IL GIARDINO PERDUTO DI GIORGIO BASSANI, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO
RAI TECHE
Il giardino perduto di Giorgio Bassani
di Silvana Palumbieri
DOCUMENTARIOTv. Dur: 60′
NOTE DI PRODUZIONE E DI REGIA:
Il Docufilm: Sinossi e Tematiche
Nel documentario è lo stesso Bassani a raccontarsi sul filo della memoria: interpreta se stesso, ripercorre le tappe della propria vita e riflette sulla genesi della sua opera, interamente raccolta nel celebre Romanzo di Ferrara. La Ferrara di Bassani è una città concreta, reale, non semplicemente immaginata. Sullo sfondo si consuma la tragedia degli ebrei ferraresi, inghiottiti nel nulla dei campi di sterminio senza un perché, una ferita indelebile che attraversa tutta la sua produzione letteraria.
Il Valore del Found Footage Film
Dal punto di vista stilistico, l’opera si inserisce nel genere del Found Footage Film. È un cinema che si nutre delle immagini del passato, ricontestualizzandole per donare loro una nuova vita e nuovi significati, senza mai disperdere la forza di quelli originari.
Attraverso questo linguaggio, immagini antiche e nuove si fondono, generando geometrie complesse e libere, visioni aumentate e contaminazioni spazio-temporali. Si offrono così letture stratificate, capaci di rielaborare le tracce del tempo in processi estetici, politici e culturali profondamente contemporanei. Una prospettiva linguistica innovativa che riconfigura costantemente il patrimonio audiovisivo, aggiornandolo e plasmandolo in base alla forma espressiva desiderata.
Principali Proiezioni e Riconoscimenti istituzionali
Il docufilm vanta già un prestigioso percorso di presentazioni e convegni:
- 2010: Cineteca di Bologna (Celebrazioni Bassaniane) | Fondazione Bassani / Università di Ferrara
- 2011: University Saint Mary’s College (Roma) | Università Roma Tre (Facoltà di Scienze della Formazione)
- 2012: “Bassani Neosemplice” presso la Porta degli Angeli (Ferrara) | Convegno di Studi Giorgio Bassani (Maratea / Ferrara)
- 2013: PriMed – CMCA (Ferrara)
- 2016: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale | Università degli Studi di Bari, Foggia e Lecce | Convegno Bassani presso l’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona
NOTE BIOGRAFICHE DI SILVANA PALUMBIERI:
Silvana Palumbieri è regista RAI. Si segnala per la sua rilevante presenza in festival, eventi e manifestazioni con opere di cui è autrice e regista del genere Found Footage prodotti da Rai Teche. E’ autore di oltre trenta documentari i più recenti sono Un set Chiamato Roma, L’Italia Fragile, Quattordici Quadriennali, Futurismo che passione!, Cent’anni di giornalismo, Fatti e misfatti cent’anni di cronaca romana, Il giardino perduto di Giorgio Bassani, Cuba un’arte anche italiana.
SINOSSI:
Giorgio Bassani conclude la propria esistenza a Roma il 3 aprile del 2000. E, come aveva chiesto, viene sepolto a Ferrara nel cimitero ebraico di via delle Vigne, vicino alle antiche mura. Bassani si apre, si interpreta, si racconta sul filo della memoria. La nascita a Bologna il 4 marzo 1916. L’infanzia a Ferrara in una famiglia della buona borghesia ebraica, il liceo e ginnasio al Ludovico Ariosto dove consegue la maturità. L’università a Bologna, dove “si arma intellettualmente e moralmente ” e si laurea in lettere. Nel ’38 le leggi razziali e l’insegnamento per gli studenti ebrei espulsi dalle scuole pubbliche, nella scuola israelitica di via Vignatagliata. La militanza antifascista, la prigione, l’ arrivo a Roma, dove trascorrerà il resto della vita.
Ricorda quando nel dopoguerra diventa redattore e collaboratore di prestigiose riviste come Botteghe oscure, Approdo, La Fiera letteraria, Letteratura, Nuovi Argomenti, Officina. Poi scopre l’industria culturale diventando dirigente editoriale della Feltrinelli. Proprio lui trova e sostiene la pubblicazione di Il Gattopardo. Intenso anche il rapporto con Pasolini che svela i termini del loro rapporto letterario. Nel 1984 in Di là dal cuore Bassani raccoglie gran parte dei suoi saggi di critica letteraria
Racconta quando nel 1980 riscrive e riunisce in un unico volume i sei libri della sua vita dal significativo titolo Il Romanzo di Ferrara. “Una città vera, certamente esistita e non soltanto immaginata” e “la tragedia degli ebrei ferraresi è stata di essere dei borghesi coinvolti nel fascismo e finiti nel regno del nulla, nei campi di sterminio, senza sapere in fondo perché.” Il primo libro è Dentro le mura con cinque racconti: Lida Mantovani, La passeggiata prima di cena , Una lapide in viale Mazzini , “il protagonista che torna dal regno dei morti in una città dopo tutto normale”, Gli ultimi anni di Clelia Trotti vicenda di un giovane intellettuale all’epoca delle leggi razziali, ultimo Una notte del ’43 con personaggi “non consci di star vivendo una tragedia.”. Il secondo libro è il romanzo breve del 1958 Gli occhiali d’oro in cui protagonista è un medico emarginato perché omosessuale. Il terzo libro Il giardino dei Finzi-Contini Premio Viareggio nel ’62, è una storia di giovani dentro le mura di Ferrara. Seguono i due libri Dietro la porta (1964) e L’Airone , che vince nel ’69 il premio Campiello. Il sesto libro L’odore del fieno (1973). conclude la serie.
L’entrata di Bassani nelle arti dello spettacolo risale al ’54 quando è sceneggiatore di film di Visconti, Blasetti, Zampa e Soldati. Da suoi soggetti nascono La lunga notte del ’43, Gli occhiali d’oro e Il giardino dei Finzi Contini . E’ presidente nel ’66 della XXVII Mostra del Cinema di Venezia. Nel teatro è docente di Storia del teatro all’Accademia Nazionale d’arte drammatica. Nel 1964 diventa vicepresidente della Rai in un biennio caratterizzato dalla nascita dei programmi culturali. Costate l’impegno in difesa del patrimonio artistico e naturale, anche come Presidente di Italia Nostra da lui fondata con altri nel 1955. Bassani rivendica di essere stato prima di tutto un poeta lirico: tante le poesie composte dal 1939 al 1981 raccolte poi nel volume In rima e senza che ama declamare lui stesso .
LA DIREZIONE TECHE DELLA RAI:
La direzione Teche ha la missione di recuperare, catalogare e valorizzare nelle produzioni e sul mercato il patrimonio di archivio della Rai. A tal fine è stato realizzato il sistema di catalogazione digitale del trasmesso, che ha determinato un costante aumento dell’utilizzo del materiale d’archivio nelle produzioni televisive sulle reti generaliste, sul satellite e sulle nuove piattaforme digitali. La commercializzazione – affidata alla società Rai Trade – con una rilevante attività di visione e cessione di materiali di Teche Rai, valorizza l’archivio anche attraverso l’homevideo, in vendita in edicola con i maggiori editori italiani. La direzione, invece, cura direttamente tutte le attività di cessione dei materiali per fini istituzionali, culturali e formativi, in una logica propria di servizio pubblico, realizzando filmati a base di archivio inseriti nella progettazione culturale di grandi eventi, quali biennali, triennali e quadriennali d’arte, convegni universitari, rassegne, mostre, fiere culturali, celebrazioni, seminari e didattica. Tutte le informazioni relative all’attività della Direzione Teche sono sul sito www.teche.rai.it
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:
“Il Giardino Perduto di Giorgio Bassani”, è, nel suo genere, un capolavoro assoluto. Da studiare nelle scuole di cinema. In una sola ora di densissimo documentario riesce a produrre un ritratto vivido ed esaustivo di un gigante della cultura italiana del ‘900 quale è stato Giorgio Bassani. Raccontando le pietre miliari di un percorso folgorante. Dalla poesia alla prosa, dall’editoria, dal cinema alla incontrastata leadership fondativa e realizzativa nel campo dell’impegno civile e culturale. Uno sguardo lungimirante, che lo portano ad intuire la grandezza de “Il Gattopardo”, facendolo pubblicare da Feltrinelli e portandolo così alla ribalta mondiale. Sceneggiatore e scrittore di vaglia collabora ai capolavori dei maggiori registi italiani. Ha la felice intuizione di fondare Italia Nostra, 71 anni fa, l’associazione culturale di tutela dell’immenso e ineguagliabile patrimonio dei beni storici artistici, paesaggistici della nostra bella Italia, in un periodo in cui si iniziava a farne strame. “Il paesaggio è un bene fondamentale, necessario per la vita dell’uomo”, fu uno dei primi fulminanti slogan da lui coniati, in grande anticipo sui suoi tempi. Come segno distintivo di tutta la sua straordinaria esistenza. Giorgio Bassani, ci racconta il film, ha promosso, iniziato, implementato iniziative che hanno costituito la spina dorsale dell’azione di tutela e fornito gli strumenti teorici e pratici per la sua attuazione: dalla tutela di Venezia e dei Colli Euganei, al Parco Naturale del Tevere, al recupero del Museo di Messina e della Certosa di Padula, al Parco Pilota del Delta del Po, al Parco Archeologico dell’Appia Antica, al progetto ante litteram per l’energia solare. Uno dei numerosi pregi del film è l’aver scovato le registrazioni di interventi dello stesso Bassani, preziosissime, come quella della sua prima e mai sopita passione per la poesia: “Ho cominciato come poeta. Nella narrativa l’autore si confessa tramite i personaggi, nella lirica la confessione è diretta”. Dobbiamo essere tutti molto grati a Silvana Palumbieri per questo straordinario lavoro di ricerca e per la sua immensa professionalità nel restituircelo in modo così fascinoso, coinvolgente, contagioso, efficace e diretto. Capolavoro assoluto, imperdibile, per tutti.
VALUTAZIONE SINTETICA: 10
