IL COLORE DELLA LIBERTÀ DEL REGISTA CANDIDATO ALL’OSCAR® BARRY ALEXANDER BROWN

DAL PRODUTTORE ESECUTIVO PREMIO OSCAR® SPIKE LEE

IL COLORE DELLA LIBERTÀ

DEL REGISTA CANDIDATO ALL’OSCAR® BARRY ALEXANDER BROWN

con

LUCAS TILL LUCY HALE

CEDRIC The Entertainer BRIAN DENNEHY

Una coinvolgente storia vera sul movimento per i diritti civili degli anni ’60

AL CINEMA DAL 2 DICEMBRE CON NOTORIOUS PICTURES

Durata 1h46’

Il colore della libertà, il film sul movimento americano per i diritti civili degli anni ’60 ispirato ad una storia vera, diretto dal candidato all’Oscar® Barry Alexander Brown con la produzione esecutiva del Premio Oscar® Spike Leeuscirà al cinema il 2 dicembre distribuito da Notorious Pictures.

Tratto dal celebre libro di memorie The Wrong Side of Murder Creek: A White Southerner in the Freedom Movement di Bob Zellner e Constance Curry, il film ripercorre alcuni degli anni più bui della storia degli Stati Uniti, quelli della ferocia del Ku Klux Klan e delle battaglie fondamentali per la fine della segregazione razziale.

Ambientato negli anni ’60, la pellicola offre un ritratto reale e coraggioso del giovane Bob Zellner, nipote di un membro della setta razzista (interpretato dal talentuosissimo Lucas Till) che si ritrova, suo malgrado, a dover scegliere ad un certo punto della sua vita da che parte della storia voler stare.

Il regista schiva con audacia gli stereotipi narrativi anglosassoni del “giovane bianco” che si erge a paladino, restituendo un ritratto crudo e reale, fatto anche di contraddizioni e inquietudini, di un giovane che si ritrova a fare i conti con un risveglio morale del tutto inaspettato e per cui dovrà scontrarsi anche con gli affetti a lui più cari.

Nel film le storie dei singoli personaggi si incontrano e si alternano con immagini di repertorio, in cui si riconosce in modo inequivocabile il percorso decennale del regista al fianco di Spike Lee come suo montatore.

Barry Alexander Brown riesce, così, a restituire con estrema verosimiglianza tutte le assurdità e le crudeltà degli Stati del Sud di quegli anni – le stesse che, purtroppo, ancora oggi vengono denunciate dal movimento di Black Lives Matter – mostrandosi come un vero e proprio “grido di rivolta”, un monito a non dimenticare il passato, a continuare a raccontare un pezzo di storia che oggi più che mai è di grande attualità.