PER AMORE DI UNA DONNA, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

PER AMORE DI UNA DONNA, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Credits e sinossi da cinematografo.it e antoniogenna.net

 

Per amore di una donna

ITALIA 2025

SINOSSI: Anni ’70. Esther, un’inquieta quarantenne americana, alla morte della madre riceve una lettera: deve trovare una donna vissuta negli anni ’30 in Palestina – all’epoca sotto mandato britannico – che nasconde un segreto sulla sua vita. Arrivata in Israele, Esther è aiutata nella sua ricerca da Zayde, un professore dal passato ingombrante. Anni ’30. Un villaggio di coloni, l’atmosfera di un mondo nuovo. Il contadino Moshe, rimasto vedovo con due bambini, chiama a dargli una mano una giovane donna, Yehudit, che sconvolge la sua vita e quella di altri due uomini, il sognatore Yaakov e il commerciante Globerman. Intrecciando i fili che legano passato e presente, Esther e Zayde scopriranno una sorprendente verità sulle proprie vite.

Regia: Guido Chiesa

Attori: 

PERSONAGGI INTERPRETI DOPPIATORI
ESTHER Mili Avital CHIARA COLIZZI
YAAKOV Marc Rissmann EDOARDO STOPPACCIARO
YEHUDIT Ana Ularu BENEDETTA DEGLI INNOCENTI
MOSHE Alban Ukaj ANDREA LAVAGNINO
RIVKA Sira Topic MARTINA FELLI
TAMAR Elena Lander BENEDETTA PONTICELLI
TONYA Anastasia Doaga VERONICA PUCCIO
ZAYDE   SIMONE D’ANDREA
SALVATORE   VINCENZO NEMOLATO
AMOS   RODOLFO BIANCHI
GLOBERMAN   GABRIELE SABATINI
ARONSTAM   MASSIMO DE AMBROSIS
LEVIN   RAFFAELE CARPENTIERI
ZAYDE a 8 anni   DAVIDE DOVIZIANI
MAYA   MARIA LETIZIA SCIFONI
RECEPTIONIST   FRANCESCA ZAVAGLIA
HASSAN   FRANCESCO SECHI
UOMO   FRANCESCO FABBRI
AMOS da giovane   BENEDETTA PONTICELLI
DOTTORESSA   BENEDETTA PONTICELLI
IMPIEGATA   DANIELA CALO’
RUTH   FRANCESCA FIORENTINI
JOSH   RICCARDO SCARAFONI
INFERMIERA   VALENTINA DE MARCHI
BAMBINO #1   FRANCESCO RAFFAELI
BAMBINO #2   EDOARDO VIVIO
NAOMI   CHARLOTTE INFUSSI
ESTHER a 2 anni   CHARLOTTE INFUSSI
MOSHE   ANDREA LAVAGNINO
IMPIEGATO   GIANLUCA CORTESI
RABBINO   GIANLUCA CORTESI
SHIMON   GABRIELE LOPEZ
ODED   CIRO CLARIZIO
UOMO #2   FABRIZIO PICCONI

Sceneggiatura: Nicoletta MicheliGuido Chiesa

Fotografia: Emanuele Pasquet

Musiche: Zoë Keating

Montaggio: Luca Gasparini

Scenografia: Alessandro Vannucci

Durata: 117

Colore: C

Tratto da: romanzo “The Loves of Judith” di Meir Shalev

Produzione: IGINIO STRAFFI, ALESSANDRO USAI, MARTA DONZELLI, GREGORIO PAONESSA

Distribuzione: FANDANGO

Data uscita: 2025-05-29

 RECENSIONE DI CATELLO MASULLO: Il Maestro dei Maestri di cinema, Sir Alfred Hitchcock, diceva che per fare un buon film ci vogliono 3 cose essenziali: 1) la sceneggiatura, 2) la sceneggiatura, e, 3) la sceneggiatura. Questo film, “Per Amore di una Donna”, ne è alta esemplificazione. Ispirato  da un romanzo di grande interesse, “The Loves of Judith” di Meir Shalev, del 1994, dal quale sin dai primi anni 2.000 erano state scritte numerose trasposizioni per il grande schermo. Nessuna delle quali aveva trovato la luce verde per la produzione. Probabilmente perché troppo fedeli al romanzo, con un punto di vista esclusivamente maschile e con una narrazione che svelava subito tutto. La geniale intuizione di Nicoletta Micheli e Guido Chiesa, sceneggiatori del film, è stata quella di introdurre una protagonista femminile, non presente nel romanzo, e, soprattutto, nell’introdurre l’ingrediente principe per rendere avvincente un film, la “suspence”, facendo propria la lezione del grande Hitchcock, che tiene in sospensione gli spettatori per l’intera durata del film, catturandone totalmente l’attenzione. Il film è di confezione magistrale, con attori superlativi, scelti magistralmente per la provenienza culturale e linguistica dei rispettivi personaggi. Conferendo una straordinaria “verità” alla storia. Un film palpitante, avvincente e coinvolgente, che alterna sapientemente i piani temporali degli anni ’30 della Palestina (allora protettorato inglese) e gli anni ’70 della nazione di Israele, Un film imprescindibile per chi è interessato a scoprire i valori fondanti dello Stato di Israele: la solidarietà, la cura del prossimo, la cooperazione, la pacifica convivenza con gli appartenenti a diverse visioni della vita, diverse credenze religiose, diverse culture.

 Curiosità, ho chiesto al regista. “Guido, ci dici qualcosa sulle location italiane? Quali sequenze girate in Italia? Ho letto nei titoli di coda Castellammare del Golfo. E sulle musiche, nella scena del matrimonio, se ci fosse stato qualche ottone sembrava di sentire Bregovich. La storia del romanzo originario, potrebbe suggerire una lontana parentela con Filomena Marturano, anche se con una inversione a specchio, ci sono state ispirazioni?”.

La risposta del regista, Guido Chiesa: “ per essere un film ambientalo in Israele, ci siamo stati poco. Abbiamo girato a Gerusalemme, deserto e in un kibbutz vicino a Tel Aviv. La guida del museo. Per il resto abbiamo girato in Sicilia. A Palermo gli interni. E soprattutto in un borgo della riforma agraria degli anni 50, a Monreale. Tra Alcamo e Gibellina, borgo in pietra, costruito su un modello quasi universale. Se andate nei paesi dell’est o in Israele, il modello architettonico è lo stesso. Parallelepipedi per i contadini degli anni ’50. Ce ne sono in tutto il sud. Lunga ricerca. Musica, hai citato Bregovich, Madre Mia, gruppo musicale siciliano. Sono palesemente ispirati alla musica balcanica, ebraica e gitana. C’è un riferimento diegetico palese. La musica d’America, concepita da una donna, con comunicazioni via zoom, fin dalla lettura della sceneggiatura aveva capito perfettamente lo spirito. Curioso  che la musica è scritta e suonata tutta  da lei, fino a 7/8 tracce, con le mani e con i piedi.

Ha completato la risposta la co-sceneggiatrice Nicoletta Micheli: “riferimento a Filomena Marturano che ho avuto immediatamente. Anche il film di De Sica. La storia della Marturano ci da la misura di quanto le due storie speculari esprimano due contesti così diversi. Una donna che può decidere di non scegliere, una di perdere suo figlio, in un mondo che il contesto femminile era ben altro. Volevo ringraziare pubblicamente la grande interprete che ha saputo cogliere immediatamente lo spirito del film, dando intensità ed anima”.

Ancora il regista, Guido Chiesa: “ la domanda andava rivolta all’autore del libro (“The Loves of Judith” di Meir Shalev, ndr.) che è morto subito dopo le riprese. Uno dei nostri figli, più cinefili, ci dice : sembra molto mamma mia! Riferimento culturale.  La genesi è ai primi anni 2000. Salvatore e Tozzi capo di Colorado, incontrano Gabriele, che voleva farlo. Erano tutte versioni delle sceneggiature basate sul romanzo. Stile barocco, andamento a spirale e fin dall’inizio sai tutto, niente da scoprire. Usa molto  la chiave del realismo magico che al cinema non è facile, come Bulgakov e Marques. Nel 2010 Tozzi lo propone  a me per la prima volta. Nel 2018 è tornato alla carica. E dico di vedere qualcosa di interessante. C’è materia, lo faccio leggere a Nicoletta e ha la stessa reazione. Scriviamo una prima versione della sceneggiatura basandoci sul romanzo, con protagonista Zayde e il sognatore Yaakov. Ma incontra un certo gelo. A quel punto…

Ha completato la risposta la co-sceneggiatrice Nicoletta Micheli: “…cerchiamo di avere una tensione. Questo libro per certi versi ha una visione tragica della vita e della storia. Nel suo senso profondo. Dice che le cose non possono cambiare. Non corrispondeva alla nostra visione, abbiamo inserito un personaggio molto piccolo, della bimba che veniva sottratta, ed abbiamo immaginato cosa sarebbe diventata. Questa intuizione ha permesso lo sviluppo di tante altre revisioni della sceneggiatura”.

 

VALUTAZIONE SINTETICA: 8