Macbeth
Genere: drammatico
Nazione: Australia
Anno produzione: 2006
Durata: 109′
Regia: Geoffrey Wright
Cast: Sam Worthington, Steve Bastoni,Victoria Hill, Gary Sweet
Sceneggiatura: Victoria Hill, dalla tragedia omonima di William Shakespeare
Distribuzione: Delta Pictures
Un mito del teatro che ritorna
Moderna versione dell’omonima e celeberrima tragedia (1606, il cui titolo per esteso è: The Tragedy of Macbeth) di William Shakespeare (1564 – 1616) dove la lotta per il Potere, le vendette sanguinarie, le forze oscure da evocare sono ambientate in location australiane che ricordano molto la Londra di oggi. Un regolamento di conti fra bande rivali per il controllo della droga e del territorio innesca una serie interminabile di violenze.
Insomma, un inedito Shakespeare in versione pulp; una psichedelia onirica ed erotica.
Ben oltre la inutilità
Il Macbeth, uno dei più conosciuti testi drammatici del Grande Bardo inglese, viene proposto per la ennesima volta in un nuovo, e francamente trascurabile, riadattamento cinematografico. In questo caso, l’opera shakespeariana è stravolta persino in un gangster movie! Certo, una scelta piuttosto coraggiosa e azzardata quella del regista Geoffrey Wright, il quale dirige in modo abbastanza ordinato una vicenda adrenalinica, dai toni gotici decisamente in chiave giovanile.
Un film d’azione in cui spicca, nella parte del sanguinario tiranno Macbeth, Sam Worthington, protagonista in Terminator Salvation (2009) di Joseph McGinty Nichol (anche noto per lo strambo, per un cineasta, acronimo McG) e in Avatar (sempre del 2009), con alla direzione il blasonato James Cameron. Il risultato è che ci troviamo davanti a una storia confusionaria, che non riesce purtroppo nemmeno a essere originale, vista la inspiegabile scelta di mantenere un linguaggio aulico e letterario.
La fotografia è fin troppo cinetica in un prodotto dallo stile simile a quello di un serial post-adolescenziale con un buon budget. Forse solo la scenografia si salva in una pellicola difficile anche da commentare, poiché non aggiunge né toglie nulla a uno dei massimi capolavori del teatro drammatico occidentale, al quale non fa giustizia questa peculiare versione cinematografica. Ancora un esempio di come il rapporto tra Cinema e Letteratura risulti sovente problematico quando invece di “trasporre” la matrice scritta in un contesto del tutto nuovo, si insiste caparbiamente a farle il “verso”.
Riccardo Rosati
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Caratteristiche tecniche
Formato Video: 1:78: 1
Formato audio: Italiano 5.1, inglese 5.1
Sottotitoli: Italiano, italiano per non udenti
La custodia ha una grafica accattivante, riprendendo lo stile di
molti Horror di impianto goticheggiante degli ultimi anni.
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