BUEN CAMINO, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO
Credits e sinossi da cinematografo.it
Buen camino
ITALIA 2025
Sinossi: Quella di Checco è una vita agiata e comodissima e non potrebbe essere altrimenti visto che è il figlio unico di Eugenio Zalone, un ricchissimo produttore di divani. Spiaggiato in piscina nelle sue ville lussuose, un numero imprecisato di filippini a servizio, una giovanissima modella messicana come fidanzata, vacanze sul suo yacht in compagnia di amici con i quali condivide la passione del non voler lavorare; si direbbe una vita davvero invidiabile visto che non gli manca niente ma proprio niente. Anzi no. Qualcosa gli manca. È la figlia minorenne Cristal, chiamata così in onore delle famose bollicine francesi, scomparsa all’improvviso senza lasciare traccia. Chiamato d’urgenza a Roma dalla ex moglie Linda si ritrova per la prima volta ad affrontare le responsabilità della sua paternità provando a cercare la ragazzina, compito parecchio complicato visto che di Cristal e della sua vita non sa assolutamente niente. In suo soccorso giunge però Corina, la migliore amica di Cristal, che Checco riesce a corrompere e farle confessare che la figlia è partita per la Spagna. Per fare cosa? Scoprirà raggiungendola che Cristal ha deciso di percorrere da pellegrina il cammino di Santiago di Compostela, 800 chilometri da camminare a piedi alla ricerca di un senso per la sua vita, una distanza immensa da percorrere che Checco giudica folle ma che suo malgrado sarà costretto ad intraprendere. Per sentieri assolati, montagne fredde e piovose, passando per piccoli paesi sperduti, mangiando quel che capita e dormendo in ostelli fatiscenti e carichi di pellegrini, Checco proverà a ricomporre la sua relazione con Cristal. L’impresa ha dell’impossibile ma un viaggio si sa può cambiare la vita e renderla ricca per davvero.
Regia: Gennaro Nunziante
Attori: Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò, Martina Colombari
Sceneggiatura: Checco Zalone, Gennaro Nunziante
Fotografia: Massimiliano Kuveiller
Montaggio: Pietro Morana, Gennaro Nunziante, Checco Zalone
Scenografia: Marinella Perrotta
Colore: C
Produzione: Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli per Indiana Production
Distribuzione: Medusa Film
Data uscita: 2025-12-25
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:
I sei film che hanno visto protagonista Checco Zalone, dal 2009 al 2025 hanno incassato complessivamente 265 milioni di euro e 5 di questi compaiono nella lista dei 10 film con maggiori incassi in Italia. Il picco degli incassi con “Quo Vado?”, nel 2016, che con oltre 65 milioni di euro diventa il film italiano di maggior successo nella storia del cinema nostrano. Il successo travolgente lo convinse ad esordire da regista con il film successivo, “Tolo Tolo”, che esce il 1º gennaio 2020. Nel primo giorno di programmazione il film incassa 8668926 €, con oltre un milione di spettatori, divenendo il film con il migliore incasso nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore. Per la prima volta ebbe anche un meritato successo di critica, affrontando temi sociali importanti, come l’immigrazione e l’accoglienza. Ma, forse anche per questo, alla fine incassò quasi 20 milioni in meno del suo precedente film. Forse questa (parziale) battuta d’arresto è stata la causa della separazione da Valsecchi, suo produttore storico, e il tentativo di ritorno al passato di successo sicuro, con un cinema disimpegnato e la regia di nuovo affidata al fido e sperimentato Gennaro Nunziante. Con lo scopo di riacciuffare il “suo” pubblico generalista. I primi segnali al botteghino sembrano dargli ragione. “Buen Camino” esce nelle sale il 25 dicembre 2025: soltanto nel giorno di Natale l’incasso è di 5.671.922 € e il film si posiziona al terzo posto nella classifica dei maggiori incassi di sempre in Italia nel primo giorno di programmazione, dietro ad altri due film di Zalone (“Tolo Tolo” e “Quo vado?”, rispettivamente in prima e seconda posizione). Durante il quarto giorno, con 26 milioni di euro, diventa il film italiano più redditizio della stagione 2025. Con la giornata del 1° gennaio 2026, il film ha incassato complessivamente 41.197.191 € e si posiziona, per il momento, nella classifica come il 9º film campione di incassi in Italia. Di certo Checco Zalone è un fenomeno sociale, antropologico, commerciale e culturale. Con questo ultimo film recupera a pieno il suo ruolo tradizionale di “tamarro” (“cozzalone” in lingua barese, dalla esclamazione tipica che lo accompagna, “che ccozzalone!”, “che tamarro!”, dal quale Luca Medici ha derivato il suo geniale nome d’arte, come è noto). Personaggio di proverbiale ignoranza crassa, che tante risate ha suscitato nel tempo, con battute memorabili, di cui anche l’ultimo film è ricco (“L’ho lasciata io, ci tengo a dirlo, scriva, scriva…/ Come si fa a lasciare una modella così bella? / Si prende un altro modello di modella, ancora più bella!” (con la intervistatrice americana). “Lei è di Città del Messico, ma non dice mai quale, è riservata!”. “E’ l’unico palestinese che occupa un territorio: gaza, gaza mia!” (con riferimento al compagno della sua ex moglie). “Facciamo il giro dei 5 continenti!” / “E perché solo 5 continenti? Facciamoli tutti, che ci manca la benzina?”. “Che fai il Camino di Santiago con la Ferrari? / “Questo è il Camino di Maranello, più comodo e più bello!”. “C’è la festa di San Firmino, è tutto pieno. Ma, in via del tutto eccezionale, la possiamo ospitare nella stanza di Hemingway. / E io dovrei condividere la stanza con lui? / Non si preoccupi, questa sera Hemingway non si ritira…/ Io, comunque, non gli apro!”. È meraviglioso qua, sembra di essere in un film! / Quale? / “Shindler’s List”… apri quella doccia, ah, meno male, non esce gas!”). Siamo tornati al tipico gusto del paradosso e dell’esagerazione, e del politicamente scorretto (è l’unico, in Italia, oramai a poterselo permettere), ma senza connotazioni politico/sociali, che forse avevano allontanato una parte del suo pubblico. Manca un pizzico del “genio” comico e della sorpresa dei film precedenti, ma la canzone dei titoli di coda, “Prostada Enflamada”, è da antologia, varrebbe (quasi) da sola il prezzo del biglietto.
VALUTAZIONE SINTETICA: 7/7.5
