ANDANDO DOVE NON SO, RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA
Credits e sinossi da Cinematografo.it
Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco
ITALIA 2025
SINOSSI: Un’esistenza votata alla musica dove ogni scelta è un atto d’amore, perfino le fratture, per colmare un’infanzia solitaria e per il bisogno di sognare un mondo migliore, migliore per tutti. Fino al momento in cui Mauro Pagani, uno dei più grandi talenti della musica italiana dagli Anni Settanta ad oggi, subisce una perdita temporanea della memoria. All’improvviso, tutto quello che ha incarnato, nella sua mente non esiste più. Ma sa di essere un musicista, e ricorda i suoi strumenti. È salvo. Il Maestro, per ricostruire la sua vita, riascolta dischi e chiama amici, artisti e colleghi. L’esito è una biografia schietta e poetica, profonda e divertente, svincolata dal filo cronologico, dove si leva insieme a quella di Mauro Pagani anche la voce del Fuggiasco, immaginario compagno di una vita. E, senza meta, si apre un nuovo viaggio nel profondo dell’anima e attraverso decenni di musica straordinaria, tra successi e impegno sociale. Con la gratitudine e la saggezza di chi è ‘vivo per caso’, e ha uno sguardo sull’oggi denso di desiderio, oltre a nuova musica da creare.
Regia: Cristiana Mainardi
Attori: Mauro Pagani, Manuel Agnelli, Arisa , Dori Ghezzi, Luciano Ligabue, Mahmood , Marco Mengoni, Silvia Posa, Giuliano Sangiorgi, Alioune Badara Seck, Ornella Vanoni
Sceneggiatura: Cristiana Mainardi
Fotografia: Sabina Bologna
Montaggio: Matteo Mossi
Durata: 96
Colore: C
Produzione: Lumière & Co., Luce Cinecittà, in collaborazione con Rai Documentari
Distribuzione: FANDANGO DISTRIBUZIONE
Data uscita: 2026-02-05
NOTE
– PRESENTATO IN SPECIAL SCREENINGS ALLA 20. FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2025).
RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA: La legge del documentario colpisce ancora: quando l’oggetto, il protagonista da raccontare, è eccezionale, quasi sempre è eccezionale anche il ritratto cinematografico che lo raffigura. La battuta, posta ad esergo iniziale, pronunciata dallo stesso Mauro Pagani, coglie l’essenza della storia e della sua esistenza: “Mi sono reso conto che la mia generazione ha nostalgia, ma non ricorda più di cosa!”. La statura gigantesca di Pagani la troviamo soprattutto nella venerazione che di lui hanno i suoi colleghi (o allievi?) e/o “complici”. Ad esempio Arisa, a lui rivolta: “Tu lavori per il bello e non per affermare il tuo ego!”. La moglie: “Lui è solo anima e sentimento. Come una farfalla che non si poggia mai. Sempre in volo!”. Marco Mengoni: “E’ arrivato Mauro e ci ha detto: sapete chi ha provato qua? Duke Ellington, che faceva le prove con Ella Fitzgerald!”. Ne esce un ritratto di Mauro Pagani a tutto tondo, grande musicista, sommo musicologo arrangiatore, ma, soprattutto, inarrivabile esecutore polistrumentista. Il film è visivamente raffinato, di rara eleganza, deliziosamente crepuscolare, e sfiora il capolavoro assoluto (peccato, solo, per i poco avvezzi a questo mondo della musica, che le tante star che testimoniano la grandeur di Pagani siano citate solo nei titoli di coda e non segnalate in sovraimpressione mano a mano che li vediamo).
VALUTAZIONE SINTETICA: 9
