DAI SOCI DEL CINECIRCOLO ROMANO : IMPRESSIONE A CALDO DOPO LA VISIONE DI THE FATHER- NULLA E’ COME SEMBRA, DI FRANCESCO SIRLETO

Francesco Sirleto

Post facebook

 

THE FATHER Nulla è come sembra. Film visto questa sera al cinema Caravaggio. Regia di Florian Zeller, autore di teatro (sua è infatti la pièce originale da cui è stata tratta la sceneggiatura) alla sua prima esperienza, superlativa direi, di regia cinematografica. Con attori del calibro di Anthony Hopkins, nella parte dell’anziano protagonista, malato di Alzheimer e nel crepuscolo della sua esistenza, e di Olivia Colman, sensibile coprotagonista (ma anche antagonista) nel ruolo di una figlia amorevole, angosciata e, nello stesso tempo, svuotata di energie per l’enorme quotidiana fatica di dover accudire un padre che sta perdendo le coordinate della realtà, il risultato non poteva essere altrimenti di quel capolavoro la cui visione non può lasciare indifferente nessuna persona in possesso di un’anima. È la storia, breve e intensa, di una sofferenza indicibile, che sconvolge la vita di due persone, padre e figlia, ambedue alle prese con una realtà, interiore ed esteriore, che non è più la stessa; due persone che si amano ma che sospettano di essere continuamente e reciprocamente ingannati. Ed è anche la storia di una vita che dilegua, di una vita che sente angosciosamente l’approssimarsi e il diffondersi, nella mente e nella memoria, di quell’oscurità che precede il nulla della morte. Questa storia non poteva che svilupparsi nell’interno di una casa (e nell’interno di un ospizio per anziani) nella quale spariscono, all’improvviso, tanto le cose quanto le persone, nella quale la stessa persona può tramutarsi in un’altra già scomparsa da anni. Immobilità, voci che irrompono in spazi vuoti, parole e conversazioni che si ripetono, primi piani di sguardi attoniti, sgomenti e silenziosi, sospesi nell’attesa di risposte a domande evocative di un passato che rifluisce dai recessi più profondi e nascosti della psiche …. è un film che, suscitando un’inquietudine che si protrae per tutti i 97 minuti della sua durata, riempie tuttavia lo spettatore di quella soddisfazione e di quel sottile piacere in grado di riconciliarlo, una volta di più, con l’arte cinematografica.