AVATAR FUOCO E CENERE, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

AVATAR FUOCO E CENERE, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Credits e sinossi da cinematografo.it e AntonioGenna.net

 

Avatar: Fuoco e Cenere

Avatar: Fire and Ash

USA 2025

SINOSSI: La famiglia Sully vive ancora nel clan Metkayina nelle barriere coralline di Pandora e sta elaborando il lutto di Neteyam, ucciso in una brutale battaglia contro la RDA. Mentre Spider si è completamente adattato alla vita nella barriera, la famiglia Sully è preoccupata per la sua sicurezza e si rende conto che non può più restare con loro. Peylak, capo dei Tlalim, un pacifico clan nomade che viaggia nell’aria e naviga nei cieli, accetta di trasportare Spider all’Alto Campo, la roccaforte degli Omatikaya. Il loro viaggio viene però interrotto quando vengono attaccati daI membri del Clan Mangkwan, il Popolo della Cenere. Guidati da Varang, sono un popolo Na’vi la cui cultura e stile di vita sono stati drasticamente trasformati dopo che un vulcano ha devastato la loro casa. I Mangkwan incolpano Eywa, la Grande Madre. La RDA, nel frattempo, si sta riorganizzando per il prossimo attacco.

Regia: James Cameron

Attori: 

PERSONAGGI
NA’VI
INTERPRETI DOPPIATORI
JAKE SULLY Sam Worthington FRANCESCO PEZZULLI
NEYTIRI Zoe Saldana DOMITILLA D’AMICO
KIRI Sigourney Weaver VERONICA PUCCIO
COL. MILES QUARITCH Stephen Lang LUCA BIAGINI
VARANG Oona Chaplin CHIARA GIONCARDI
RONAL Kate Winslet CHIARA COLIZZI
TONOWARI Cliff Curtis SIMONE MORI
LO’AK Britain Dalton TITO MARTEDDU
TSIREYA ‘REYA’ Bailey Bass LUNA IANSANTE
TUKTIREY ‘TUK’ Trinity Jo-Li Bliss LUNA TOSTI
NETEYAM Jamie Flatters MANUEL MELI
MO’AT CCH Pounder CRISTIANA LIONELLO
AO’NUNG Filip Geljo EZZEDINE BEN NEKISSA
RECOM LYLE WAINFLEET Matt Gerald PAOLO MARCHESE
ROTXO Duane Evans Jr. GABRIELE PATRIARCA
PEYLAK David Thewlis FRANCO MANNELLA

 

PERSONAGGI
UMANI
INTERPRETI DOPPIATORI
MILES ‘SPIDER’ SOCORRO Jack Champion LORENZO D’AGATA
PARKER SELFRIDGE Giovanni Ribisi FRANCESCO VENDITTI
DOTT. NORM SPELLMAN Joel David Moore LORENZO ACCOLLA
GEN. FRANCES ARDMORE Edie Falco ROBERTA GREGANTI
CAP. MICK SCORESBY Brendan Cowell GIANLUCA MACHELLI
DOTT. IAN GARVIN Jemaine Clement GABRIELE SABATINI
DOTT. MAX PATEL Dileep Rao LUIGI FERRARO
NEUROSCIENZIATO Joel Tobeck STEFANO STARNA
PRIMO UFFICIALE Grant Roa STEFANO STARNA

Soggetto: James Cameron

Sceneggiatura: James CameronRick JaffaAmanda SilverShane Salerno

Fotografia: Russell Carpenter

Musiche: Simon Franglen

Montaggio: James Cameron

Scenografia: Ben ProcterDylan Cole

Effetti: Joe LetteriWeta Digital Ltd.

Durata: 195

Colore: C

Genere: FANTASCIENZA AVVENTURA AZIONE

Specifiche tecniche: RED EPIC DRAGON, REDCODE RAW (4K), (1:1.85)

Produzione: JAMES CAMERON, JON LANDAU, RAE SANCHINI

Distribuzione: 20th CENTURY STUDIOS

Data uscita: 2025-12-17

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO: Uno degli ingredienti per il successo di un’opera d’arte, ed anche, soprattutto, per un’opera d’arte cinematografica, è la meraviglia: la sorpresa nel vedere cose mai viste prima. James Cameron è probabilmente il campione assoluto della meraviglia cinematografica. L’ha sempre messa in atto, da oltre 40 anni a questa parte, con gli strabilianti effetti visivi di “Terminator”, nel 1984, con quelli di “Abyss”, nel1989, quelli di “Titanic” nel 1997, ma, soprattutto con quelli “Avatar” nel 2009.  Che ci ha immersi in un universo fantastico strabiliante, quello del pianeta Pandora, da lasciare tutti a bocca aperta. Non è certamente un caso che, ancora oggi, dopo 16 anni,  sia campione assoluto di incasso di tutti i tempi, sfiorando i 3 miliardi di dollari (primo posto che aveva perso temporaneamente nel 2019 con l’uscita di “Avengers: Endgame”, ma poi definitivamente riagguantato nel 2022, quando la produzione, leggi Cameron, ebbe la geniale idea di ridistribuirlo nelle sale, come lancio del secondo film della saga, “Avatar – La Via dell’Acqua”, incassando altri circa 200 milioni di dollari per (ri)conquistare di nuovo il primato assoluto). E non è certo un caso che i film di James Cameron siano stabilmente nei primissimi posti dei maggiori incassi di ogni tempo: sul podio principale il già ricordato “Avatar”, al terzo posto “Avatar – La Via dell’Acqua”, con due miliardi e 343 milioni, e al quarto posto “Titanic”, con due miliardi e 264 milioni. Da notare che tra il primo “Avatar” ed il secondo, siano trascorsi ben 13 anni, per attendere che le tecnologie della altissima specializzazione cinematografica degli effetti visivi raggiungessero gli sviluppi che la sua ossessione richiedeva. Questo terzo (forse ultimo? Si parla già di Avatar 4 e Avatar 5, come prequel) film della saga, “Avatar: Fuoco e Cenere”, girato contemporaneamente al secondo, mantiene tutte le promesse. Anche se è in parte venuta meno la sorpresa del primo film, si rinnova tutta la possibile meraviglia di immagini di una inedita fantasia fantasmagorica (come quella delle navi dei commercianti viaggiatori, da antologia), che valorizzano la bravura di migliaia di specialisti, arrivati a vette espressive mai prima raggiunte. La storia, che si riesce ad apprezzare a pieno anche senza aver visto i primi due film della saga, è quella eterna della umanità, della lotta tra il bene ed il male, tra i cattivi invasori/predatori ed i buoni che si difendono per affermare la propria cultura e modo di vivere, per preservare le proprie terre e risorse e per reclamare, in definitiva, il proprio diritto ad esistere. Esattamente quello che i libri di storia ci raccontano da diecimila anni a questa parte e che, purtroppo, anche le cronache odierne continuano a fare. I richiami a film del passato sono, pertanto, infiniti (la scoperta del potere devastante delle armi da fuoco da parte delle popolazioni indigene, ricorda, tra gli altri, “Tarzan, l’uomo scimmia” (Tarzan, the Ape Man), regia di John Derek (1981), e la corruzione di alcuni indigeni da parte dell’uomo bianco invasore, con la fornitura delle nuove armi micidiali, è quella di svariate decine di film sul far west e gli indiani, e così via). Ma “Avatar: Fuoco e Cenere” riesce ad essere sempre avvincente e coinvolgente e, soprattutto, a tenere in sospensione lo spettatore per le oltre tre ore di durata, facendo propria la lezione del Maestro dei Maestri, Sir Alfred Hitchcock: afferrare l’attenzione del pubblico alla prima immagine e non mollarla più fino alla fine del film. Immancabile e imprescindibile, per cinefili e non.  

VALUTAZIONE SINTETICA: 9