L’uomo senza sonno
Genere: thriller
Nazione: Spagna
Anno produzione: 2004
Durata: 101′
Regia: Brad Anderson
Cast: Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside
Sceneggiatura: Scott Kosar
Produzione: Paramount Classics
Distribuzione: Mondo Home Entertainment
Come ti svegli da un incubo?
Trevor Reznik è un paranoico metalmeccanico, silenzioso e tremendamente deperito. La cosa più strana di questo uomo misterioso è che non dorme da più di un anno, aggirandosi con occhi sgranati e con l’andatura e i riflessi di un fantasma per la città. Ogni notte, egli si trascina tra il suo appartamento spettrale, la piccola fabbrica in cui lavora, e i bar che frequenta. Costui è accerchiato da orribili percezioni allucinatorie, da inspiegabili angosce e da false premonizioni: immagini di incidenti e morte. Trevor comincia a sentirsi al centro di un complotto e l’unica persona che dimostra di stare dalla sua parte sembra non esistere, forse anch’ella frutto di una allucinazione…
Menzogne della mente
L’uomo senza sonno (“The Machinist”) è uno di quei film che lasciano il segno non soltanto per l’altissima qualità formale, ma ancora di più per gli interrogativi che suscita in chi lo guarda. Questa particolarissima pellicola, a firma di Brad Anderson, è stata girata interamente a Barcellona, senza che vi siano tuttavia riferimenti precisi che riconducano alla città iberica. In verità, la storia avrebbe dovuto essere ambientata in una grande metropoli statunitense come Los Angeles, ma nessun produttore americano ha avuto il coraggio di investire in questa suggestiva storia. Ragion per cui, tutta la troupe ha fatto i bagagli per recarsi in Spagna, dove qualcuno ha fortunatamente avuto la intelligenza di finanziare il progetto.
La prima cosa che colpisce del film è il viso pallido ed emaciato, lo sguardo perso nel vuoto, il fisico scavato e stremato del protagonista. Per interpretare il ruolo di Trevor, infatti, Christian Bale si è a dir poco trasformato fisicamente, perdendo moltissimi chili, arrivando a circa ⅔ del suo peso corporeo, passando da un fisico muscoloso e atletico a un aspetto cadaverico, mettendo persino a rischio la propria salute. L’attore britannico sembra uno spettro, simile a uno di quei personaggi appena liberati da un campo di concentramento nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. La straordinaria capacità di trasformare il proprio fisico sino agli estremi di Bale (in questo ricorda un po’ il trasformista per eccellenza del cinema Horror, Lon Chaney [1883 – 1930], soprannominato, “L’uomo dalle Mille Facce”) è anche dimostrata dal fatto che subito dopo aver terminato le riprese di questa pellicola, egli ha raggiunto, in soli quattro mesi, una stazza imponente per interpretare il magnifico Batman Begins (2005) dell’inglese Christopher Nolan.
Brad Anderson ha avuto come fonte di ispirazione grandi Maestri, specialmente Alfred Hitchcock (1899 – 1980) e David Lynch (1946 – 2025), e in questa pellicola egli usa elementi caratteristici della loro cinematografia. Così si spiega la compresenza nel film di quella ottima suspense di matrice hitchcockiana, che gira sempre intorno alla crescente paranoia del “perseguitato”, insieme al tono Horror-onirico che ha reso celebre Lynch. Numerosi sono anche i riferimenti alle opere di Fëdor Mikhailovič Dostoevskij (1821 – 1881), ad esempio, una scena durante la quale Trevor guida e si intravede una insegna che recita “delitto e castigo”, oppure il vederlo leggere L’idiota (“Идиот”, 1868). Tutto ciò a confermare la natura introspettiva dell’opera.
Una narrazione lenta si sposa perfettamente con i toni cupi, quasi dark, della fotografia, restituendo allo spettatore l’aspetto plumbeo della officina meccanica dove lavora il protagonista. Le tonalità di grigio riportano alla mente di chi guarda l’atmosfera surreale che ritroviamo in certi incubi, quelli in cui proviamo a scappare e restiamo immobili, tanto per citarne uno tra i più comuni. Un accenno inoltre alla colonna sonora di Roque Baños, ancora assolutamente in stile hitchcockiano, capace di connotare la diegesi in modo mirabile, non fungendo, dunque, solo da mero accompagnamento della narrazione, bensì attestandosi quale componente fondamentale della trama.
Quello magistralmente interpretato da Chistian Bale è un personaggio paradossale, spesso persino grottesco e lugubre quanto i suoi incubi. In lui, rivive il “doppio maligno” (il Doppelgänger), così presente in molto del miglior cinema classico di Hollywood e che sin dal mefistofelico William Wilson (1839) di E. A. Poe (1809 – 1849) ha fornito tra i più inquietanti antieroi che la fantasia umana abbia mai partorito.
Riccardo Rosati
Caratteristiche tecniche
Formato Video: 16:9 – 2.35: 1
Formato audio: Italiano Dolby Digital 5.1; Italiano DTS; Inglese 2.0 stereo
Sottotitoli in italiano.
Contenuti speciali
Dietro le quinte
Immagini dal set
Scene inedite
Trailer cinema.
