GAEDOR IL DESTINO DIETRO LA LOCANDA, di RICCARDO ROSATI: UN ROMANZO CHE SI VEDE COME UN FILM
Recensione di Catello Masullo
Riccardo Rosati è saggista, scrittore, critico cinematografico e sceneggiatore di fumetti. Autore di numerosi saggi e pubblicazioni. Per questo romanzo fantasy, “Gaedor – Il Destino Dietro la locanda”, l’autore, già nell’introduzione, svela le carte in tavola, confessando il suo sguardo e chiaro riferimento all’immaginario di Tolkien, ma anche ai giochi di ruolo. Le atmosfere, i personaggi, i mondi narrati e la loro geografia, rimandano a quello stile ed a quella Visione. Rosati riesce, però, abilmente e talentuosamente, a maneggiare gli ingredienti, trovando un suo sguardo ed un suo modo originale di racconto e di visione immaginifica. Stabilendo un colloquio diretto con il lettore. Catturando la sua attenzione con una prosa avvincente e avvolgente. Con frasi di raro e ricercato fascino, come: “Solo ricercando le curve nella strada che pare dritta, si percorre il giusto sentiero”. Oppure come: “Gli alberi non mentono mai e restano muti per epoche intere, ma se poi un giorno decidono di parlarti, usando il vento della sera come voce, essi testimonieranno della vita nata, invecchiata e tornata alla terra; proprio di quel lembo di terra su cui sono cresciuti, e sono e sempre ne saranno i guardiani”.
Il Pregio maggiore di questo romanzo breve è che si “vede” come un film. La carica visionaria, l’incedere coinvolgente della azione, la descrizione materica e icastica dei personaggi, fanno trasudare dalle pagine scritte immagini in movimento su celluloide, come spinte da una inarrestabile pressione osmotica. L’immagine mentale che si forma il lettore si trasforma nelle ombre scolpite dalla luce proiettate su un grande schermo nella sala buia di un cinematografo. L’unico luogo dove un film si può fruire adeguatamente. Specie un film fantasy come quello delle specie. Anche perché le immagini dei personaggi che vediamo sul grande schermo sono molto più grandi delle dimensioni reali, il doppio, il triplo. E, di conseguenza, sono come quelle che vedevamo da bambini quando guardavamo agli adulti, molto più alte e grandi di noi. Le immagini cinematografiche ci fanno quindi tornare bambini e ci fanno sognare e meravigliare come quando avevamo quelle età. La lettura di “Gaedor – Il Destino Dietro la locanda” è in grado di darci quel piacere estetico e cinestetico proprio della visione di una grande film in sala. Un romanzo, quindi, che si “vede” come un film. Nella speranza che lo diventi presto.
