LE COSE CHE (NON) SI VEDONO, recensione di Catello Masullo
Titolo: Le cose che (non) si vedono
Sceneggiatura e Regia: Angelo Bottone
Personaggi principali:
- Pietro – 14 anni, timido, appassionato di videogiochi, bambino che viene bullizzato
- Luca – 16 anni, popolare, sicuro di sé
- Jessica – 16 anni, arrogante, superficiale, bulla
- Flavia – 14 anni, migliore amica di Pietro, coraggiosa e leale
- Mamma – accogliente e comprensiva ma che non vede cosa realmente succede
- Amiche di Jessica – pettegole e influenzabili
- Amici di Luca – leali e di supporto a Luca
Sinossi
Due fratelli Pietro e Luca conducono vite molto diverse. Pietro il più piccolo è timido e appassionato di videogiochi, mentre Luca è popolare e sicuro di sé. Un giorno, un misterioso evento, voluto fortemente da Pietro, li vede uno nel corpo dell’altro, costringendo ciascuno a vivere la vita dell’altro.
Pietro, nel corpo di Luca, scopre che Jessica in realtà sa essere gentile, mentre Luca, nel corpo di Pietro, affronta il bullismo e le ingiustizie subite da Jessica, una ragazza arrogante e prepotente. Attraverso questa esperienza, entrambi imparano a comprendere le emozioni dell’altro, sviluppando empatia e maturità. Alla fine, Pietro riuscirà a far vivere a Jessica una piccola lezione di vita, facendole comprendere cosa significa mettersi nei panni degli altri.
Note di regia
- Tema centrale: Empatia, bullismo, confronto generazionale.
- Stile: Commedia drammatica con elementi di body swap (scambio di corpo).
- Tono: Leggero nelle interazioni tra amici, più serio nei momenti di bullismo e confronto famigliare.
- Effetti scenici:
- Flash di luce e calo di corrente per indicare il fenomeno dello scambio dei corpi (Scena 4).
- Espressioni e reazioni dei personaggi enfatizzate con primi piani (es. Pietro/Flavia contro Jessica).
- Location principali:
- Casa dei fratelli
- Piazza/parchetto
- Ristorante
- Direzione attoriale:
- Attenzione ai cambi di corpo: ogni fratello deve esprimere la personalità dell’altro mantenendo il suo aspetto.
- Espressioni facciali e tono di voce cruciale per mostrare empatia, rabbia e sorpresa.
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO: Su questa stessa testata giornalistica potete trovare una mia recensione su un film precedente di Angelo Bottone, “LE DISAVVENTURE DI UN ANGELO – ZOMBIE VS ALIENI”, a questo link: https://www.cinecircoloromano.it/2025/10/qui-cinema-ottobre-2025/le-disavventure-di-un-angelo-zombie-vs-alieni-seconda-parte-recensione-di-catello-masullo/ .
Scrivevo allora: “Certamente si tratta della recensione ad un film del regista più giovane che mi sia capitato di incontrare: Angelo Bottone, 11 anni nel momento di realizzazione del film, nel 2023. Anche in considerazione dell’età, il film è assolutamente stupefacente. Per la straordinaria padronanza del mezzo espressivo e delle sue tecniche: effetti visivi, montaggio, effetto cambio di abbigliamento istantaneo, effetti di cambio scena, split screen, animazioni, alternanza colore/bianco e nero, inventiva e visionarietà, disinvoltura davanti alla macchina da presa. La struttura drammaturgica è ben articolata, prodromica ad una conclusione che è un monito importante per gli adulti e non, declamata nel finale dallo stesso autore/attore”.
Non posso che confermare e ripetere gli stessi apprezzamenti per questo ultimo film, “LE COSE CHE (NON) SI VEDONO”. Gli apprezzamenti, anzi, sono cresciuti, proporzionalmente alla crescita della professionalità e della maggiore sicurezza nella gestione del set. Questa volta con un cast molto più numeroso da gestire. Questo cortometraggio affronta un tema molto sensibile e sempre più attuale, quello del bullismo. La struttura del racconto è di una semplicità di assoluta genialità, che conferisce al film una rara potenza, in uno con uno straordinario monito che si traduce in una infallibile ricetta per combattere il bullismo (e anche tutti i razzismi): “mettersi nei panni dell’altro”.
Dal punto di vista drammaturgico la storia è avvincente, unendo dramma, ironia e anche una ben assestata spruzzata di magia. Il film ha le sue radici in dolorose esperienze reali, che vengono, peraltro, esorcizzate in uno stile di racconto brillante e accattivante. Capolavoro cinematografico assoluto nel suo genere.
Curiosità: il regista, alla domanda sul perché scegliere questo tema in un’epoca in cui molti cercano solo distrazioni e leggerezza, risponde senza troppi giri di parole:
“Il bullismo non sparisce solo perché smettiamo di parlarne. Anzi, più lo ignoriamo, più chi lo subisce si sente solo e invisibile, ma purtroppo oggi questo è diventato la normalità. Per questo motivo io voglio contrastare questa normalità con un cortometraggio sul bullismo”
“Le cose che (non) si vedono” invita a guardare oltre le apparenze, riconoscere il dolore nascosto e aprirsi all’ascolto e alla comprensione reciproca, sfida difficile ma non impossibile.
P.S. IL CORTO PUO’ ESSERE VISTO SU RAI PLAY AL LINK SEGUENTE:
VALUTAZIONE SINTETICA: 10
