THE PROMPT, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

THE PROMPT, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Credits e sinossi da cinematografo.it

The Prompt

ITALIA 2024

SINOSSI: Le Intelligenze Artificiali sono state addestrate con innumerevoli testi e storie, comprese quelle della fantascienza e di Hollywood con i loro stereotipi. Così, in un prossimo futuro, non possono che provare a distruggere l’umanità perché l’umanità ha scritto molte storie dove le AI distruggono l’umanità. Bersagliati dall’opinione pubblica, dai bunker dove si nascondono gli scrittori propongono un piano: radunare in campi di scrittura concentrata miliardi di persone che scrivano storie che rappresentino le AI come amiche del genere umano. Quando le AI setacceranno la rete per continuare ad addestrarsi, assorbiranno questa nuova immagine di sé. Scrittori e sceneggiatori, reintegrati in società, preparano le varie tracce (prompt) per le storie. Miliardi di persone parteciperanno a questo colossale laboratorio di scrittura. Riusciranno a seguire le tracce, superando la paura dell’estinzione e ancor di più quella della pagina bianca?

Regia: Francesco Frisari

Sceneggiatura: Francesco Frisari

Musiche: Francesco Frisari

Montaggio: Francesco Frisari

Durata: 11

Colore: C

Produzione: FRANCESCO FRISARI, VITTORIO MARTONE PER FANTOMATICA, IN COLLABORAZIONE CON RAI CINEMA

NOTE

– IN CONCORSO AL 42. TORINO FILM FESTIVAL, SEZIONE ‘CORTOMETRAGGI’ (2024).

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO: Ad esergo inziale apprendiamo: “Le prime AI si erano cibate di tutto quanto era in rete, compresi gli stereotipi. Il più diffuso di questi era che la AI, appena ne fossero state in grado, si sarebbero ribellate e avrebbero distrutto l’umanità. Ed è esattamente ciò che le AI iniziarono a fare. Un’apocalisse che si auto avvera”. Significativa anche la citazione posta ad esergo finale, di Jorge Luis Borges, da “La biblioteca di Babele”: “Quando fu proclamato che la libreria comprendeva tutti i libri, la prima impressione fu di una gioia stravagante. Tutti gli esseri umani si sentirono padroni di un segreto, intatto tesoro. Non c’era nessun problema, personale o universale, la cui eloquente soluzione non esistesse in qualche esagono”. In soli 11 minuti Francesco Frisari, che oltre alla regia firma la sceneggiatura, il montaggio e le musiche, costruisce un vero capolavoro di arte cinematografica, che dà corpo all’incubo che cresce con la velocità con la quale l’uso della intelligenza artificiale cresce in ogni dove ed in ogni applicazione. Magistrale.

Curiosità: i titoli di coda ci comunicano che la voce, le immagini e le animazioni del film sono generate da intelligenza artificiale. Ma, anche, che il film è stato scritto, diretto, montato e musicato da intelligenze umane. E la cosa ci conforta. E, un altro ulteriore conforto ci viene dato da un recente studio, non citato nel film, il quale ha accertato che, dal momento che le intelligenze artificiali generative, tipo CHATGPT, si cibano di tutto quello che è in rete e, quindi, anche dei testi generati da intelligenze artificiali, i testi che producono sono sempre più omologati e scadenti e sempre meno creativi e originali. E quindi, per la mente umana c’è ancora speranza. Bene coltivarla. 

 

VALUTAZIONE SINTETICA: 10