La città dei vivi RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

DA SX: TRE ATTORI, NICOLA LAGIOIA (AUTORE DEL ROMANZO OMONIMO), VALERIO MASTANDREA, IL REGISTA EDOARDO GABBRIELLINI, L’ATTRICE PROTAGONISTA GAIA MERLONGHI, L’ATTORE PROTAGONISTA EMANUELE MARIA DI STEFANO, LA MODERATRICE ALESSANDRA DE LUCA (FOTO DI CATELLO MASULLO, 4 SETTEMBRE 2026)

 

La città dei vivi RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Orizzonti

Credits e sinossi: https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/orizzonti/la-citt%C3%A0-dei-vivi

Regia: Edoardo Gabbriellini
Produzione: Eagle Pictures (Roberto Proia), Cinemaundici (Olivia Musini), Lungta Film (Maurizio Piazza, Andrea Calbucci)
Durata: 104’
Lingua: Italiano
Paesi: Italia
Interpreti: Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua, Roberta Mattei, e con Valerio Mastandrea
Fotografia: Amine Messadi
Montaggio: Jacopo Ramella Pajrin
Scenografia: Marcella Mosca
Costumi: Marta Passarini
Suono: Maricetta Lombardo, Alessandro Bonfanti
Effetti visivi: Ermanno Di Nicola

 

Liberamente tratto dall’opera letteraria: La città dei vivi, di Nicola Lagioia

 

Programma Cinema 2026 (Pubblico)

04/09 16:45 Sala Darsena
05/09 14:30 PalaBiennale

Programma Cinema 2026 (Accreditati)

04/09 16:45 Sala Darsena
05/09 14:30 PalaBiennale

Sinossi

Luca ha ventitrè anni. Vive in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro e ha una fidanzata con cui vive un amore giovane ma importante per entrambi. Luca sta cercando la sua strada, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto, e in questa ricerca vive una doppia vita. Una notte, dopo un incontro apparentemente casuale, la traiettoria della vita di Luca si spezza, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata.

Commento del regista

Questo film non offre alcuna spiegazione per la tragedia, nessuna intuizione e nessuna teoria sugli adolescenti o sulla società di oggi. È un racconto di formazione interrotto, punteggiato da tutta l’umanità intorno al protagonista, che diventa un coro, o meglio la musica che scandisce il ritmo e l’atmosfera della città in cui si muove. Sullo schermo l’idea è stata quella di tenere un linguaggio asciutto e naturalistico e insieme lirico. Suggerire è diventato più forte che mostrare. La distanza dai personaggi segue quindi un criterio che definirei pudico. Non c’è violenza esplicita in nessun movimento e in nessuno sguardo. Solo tenerezza.

Produzione/distribuzione

PRODUZIONE 1:
Eagle Pictures – Roberto Proia
via Pompeo Magno 1
00192 Roma, Italy
Tel: +39 063269101
E-mail: info@eaglepictures.com

PRODUZIONE 2:
Cinemaundici – Olivia Musini
Via Giuseppe Avezzana, 51
00195 Roma, Italy
Tel: +39 3338491466
E-mail: olivia.musini@cinemaundici.it

PRODUZIONE 3:
Lungta Film – Maurizio Piazza, Andrea Calbucci
Via Francesco Ferrara, 36
00191 Roma, Italy
Tel: +39 328 8398538
E-mail: mauriziopiazza@lungtafilm.com
Social Media: @lungtafilm – Instagram, Lungta Film

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE:
PiperPlay – Catia Rossi
Via Sardegna, 50
00187 Roma, Italy
Tel: +39 3465125862
E-mail: c.rossi@piperplay.eu

DISTRIBUZIONE ITALIA:
Eagle Pictures – Roberto Proia
Via Pompeo Magno, 1
00192 Roma, Italy
Tel: +39 063269101
E-mail: info@eaglepictures.com

UFFICIO STAMPA:
Michael Arnon – WOLF Consultants
Tel: +49 178 547 0179
E-mail: hello@wolf-con.com

Gordon Spragg – WOLF Consultants
Tel: +49 171 646 6970
E-mail: hello@wolf-con.com

UFFICIO STAMPA ITALIANO:
Manuela Cavallari – Fosforo
Tel: +39.3496891660
E-mail: manuela.cavallari@fosforopress.com

Bianca Fabiani – Fosforo
Tel: +39.3401722398 E-mail: bianca.fabiani@fosforopress.com

Arianna Monteverdi – Fosforo
Tel: +39.3386182078 E-mail: arianna.monteverdi@fosforopress.com

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Il film si ispira liberamente al romanzo omonimo di Nicola Lagioia, che ha raccontato la efferata storia vera di un ragazzo orrendamente trucidato dieci anni fa a Roma, che fece notevole scalpore. Edoardo Gabbriellini porta sul grande schermo le principali emozioni che la lettura del libro gli ha lasciato. I suoi straordinari attori lo hanno seguito su questo filo, facendo strumento il proprio istinto, il proprio approccio empatico, piuttosto che una lunga preparazione nello studio della copiosa documentazione dell’antefatto. Questa emozione arriva dritto al cuore del pubblico con l’incedere della vicenda. Il film stenta un po’ nella prima parte, quella che descrive lo scivolamento del protagonista in un gorgo di cattive frequentazioni. Il punto di svolta è il fatto di sangue, di cui è, opportunamente, omessa ogni ricostruzione voyeuristica. Dal quel momento è un crescendo rossiniano. Il film decolla e non si ferma più. E finisce con il fare centro.

Curiosità, ho chiesto a Valerio Mastandrea: “Valerio, hai costruito nella tua carriera una maschera tragicomica, da Buster Keaton del cinema italiano. Come ti sei sentito in questo film ad avere usato solo metà di questa maschera, solo quella tragica?”. La risposta di Mastandrea: “Grazie. Un po’ eccessivo, ma grazie. Alle volte ci si appoggia anche alla maschera. L’emotività era così alta che la maschera è caduta da sola. Sono stato anche molto aiutato dagli altri. La scena della partita a carte, una delle ultime girate, si respirava una normalità, senza filtri e difese, nelle scene di dolore paradossalmente era più semplice. Tutto grazie alla complicità che sentivamo di avere. I film si fanno assieme. Si recita assieme. Se uno recita da solo, il film non viene”.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 7/7.5