“Lo spettatore inquieto – Critica della ragione visionaria”
saggio di critica cinematografica di Armando Lostaglio (EditricErmes)
“Lo spettatore inquieto – critica della ragione visionaria” è il libro in cui Armando Lostaglio torna alla sua origine luminosa: non un’infanzia, ma un’apparizione. Originario di Rionero in Vulture, concepito – come vuole il mito – da un fascio di luce che attraversa la buia caverna platonica e squarcia lo schermo bianco, Lostaglio cresce con il cinema nelle vene. Giornalista, critico cinematografico, fondatore del CineClub “Vittorio De Sica” e Vice Presidente Nazionale di Cinit Cineforum Italiano con sede a Venezia, porta nella sua scrittura la stessa intensità di un’inquadratura che non si dimentica. In queste pagine la critica diventa racconto, la teoria si fa visione, la memoria si trasforma in montaggio. Lostaglio non osserva i film: li attraversa, li abita, li restituisce come frammenti di un immaginario che continua a pulsare. Il suo sguardo inquieto è un invito a guardare oltre la superficie, a riconoscere nel cinema non solo un’arte, ma una forma di vita. Un libro per chi crede che la luce possa ancora aprire mondi. Una raccolta di scritti e riflessioni sul cinema, ma il concetto si può riferire anche a un pubblico attivo e critico, che non si limita a guardare passivamente, ma che ricerca mistero e stimoli profondi, come evocato in contesti artistici legati a registi come David Lynch, il quale ama il “lato oscuro” delle inquadrature per mantenere vivo l’interesse. Nel contesto del libro di Armando Lostaglio: una raccolta di recensioni e appunti che riflettono su film formativi e amati, pensata anche per i giovani.
Un invito alla riflessione: il titolo suggerisce uno spettatore che non è passivo, ma che pone domande e cerca significati più profondi. In senso più ampio (concetto artistico/psicologico): il pubblico attivo, uno spettatore che non è solo un osservatore, ma che si lascia coinvolgere emotivamente e intellettualmente dall’opera.
Gianni Maragno
(storico e regista)
