Serie TV – The Boys, season finale, recensione di Riccardo Favara Pedarsi

Hai davvero l’insulino resistenza, o hai solo visto troppi reel?

Hey, ciao!
Comunicazione di servizio: dopo 3 mesi finalmente mi sento di riaprire l’accesso per 5 nuovi posti in GLP-1 LAB, il mio percorso digitale per perdere 10-15 kg in maniera sana, sicura e sostenibile. Le candidature saranno valutate per tutta la settimana fino a venerdì 8 maggio (o prima, se finiscono i posti).
Ma veniamo a noi. Qualche tempo fa abbiamo parlato di infiammazione cronica, quindi stavolta vorrei parlare di un altro tema abusato dai divulgatori social della domenica (categoria in cui, peraltro, rientro anche io 🙃 ): l’insulino resistenza.
Anche questa, come l’infiammazione cronica, è diventata una di quelle parole che senti ovunque ma che raramente qualcuno spiega davvero. Sui social è praticamente diventata la causa di tutto: stanchezza, difficoltà a dimagrire, nebbia mentale, voglia di dolci, umore ballerino, escrescenze della pelle.
Se hai un problema, probabilmente la colpa è dell’insulino resistenza. Quindi: partiamo dalla definizione.
L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas. Il suo compito principale è fare entrare il glucosio nelle cellule, in modo che queste possano usarlo come energia. Quando tutto funziona bene, mangi qualcosa, l’intestino lo assorbe, il glucosio nel sangue (ossia la glicemia) sale. Quindi in risposta: il pancreas rilascia insulina, le cellule aprono le porte, il glucosio entra, e la glicemia scende. Fine.
L’insulino resistenza è quando le cellule cominciano a rispondere meno a questo segnale. Il pancreas, per compensare, produce più insulina. Per un po’ funziona: la glicemia rimane nella norma, ma a costo di un lavoro extra del pancreas. Ad un certo punto però il pancreas non riesce più a tenere il passo, e la glicemia comincia gradualmente a salire. Quello è il territorio del pre-diabete prima, e del diabete di tipo 2 poi.
E’ un concetto importante davvero: è uno dei meccanismi centrali nel diabete di tipo 2, nell’obesità, nella sindrome dell’ovaio policistico. Nessuno ne mette in dubbio il valore.
Però.
Sui social l’insulino resistenza è diventata qualcos’altro. È diventata una diagnosi informale che chiunque può fare su se stesso dopo aver guardato tre video su TikTok. Hai voglia di carboidrati dopo cena? Insulino resistenza. Ti svegli stanco? Insulino resistenza. Hai difficoltà a perdere peso? Insulino resistenza.
E poi: il tuo medico è ignorante e queste cose non le sa nemmeno, quindi fatti segnare questi esami del sangue per scoprire se ce l’hai (che poi come diavolo si permette, ‘sta gente, di dire queste cose impunita ancora non me ne capacito).
Ovviamente, ad ogni problema inventato corrisponde anche una soluzione inefficace: digiunare 16 ore, eliminare i carboidrati, prendere la berberina (che poi sarebbe il metformina dei poveri, ma questa è un’altra storia), bere l’acqua con la cannella la mattina.
Diabete, sindrome metabolica, PCOS. Quando c’è davvero resistenza all’insulina, la risposta della medicina non è tanto diversa da quello che varrebbe per chiunque: muoversi di più, dormire meglio, mangiare in modo ragionevole, gestire il peso se c’è sovrappeso. Cose che vale la pena fare a prescindere da qualsiasi etichetta metabolica.
Ma fuori da questi contesti, la maggior parte delle persone che sui social si autodiagnosticano l’insulino resistenza probabilmente non ce l’hanno, o ce l’hanno in misura del tutto fisiologica e variabile, che non richiede nessun intervento specifico se non, appunto, quello che vale già per tutti (e quindi si torna al discorso: l’esame del sangue allora era inutile in primo luogo).
Il problema con questo tipo di contenuti, che si tratti di infiammazione, insulino resistenza o altro, è sempre lo stesso: prendono un concetto medico reale, lo decontestualizzano, lo appiccicano su sintomi vaghi che potrebbe avere chiunque, e ci costruiscono sopra una soluzione da vendere. Funziona perché dà un nome a un disagio, e avere un nome fa sentire meglio.
Ma poi vai a guardare meglio e: 1) il nome fornito è sbagliato, e 2) la soluzione proposta non serve a niente.
Fateci caso: quante volte avete sentito parlare di insulino resistenza in contesti reali, clinici, fuori dai social? Secondo me non molte.
Alla prossima settimana, bella!
Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:

🎬 Serie TV – The Boys, season finale (prime video)
Siamo arrivati alla fine di questa serie che ha come premessa: “i supereroi sono attorno a noi, sono delle star osannate dalle masse e fanno pubblicità, film, video su TikTok. Ma hanno uno sporco segreto…”. In realtà si dimostra subito come una serie esagerata, cattiva, scorretta, meschina, violenta, ridicola, sporca… e per questo bellissima. E’ inutilmente splatter e decisamente pulp, mi mancherà.

🎬 Il mio video di questa settimana:

TUTTI e 10 i Miti sugli Antibiotici (a cui Puoi Smettere di Credere)

✍️ Citazione della settimana:

Ogni volta che decidiamo di dedicare del tempo a una cosa sacrifichiamo tutte le altre possibilità, e accettare un simile sacrificio significa prendere posizione, senza riserve, su ciò che è importante per noi.
Come fare per avere più tempo?: Time management per comuni mortali“, Oliver Burkeman (meglio conosciuto col suo titolo originale: 4000 settimane)
(Tornata a galla grazie a Readwise. Provatelo con questo link e sia io che voi avremo un mese gratuito extra!)
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