The Sopranos, prima stagione, recensione di Riccardo Favara Pedarsi

Come vi raccontavo la scorsa settimana questi giorni si prospettavano già intensi. A Trento come ogni anno c’è il Festival dell’Economia e sono stato occupatissimo a imbucarmi ad ogni evento possibile.
Però poi si sono dimostrati essere ancora più intensi, dato che da un giorno per l’altro sono stato invitato da La Volta Buona, su Rai1, a parlare della mia esperienza con i farmaci per dimagrire (se vi interessa la puntata è questa, io compaio attorno al minuto 35-36).
Ora lasciamo stare il fatto che continuavano a mostrare le mie foto prima/dopo senza maglietta in diretta nazionale che voglio dire: anche meno. E lasciamo anche stare che sono riuscito a dire nemmeno un decimo di quello che avevo preparato con l’autore della trasmissione che mi aveva contattato.
La cosa che mi ha colpito è quanto la televisione italiana sia indietro sulla discussione di questi farmaci.
Ancora vengono chiamate “punturine”, come se fossero un vezzo estetico, un piccolo peccatuccio che non si dovrebbe ma si fa lo stesso.
Ancora vengono chiamati “nuovi farmaci”, ma come fanno ad essere ancora nuovi dopo 10 anni?
E soprattutto ancora vengono proposti come un cerottino temporaneo, invece che una terapia a lungo termine.
Per me la sorpresa più grande è stato sentire il dott. Calabrese, dietologo e ospite fisso in trasmissione, declamare a gran voce che “l’Italia è stato il primo paese al mondo a determinare l’obesità come malattia cronica” (cosa peraltro non vera, non siamo stati i primi) e poi 5 minuti dopo, proprio a chiusura del mio intervento, distorcere completamente quello che avevo appena detto e dire che “il diabete certo è una malattia cronica e richiede questi farmaci a vita ma l’obesità no, è una cosa diversa”.
No, non lo è. E’ esattamente quello che significa “cronico”.
Ora massimo rispetto per il dott. Calabrese: riguardo la dieta mediterranea, e riguardo tutte le scienze dell’alimentazione in realtà, sarei probabilmente in grado solo di ascoltarlo, e senza interrompere. Ma riguardo questa “novità” forse era il caso di lasciar parlare chi se l’è studiati un po’ meglio, per una volta.
Peccato, è stata un’occasione persa per portare un po’ di aria nuova in TV. Ci riproverò la prossima volta 🙂
Alla prossima settimana, bella!
Riccardo

❤️ Le cose che ho amato di più:

📺 Serie TV – The Sopranos, prima stagione (HBO Max)
Penso che qualsiasi wannabe-cinefilo come me abbia passato la fase “film sulla mafia”, perché quando scopri Il Padrino non puoi non andare a cercarti anche Godfellas o Scarface. Ecco: quando la gente parlava di questa serie HBO, uscita tra il 1999 e il 2005 (quindi in era moderna, ma pre internet e pre iphone), e la osannava come capolavoro indiscusso della televisione non avevo capito che facesse parte esattamente di questo genere qui. Invece Sopranos è esattamente questo: un lunghissimo film sulla mafia, realizzato con taglio spiccatamente cinematografico ma spezzettato in puntate più piccole, autoconclusive e digeribili. Ho finito solo la prima stagione ma penso che mi terrà compagnia a lungo.

🎬 Il mio video di questa settimana:

Ozempic e Mounjaro – Cose da sapere prima di comprarli

✍️ Citazione della settimana:

Nel caso in cui ancora non fosse chiaro, lo ripeto: accettare i propri limiti non significa accontentarsi di risultati meno gratificanti, né assistere con passività al corso degli eventi. … Affrontare la realtà della finitudine ha uno scopo ben preciso, e cioè liberare energie per più attività utili e significative: questo avviene quando si smette di inseguire l’illusione di poter fare tutto, di farlo alla perfezione o di farlo con la segreta speranza di raggiungere un senso di sicurezza o controllo.
Meditazione per comuni mortali – Oliver Burkeman
(Tornata a galla grazie a Readwise. Provatelo con questo link e sia io che voi avremo un mese gratuito extra!)
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