PER AMORE DI UNA DONNA, recensione di Andrea Bacchi

Da Sx il regista, Guido Chiesa, e Catello Masullo. Foto di Andrea Bacchi

PER AMORE DI UNA DONNA

Alla morte della madre, in una lettera di testamento la figlia ne riceve un incarico: di fare un’indagine sulla propria vita. Tale indagine la porta in un villaggio israeliano dove il funzionario del consolato americano la invita a non dire il suo vero nome e che cosa è venuta a fare perchè non avrebbe conosciuto la verità sulla sua indagine.  Con l’aiuto di una persona cara conosciuta nel luogo ed in base ad un amuleto yemenita, riesce ad individuare l’insegnante che ha fatto la foto unendola al pezzo mancante e conoscere la vicenda che la riguardava.
In una storia persa nel tempo ed una presenza israeliana di posti di blocco in presenza di palestinesi considerati terroristi.
Intervento del regista GUIDO CHIESA: Il film è nato da un’idea: strappare il figlio dalle braccia della madre da parte del coniuge abbinato ad un paesaggio ed eventi ebraici: ispirato a scritti ebraici.