorato, ed è sceso di uno rispetto al 2023 fermandosi a circa 58,1 anni. Al contrario in Svezia si vivono in media 67 anni senza malattia.
Questo numeretto tradotto significa che noi italiani viviamo gli stessi anni degli svedesi, ma ne passiamo molti di più da malati. Loro a 65 anni vanno ancora a sciare, mentre noi abbiamo già il diabete, la pressione alta, e il colesterolo che “eh, signora mia che ci vuole fare, sarà di famiglia”.
Solo che non sembra essere una questione di genetica: nello stesso anno da noi fumano il 20% degli adulti, lì meno dell’8%. Lì il 70% delle persone fa attività fisica regolare, qui da noi il 40% (che poi, a me sembra un dato gonfiato: quanti ultrasessantenni fisicamente attivi conoscete, voi?).
Perlomeno siamo meno obesi, 12 vs 16%, ma mangiamo comunque poca verdura e in generale mangiamo molto meno “mediterraneo” di quando ci farebbe bene fare.
Vi ricordate quando parlavo della “medicina della longevità” come di una trovata di marketing? Ecco, questo è il punto: non ha senso inseguire la longevità se poi quegli anni in più li passiamo a gestire cronicità. Vivere fino a 90 anni con 30 anni di malattie non è un traguardo, è una condanna. La vera domanda non è “quanto vivrò?”, ma “come vivrò?”.
E il modo migliore che conosciamo per vivere bene non riguarda né la berberina tutte le mattine, nè la puntura a settimana sulla pancia, ma muoversi di più, mangiare meglio, non fumare.
Lo so, l’avete già sentito mille volte. Ma forse è proprio per questo che non lo facciamo: perché ci sembra troppo banale per essere vero, e alla fine ci dimentichiamo di farlo.
Alla prossima settimana, bella! Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:

🎤 Podcast – “Dottore chiami un dottore”, Wilson
Ormai Wilson è diventato un podcast riservato agli abbonati, quindi metto un link qui per ascoltarlo: https://gift.ilpost.it/free-gift-1766916710-899fde5c00594ef694651ee283a6874f (non so come funziona, se potrà ascoltarlo solo il più veloce di voi, o tutti quanti per una settimana). Comunque, stavolta la puntata la consiglio perché è molto più centrata della precedente sulla realtà delle cose (Non sai di cosa sto parlando? Ci ho fatto un video, lo trovi qui). Certo, noi medici di base ne usciamo come una specie di figure inutili ed ignoranti anche stavolta, ma perlomeno assolti e senza colpe dirette. Oh, gli specialisti non ce la possono proprio fare a tributarci mezzo merito.
(Pensate che abbia senso che ci faccia un nuovo video per parlarne meglio? Fatemelo sapere rispondendo a questa email. Io sono incerto al riguardo.)
🎬 Serie TV – The Witcher, Netflix
Onestamente: al momento una delle mie poche ragioni di vita è vedere la prossima puntata di Omnibus (di Vince Gillian, su Apple TV, ne ho parlato qualche settimana fa). Erano anni che non usciva una serie così, in cui si aspetta religiosamente il giorno di pubblicazione e per poi correre a parlarne con gli amici che l’hanno già vista. Dai tempi di Game of Thrones forse. Però ora non posso parlare solo di Omnibus qua, quindi ho scelto quest’altra serie TV che ho recentemente recuperato solo per dire una cosa: la scelta di Liam Hemsworth come nuovo Geralt è forse uno dei recasting migliori della storia, e quasi non fa rimpiangere Henry Cavill. Come al solito le polemiche su queste cose sono veramente sterili. Ora però se non l’avete fatto andate a recuperare Omnibus, che la prossima settimana c’è la season finale.

🎬 Il mio video di questa settimana:

La Cura Scientifica per la Pancia Gonfia

✍️ Citazione della settimana:

Be’, io incontro un sacco di trentenni che cercano di andare in tante direzioni diverse allo stesso tempo, senza però avanzare in nessuna, giusto? Si sentono frustrati, perché il mondo li costringe a scegliere una cosa soltanto, mentre loro vorrebbero farle tutte: “Perché devo scegliere? Non so quale scegliere!”. Ma il problema è che se pensi solo a breve termine, allora se non facendole tutte in questa settimana, non le realizzerai mai. La soluzione è pensare a lungo termine. Rendersi conto che puoi fare una di queste cose per qualche anno, poi un’altra per qualche anno ancora, poi un’altra e così via.
Derek Sivers in “Il segreto dei Giganti”, Tim Ferriss
(Tornata a galla grazie a Readwise. Provatelo con questo link e sia io che voi avremo un mese gratuito extra!)
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