PRIMAVERA, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO
Credits e sinossi da Cinematografo.it
Primavera
ITALIA, FRANCIA 2025
SINOSSI: Primi del Settecento. L’Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un’istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia ha vent’anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L’arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell’orfanotrofio; può esibirsi solo lì dentro, dietro una grata, per ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.
SCHEDA FILM
Regia: Damiano Michieletto
Attori: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Valentina Bellè, Stefano Accorsi
Sceneggiatura: Ludovica Rampoldi, Damiano Michieletto
Fotografia: Daria D’Antonio
Musiche: Fabio Massimo Capogrosso
Montaggio: Walter Fasano
Scenografia: Gaspare De Pascali
Colore: C
Tratto da: romanzo “Stabat Mater” di Tiziano Scarpa (Premio Strega 2009)
Produzione: WARNER BROS. ENTERTAINMENT ITALIA E INDIGO FILM
Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES
Data uscita: 2025-12-25
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO: Damiano Michieletto si è affermato come regista teatrale/operistico per le sue produzioni nei maggiori teatri e festival europei. Cresciuto a Scorzè, ha studiato lettere moderne presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e si è diplomato alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Il suo debutto registico è avvenuto nel 2003 con Švanda dudák di Jaromír Weinberger al Wexford Festival. Michieletto ha partecipato al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 2004 con “Il trionfo delle belle di Stefano Pavesi” e ha curato la regia de “La gazza ladra” nel 2007, che gli vale il prestigioso Premio Franco Abbiati. Tra le sue altre produzioni ci sono “La scala di seta” (2009), “La donna del lago” (2016), “Macbeth” (2018), e “La vedova allegra” (2018). Michieletto è attivo anche nel teatro di prosa, collaborando con il Teatro Stabile del Veneto e il Piccolo Teatro di Milano. Le sue produzioni hanno ricevuto numerosi premi, tra cui il Laurence Olivier Award e il premio russo Casta Diva. Non considerando il mediometraggio per la TV, “Gianni Schicchi”, tratto dall’omonima opera comica di Giacomo Puccini, questo “Primavera” segna il debutto di Michieletto alla regia di un film lungometraggio di finzione propriamente detta. Pur restando nell’ambito della materia che conosce meglio, la musica classica. Curiosamente sceglie un soggetto che molti punti di contatto ha con un’altra opera prima recente, “Gloria!”, della cantautrice Margherita Vicario: stessa ambientazione, stesso periodo storico, stessa tematica delle giovanissime e talentuose musiciste “sepolte” negli orfanotrofi sovvenzionati da mecenati. Unica differenza, la presenza, potente e storicamente accertata di Antonio Vivaldi in veste di insegnante. Il film di Michieletto è molto meno trasgressivo di quello della Vicario e non ha le contaminazioni della musica dei nostri giorni di quest’ultima. Resta sul biopic classico, fedele alle liriche del grande maestro veneziano. “Primavera” è un esordio più che riuscito. Totalmente compiuto, grazie alla grande maestria in regia maturato negli anni da Michieletto, seppure in contesti teatrali/operistici. Michieletto in scrittura chiama a collaborare una esperta sceneggiatrice con solida esperienza cinematografica, Ludovica Rampoldi (peraltro, curiosamente, a sua volta regista esordiente nello stesso anno, con “Breve Storia d’Amore”). La emergente Tecla Insolia conferma tutto il suo talento e la sua tenuta come protagonista. Il veterano Riondino è pure eccellente nel ruolo di Vivaldi. Di spessore anche gli altri attori, tutti magnificamente diretti. Confezione impeccabile, dalla prodigiosa e creativa Fotografia, di Daria D’Antonio, alle appropriate Musiche di Fabio Massimo Capogrosso, al Montaggio cesellato di Walter Fasano, alle ricostruzioni Scenografiche filologiche di Gaspare De Pascali. Da non perdere.
VALUTAZIONE SINTETICA: 8
