QUELLI, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO
Scheda tecnica del cortometraggio “QUELLI”
Suspence/Thriller – giugno 2025 – durata 00:14:39
Scritto e diretto da Marco Migliozzi – Aiuto regia Anna Rita Urli
Sinossi:
Un uomo ha scelto di vivere al buio di una cantina spinto da una profonda e inamovibile persuasione personale tagliando ogni legame con il mondo esterno. Ma cosa si nasconde dietro questa scelta radicale? Una dopo l’altra, donne diverse scendono a trovarlo. Ognuna porta con sé frammenti di una storia comune: ricordi, rimorsi, speranze infrante per tentare di scardinare le sue certezze e di riportarlo alla superficie. Tra dialoghi serrati e visioni contrastanti, la verità sulla sua reclusione rimane sospesa in attesa di un’ultima sconvolgente rivelazione nell’ultima scena.
Interpreti in ordine di apparizione:
Giorgio GIANLUCA PUGLIELLI
Debora DANIELA CATANOSO
Patrizia PAOLA CIMA
Giulia GABRIELLA PALERMI
Monica MARIA LATOUR
Agnese ANNA RITA URLI
Testimonial ALESSIA DE SIMONE
Colonna sonora
Beata Viscera di Perotin & Kyrie di G.P. da Palestrina, registrati in live nella Chiesa di Santa Maria Assunta o “Collegiata” presso il comune di Anguillara Sabazia nell’ambito della manifestazione “Nobili Arti in Nobili terre in musica” cantate dal controtenore STEFANO GUADAGNINI
Fonti
SIPRI Stockholm International Peace Research Institute ICAN International Campaign Abolish Nuclear weapons RiPD Rete Italiana Pace e Disarmo
Testo letto
Macerie di Kurihara Sadako, Hiroshima 1913-2005
Note di regia:
Questo cortometraggio è un’esplorazione della paranoia che diventa profezia. L’uomo nella cantina non è un recluso per colpa o rimorso, ma un visionario che ha scelto di abbracciare la sua certezza più terrificante: l’autodistruzione nucleare del mondo.
La storia si concentra sulla linea sottile tra la follia e la lucidità estrema. L’ obiettivo è far percepire (come fa il protagonista) l’esterno non come un luogo di gioia da recuperare, ma come un palcoscenico di condannati a morte inconsapevoli. La cantina diventa la sua vana possibilità di sopravvivenza e le donne che scendono sono le sue ultime, disperate, connessioni con l’umanità che lui sta per vedere annientata. Il finale non è una rivelazione psicologica, ma una conferma apocalittica della sua fede.
La messa in scena riflette la crescente tensione di un incombente conto alla rovescia. La cantina è trattata come un bunker, uno spazio utilitaristico e claustrofobico. L’illuminazione è essenzialmente realizzata con candele. L’uomo è saldo nella sua convinzione. L’azione delle donne si svolge ai margini, cercando di invadere il suo spazio sicuro. I primi piani a volte ravvicinati ed i dialoghi serrati servono per catturare la febbre negli occhi dell’uomo e la crescente disperazione o scetticismo delle donne. L’Uomo non è pazzo, ma rassegnato. Le sue battute non sono suppliche, ma giudizi. Ogni donna che scende è un’opportunità per l’uomo di convertirle e la sua reazione al fallimento non è rabbia, ma tristezza per la loro condanna autoimposta. Le argomentazioni di ogni donna per la vita “normale” suonano sempre più deboli per l’uomo, man mano che il tempo passa.
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO: Il dialogo iniziale, quasi posto ad esergo del film, tra il protagonista, Giorgio (GIANLUCA PUGLIELLI) e la sua amica, architetto, Debora (DANIELA CATANOSO), fornisce indizi potenti e, allo stesso tempo, crea l’inquietudine di una suspence che conferisce interesse alla vicenda che va a svilupparsi: “Sto progettando il restauro di una chiesa… è un lavoro che mi impegnerà un anno intero. / Lo sai che stai sprecando il tuo tempo, vero? Tra un anno quella chiesa non la visiterà più nessuno. Quelli, stavolta, hanno ragione. / Quelli, come li chiami tu, vogliono solo creare una paura generalizzata per controllare meglio tutti. / No, questa volta fanno sul serio. Non come hanno fatto finora, e non riusciranno ad avermi!”. Marco Migliozzi, nato a Roma, laureato in sociologia e con una grande passione per la fotografia, nel corso degli anni ha avuto il privilegio di viaggiare attraverso i cinque continenti: un’esperienza che ha arricchito il suo archivio fotografico con scatti unici e suggestivi. Le immagini hanno trovato spazio in numerose mostre personali, ottenendo riconoscimenti significativi; alcune sono state anche pubblicate su piattaforme di prestigio come Repubblica.it e National Geographic. Parallelamente si è dedicato al mondo delle visual art, creando opere che comunicano messaggi visivi potenti, sia nel contesto editoriale che in quello più ampio della comunicazione. L’esperienza nel settore si estende anche alla produzione di docufilm, aventi come focus la promozione della safety in ambito aziendale; uno dei prodotti è stato selezionato per l’International Media Festival for Prevention a Singapore, nel 2017. Ha realizzato inoltre tre documentari che esplorano la storia dell’architettura dell’Eni, tracciando l’evoluzione stilistica e di marketing dell’azienda dagli anni ’50 fino ai giorni nostri. Con “L’Oro di Navelli” ottiene il Premio per Miglior Cortometraggio alla seconda edizione, 2024, di “Borghi sul Set – Festival Cinematografico”, organizzato dal Cinecircolo Romano, contribuendo altresì al Premio per Borgo più Cinematografico, assegnato al Comune di Navelli (Aq). Con il suo secondo lavoro, “Io”, alza l’asticella, valicando il confine, sempre più tenue, tra film del reale e film di finzione, costruendo una storia straordinaria, originale e necessaria, per demolire con fulgidi esempi i più triti stereotipi sulle donne, ideati, costruiti e tramandati da maschi per i maschi, come base ideologica e pilastri della società patriarcale, cominciata ottomila anni fa e della quale è ancora oggi molto difficile sbarazzarsi. Con “Quelli” innalza ulteriormente il livello dell’ambizione creativa, passando decisamente al cinema di finzione, più adatto al caso di specie, la denuncia di un pericolo gravissimo quanto incombente. Il film costruisce una unità di luogo claustrofobica e crepuscolare con una illuminazione suggestiva e gestisce in modo magistrale la suspence che fa crescere l’inquietudine nello spettatore gradualmente, fino a dargli un potente cazzotto nello stomaco con il colpo di scena finale. Un monito potente e alto.
VALUTAZIONE SINTETICA: 7.5
