Isolation  (Recensione di Assunta Masullo)

Isolation  (Recensione di Assunta Masullo)

(sinossi e credits da cinematografo.it)

ITALIA, GERMANIA, BELGIO, SVEZIA, GRAN BRETAGNA – 2021

 

Sinossi: Un docufilm collettivo di cinque grandi autori europei chiamati a raccontare i drammi e le rivoluzioni causate dalla pandemia nei propri paesi, ciascuno da una prospettiva particolare e intima e allo stesso tempo attenta al contesto sociale in cui prendono vita le singole storie.
“La morte addosso” (Death Close) – Indossa una maschera. Finge di essere un pigro passeggiatore, osservatore altrui; uno spettatore divertito. Come fa uno scienziato naturale con l’osso di una creatura sconosciuta, estrapola e ne forma il corpo intero nella sua mente. È la sua gioia; è la sua difesa; si gode la vita in modo da ignorare la morte. Ma la sua ombra lo sovrasta.
“Two Fathers” – Il giorno precedente all’inizio del lockdown, che ha paralizzato la Germania, muore inaspettatamente il padre ottantenne di Julia von Heinz. La regista poi scopre che era segretamente omosessuale e che aveva condotto una doppia vita. Viene sepolto il 29 maggio a Murnau in Baviera. Il padre elettivo di Julia ormai da molti anni è Rosa von Praunheim, eroe del cinema indipendente ed icona del movimento gay. Nella corrispondenza via mail con lui e tramite diversi altri contributi audiovisivi, Julia von Heinz si immerge a fondo nella vita del padre. Egli come Rosa è figlio della Seconda Guerra Mondiale, una circostanza che ha lasciato una forte impronta per tutta la loro vita. Un’esplorazione sullo sfondo dell’attualità quotidiana della crisi Covid, che sta mostrando alla nostra generazione cosa significhi vivere una crisi paragonabile alla guerra.
“Liberty, Equality, Immunity” – “Come sono sopravvissuto alla strategia svedese” è un saggio filmico basato sul montaggio di diversi materiali audiovisivi. Si inserisce nella tradizione di Mekas, Marker e Godard, con un tono umoristico e una buna dose di ironia. Attraverso telegiornali, estratti di social media, immagini dell’anno passato e ricorrenti citazioni cinematografiche dai film che mi hanno tenuto in vita durante la mia quarantena (volontaria), il cortometraggio espone come e perché la Svezia ha scelto un approccio difettoso alla pandemia, il che porta ad una riflessione sui fondamenti etici e morali di una società. Fin dove possiamo spingerci come gruppo per salvare i più fragili tra di noi? Possiamo fare e meno e sentirci comunque in pace con la coscienza? La riflessione è sovrapposta a quella sulla mia identità come cineasta francese in esilio, che sente una crescente alienazione in un paese adottivo, che ha imparato ad amare, mentre la popolazione attorno a me si lascia andare ad un più assurdo attacco di nazionalismo: la difesa ad ogni costo di una politica sanitaria nazionale fallita e del suo architetto, un incolore epidemiologo di dubbia competenza, inaspettatamente assurto al rango di icona nazionale.
“Mourning in the Time of Coronavirus” – Viviamo in parallelo il dramma privato di Michèle Anne, la moglie di Jaco, il cui padre è morto di Coronavirus senza che lei potesse nemmeno vederlo un’ultima volta, e il dramma collettivo della pandemia entrato nelle case attraverso la televisione. “Melodramma”, twitta il Ministro della Salute quando i dottori lanciano i primi allarmi. A marzo 2020, le case di cura vengono chiuse ai visitatori. Michèle Anne fa recapitare a suo padre un iPad, in modo che possano vedersi e parlarsi. Le case di riposo sono poco equipaggiate, il personale lavora senza mascherine e rischia la propria stessa salute. Il Ministro della Salute dichiara che “indossare la mascherina non ha senso da un punto di vista scientifico”. Il padre di Michèle Anne risulta positivo al Covid-19. Viene isolato in una stanza con altri pazienti infetti. Un mese dopo, muore. Michèle Anne gli dà l’ultimo saluto tramite l’iPad. Il corpo viene sigillato in un doppio strato di plastica. Michèle Anne può solo vedere la bara in un parcheggio, prima che sia caricata su un furgone. I funerali sono sbrigativi. Sei maggio. Il Primo Ministro annuncia in TV il primo allentamento del lockdown. Fare kaywak è consentito.
“Isolation” – In tutta l’Europa, durante il lockdown, ci siamo ritrovati chiusi nelle nostre case, sperando di sopravvivere. Impossibilitati a lavorare, a vedere i nostri amici e le nostre famiglie. In un limbo che è durato per settimane. Per i richiedenti asilo, un limbo simile può durare anni. Come accaduto a noi durante l’epidemia, i rifugiati hanno dovuto rinunciare alla loro vita precedente. Possono tenersi in contatto con i loro parenti solo via telefono o Skype. Non possono lavorare. Attendono una chance di iniziare una nuova
vita. La speranza è che quanto abbiamo vissuto con il Covid-19 ci spinga a dare più peso e valore ai concetti di comunità e solidarietà. Esserci ritrovati nei panni di coloro che hanno perso tutto a causa di una guerra, della fame, di una dittatura o della povertà, forse ci spingerà a concedere loro quella speranza che abbiamo cercato per noi. La speranza di una nuova vita.

  • Regia: 

Michele Placido

– (ep. Death Close),

Julia von Heinz

– (ep. Two Fathers),

Olivier Guerpillon

– (ep. Liberty, Equality, Immunity),

Jaco van Dormael

– (ep. Mourning in the Time of Coronavirus),

Michael Winterbottom

– (ep. Isolation)

  • Attori: 

Michele Placido

– (ep. Death Close),

Andrea Bocelli

– (ep. Death Close),

Roberto Bolle

– (ep. Death Close),

Hans-Michael Von Heinz

– (ep. Two Fathers),

Rosa von Praunheim

– (ep. Two Fathers),

Michèle Anne De Mey

– (ep. Mourning in the Time of Coronavirus),

Egalantina Legisi

– (ep. Isolation),

Alvin Mustafa

– (ep. Isolation)

Europe C-19

  • Durata:91′
  • Colore:C
  • Genere:DOCUFILM
  • Produzione:GUGLIELMO MARCHETTI PER NOTORIOUS PICTURES, PHILIPP KREUZER PER MAZE PICTURES, JOSEPH ROUSCHOP PER TARANTULA, INGRID LILL HØGTUN PER FOX IN THE SNOW FILMS, MICAHEL WINTERBOTTOM E MELISSA PARMENTER PER REVOLUTION FILMS
  • Distribuzione:NOTORIOUS PICTURES

Data uscita 4 Ottobre 2021

NOTE

– EVENTO SPECIALE ALLA 18. EDIZIONE DELLE ‘GIORNATE DEGLI AUTORI’, SEZIONE ‘NOTTI VENEZIANE’ (VENEZIA, 2021).

– IL FILM E’ COMPOSTO DA 5 CORTOMETRAGGI DA 15′ CIASCUNO.

– PROGETTO SVILUPPATO CON IL SUPPORTO DI: FFF-BAYERN, CASA KAFKA PICTURES, VOO-BETV.

– PARTE DEI PROVENTI DEL FILM SARANNO DEVOLUTI A UN ENTE EUROPEO DI SOSTEGNO ALLA RICERCA SCIENTIFICA.

ITALIA – 2021

 

 

Recensione di Assunta Masullo: I 5 episodi sono molto diversi gli uni dagli altri. Rappresentano altrettanti punti di vista. Tutti caratterizzati da una certa originalità e autorialità.  Il primo, diretto da Michele Placido, è quello che convince di meno. Parte da una considerazione pessimista: “il gusto e il sapore della vita è angoscioso… si, angoscioso, perché non ci soddisfa mai”, per derapare nella retorica della bellezza della natura a villa Borghese. Più intimistica la tragedia personale ed emblematica raccontata da Julia von Heinz. Di straordinaria ed irresistibile ironia il racconto della via svedese al Covid, tra il demenziale ed il clownesco, se non fosse criminalmente tragico. Il più riuscito degli episodi, raccontato con fenomenale sapidità e disincanto dal francese Olivier Guerpillon, diventato da anni svedese d’adozione. Come da attendersi  Jaco van Dormael profonde a piene mani il suo proverbiale sarcasmo, con immagini di grande suggestione, commentate da musiche gravi e solenni, ed una stoccata finale da grande maestro cinefilo, con la citazione de “Il Disprezzo”. Michael Winterbottom fornisce una ulteriore, davvero originale lettura. Quella che riguarda i richiedenti asilo, ai quali è impedito lavorare, è impedito di studiare, è impedito di esercitare ogni diritto di libertà, in definitiva è impedito di condurre una esistenza che si possa definire tale. Lo racconta con una storia esemplare, di una mamma con figlioletto, costretta ad un lockdown forzato che dura da sette anni e che ne potrebbe durare molti altri. 

 

Valutazione Sintetica:

Michele Placido  – (ep. Death Close) : 6.5

Julia von Heinz  – (ep. Two Fathers): 7.5

Olivier Guerpillon  – (ep. Liberty, Equality, Immunity): 10

Jaco van Dormael  – (ep. Mourning in the Time of Coronavirus):  9

Michael Winterbottom – (ep. Isolation): 9