IL MIRACOLO CONTINUA ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA, di Catello Masullo

IL MIRACOLO CONTINUA ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA, di Catello Masullo

La sedicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, dal 14 al 24 ottobre 2021, conferma il miracolo al quale ogni anno puntualmente ci ha abituato l’accoppiata vincente, Laura Delli Colli alla Presidenza e Antonio Monda alla Direzione Artistica. Con un budget poco più di un terzo di quello della Mostra di Venezia e largamente inferiore a quelli degli altri grandi festival di cinema, Roma si conferma agli assoluti vertici mondiali del settore, riaffermando la sua anima di Festa del cinema di altissima qualità, ma che sa trovare il dialogo con il grande pubblico. Che piace ai cinefili ed agli spettatori comuni. Mai sperimentale al punto di risultare “punitivo” per lo spettatore. Sempre avvincente e coinvolgente. Che è proprio la “ricetta” che utilizza il Cinecircolo Romano da 57 anni. Le prenotazioni online, pur con la stessa piattaforma che usa la Mostra di Venezia, boxol.it, non hanno provocato il delirio patito al Lido, grazie ad una geniale semplificazione che ha visto aprire le prenotazioni alle 8 di mattina di 48 ore prima con la possibilità di prenotare tutti gli eventi del giorno, e non evento per evento, solo 74 ore prima, come a Venezia. Con la sola controindicazione di non poter scegliere il posto preferito in sala. Con sommo dispiacere del critico dei critici, Paolo Mereghetti, che tiene moltissimo al “suo” posto (come sanno bene i frequentatori della sala Darsena al Lido, quella delle anticipate stampa, che vedeva il nostro, nell’era pre-covid, sempre in prima fila almeno un‘ora prima della apertura per garantirsi la agognata poltrona “personale”), arrivando a ricordare l’esempio di “Jacques Rivette, il «Saint-Just della cinefilia» per dirla con Godard, che si sedeva sempre nella stessa poltrona alla Cinémathèque (a sinistra dello schermo, davanti ma non troppo) e preferiva uscire se trovava il «suo posto» già occupato”. Io credo, invece, che questa esperienza sia da mantenere, con la sola abolizione dei posti assegnati dall’algoritmo. Avere cioè la certezza di un posto in sala, a seguito della avvenuta prenotazione, ma lasciando liberi i prenotati di sedersi dove meglio aggradano, liberamente, man mano che arrivano. Questa ulteriore semplificazione potrebbe, a mio parere, molto aiutare per una migliore fruizione i futuri festival. La kermesse è stata aperta, come da tradizione da opere che hanno subito scoperto le carte e convinto tutti che i capolavori si sarebbero susseguiti in modo incessante. MEDITERRÁNEO | MEDITERRANEO: THE LAW OF THE SEA | OPEN ARMS – LA LEGGE DEL MARE, 112’ , di M. Barrena, che racconta la storia, vera, di bagnini spagnoli, i quali, sull’onda emotiva del bambino Alan Curdi, annegato sulla battigia, vanno in Grecia per aiutare a fare quello che sanno fare meglio, salvare la gente che sta annegando in mare, è un film di una forza straordinaria, che arriva dritta al cuore, un groppo alla gola continuo, di cui si avverte l’urgenza e la necessità. THE EYES OF TAMMY FAYE, 126’, di M. Showalter, ancora una volta da una storia vera, ci regala una interpretazione monumentale di una irriconoscibile Jessica Chastain, sottoposta ad un sorprendente trucco prostetico, di cui probabilmente sentiremo parlare ancora nella notte degli Oscar. La seconda giornata di Festa ha confermato la qualità dell’irresistibile inizio con film di grande cinema. A cominciare da L’ARMINUTA, 110’, di G. Bonito, unico film italiano della selezione ufficiale, che ha meritatamente conquistato i favori del pubblico con il Premio BNL, e che coglie la lettera e lo spirito del bel romanzo originario, riuscendo, come quello, a toccare corde profonde dell’anima; un film sull’anelito vitale, sulla necessità di far convivere, di coniugare, di conciliare fino a farle combaciare le dicotomie e le dualità e le opposizioni di città e campagna, ricchezza e povertà, borghesia e proletariato, mare ed entroterra povero e spopolato. Di sublime raffinatezza è PASSING 98’, di R. Hall, su temi sensibili ed ancora attuali come le discriminazioni per il colore della pelle. Una storia vera di ignobile olocausto, resa con una pregevole animazione, è CHARLOTTE, 92’, di T. Rana, È. Warin. CYRANO, 124’, di J. Wright è una sorprendente ed originale rilettura del celeberrimo personaggio, in chiave musical, con interpreti ed atmosfere di grande efficacia. LES JEUNES AMANTS | THE YOUNG LOVERS, 112’, di C. Tardieu, dimostra ancora una volta, se ce ne fosse mai il bisogno, che l’amore è il più potente dei motori delle umane azioni, travalicando ogni limite, di età nella specie: un film delicato, passionale e romantico. MOTHERING SUNDAY,110’, di E. Husson, è intrigante, fascinoso, diretto da una delle tante giovani e più che promettenti registe della Festa, come pure quella che ha diretto PROMISES, 113’, di A. Sthers, con un monumentale Pierfrancesco Favino che recita in un impeccabile inglese, senza alcuna inflessione, film che si impone anche per una geniale ed originale tecnica di montaggio a spirale, che esplora un tempo non lineare, che porta l’azione avanti ed indietro, con impercettibili (ma significative) differenze. Un gran bel colpo per la Festa di Monda è l’essersi assicurato YI MIAO ZHONG | ONE SECOND, 104’, di Z. Yimou, un vero capolavoro di arte cinematografica, di cinema sul cinema. Una storia vera di discriminazione femminile è raccontata da ZGJOI | HIVE, 84’, di B. Basholli, sulle assurde usanze ancestrali e tribali del Kosovo, raccontate con un nitore ed una efficacia degni di nota. NORDSJØEN | THE NORTH SEA, 104’, di J. A. Andersen ha una potenza di altissimo impatto emotivo. INEDITA | SUSANNA TAMARO: UNPLUGGED,73’, di K. Bernardi ci regala un ritratto straordinario della popolare scrittrice e dell’incredibile discriminazione cui è stata sottoposta, a riprova che quello che piace, molto, al pubblico, piace poco ai critici specializzati. JFK: DESTINY BETRAYED, 4 ep. 240’, di O. Stone, che 30 anni dopo il suo celeberrimo film di finzione sull’omicidio del secolo, dimostra con straordinaria dovizia di documenti, nel frattempo desecretati, che le sue tesi dell’epoca sul complotto sono totalmente fondate e dimostrate. Molto vicino al capolavoro assoluto BELFAST, 98’, di K. Branagh, un gioiello di tecnica cinematografica, che ti immerge nell’assurdo e sanguinoso conflitto tra protestanti e cattolici, con il punto di vista di un bambino: geniale. C’MON C’MON, 108’, M. Mills è un imperdibile film che dimostra ancora una volta come il cinema americano sappia trovare geniali bimbi che recitano come Lawrence Olivier. LIBERTAD STORIES OF A GENERATION CON PAPA FRANCESCO, 48’, di S. Ercolani, nasce da un’idea del Papa più rivoluzionario ed anticonvenzionale della storia e ci racconta storie affascinanti ed imperdibili. LUIGI PROIETTI DETTO GIGI, 100’, di E. Leo, resterà nella storia del cinema una pietra miliare per il racconto di uno degli interpreti più straordinari del palcoscenico e delle scene. TREASURE OF HIS YOUTH: THE PHOTOGRAPHS OF PAOLO DI PAOLO | PAOLO DI PAOLO: UN TESORO DI GIOVENTÙ, 105’, di B. Weber è un film straordinario sulla storia straordinaria di un uomo straordinario, Paolo di Paolo, che è stato un fotografo tra i più acclamati dell’epoca dei “paparazzi”, che di colpo smise di fare quel mestiere, per venire riscoperto, quasi casualmente, dalla figlia, ed essere incaricato 60 anni dopo ed a 94 anni di età, dalla maison Valentino e spolverare la macchina fotografica, con risultati a dir poco sorprendenti. FRANK MILLER – AMERICAN GENIUS, 109’, di S. Thomas fa scoprire al grande pubblico un genio assoluto della graphic novel, che ha creato personaggi di grandissimo impatto e successo, che fanno andare in visibilio centinaia di milioni di appassionati. E NOI COME STRONZI RIMANEMMO A GUARDARE, 108’, di P. Diliberto, è un delizioso saggio di sublime umorismo grottesco, che ci fa riflettere tramite il surreale su temi per nulla banali e che ci riguarderanno sempre più da vicino nel futuro non troppo lontano. I FRATELLI DE FILIPPO, 142’, di S. Rubini è un film bellissimo, un esempio di “cinema cinema”, quello di una volta, perfetto, con attori in grandissimo spolvero, sulla storia di protagonisti che hanno rivoluzionato il nostro teatro, e non solo il nostro. FELLINI, SIMENON – CON PROFONDA STIMA E SINCERA GRATITUDINE, 63’, di G. Ventura ci racconta una corrispondenza di elevatissimo spessore tra due giganti del ‘900. MUHAMMAD ALI – ROUND 1: THE GREATEST (1942-1964), 129’, di K. Burns, S. Burns, D. McMahon, un documento di splendida luce su uno dei personaggi più discussi ed influenti del secolo scorso. ETERNALS (CO) 150’, del premio Oscar C. Zhao (per Nomadland) è uno dei colpi meglio assestati di Alice Nella Città, sezione parallela ed autonoma della Festa, dedicata ai film per giovani ed adolescenti. Questo “Eternals” è l’inizio di una nuova saga di personaggi della Marvel, la fabbrica di successi internazionali più attiva che esista. Con una strepitosa Angelina Jolie, che ha dominato la Festa non solo con la sua carismatica presenza, ma anche con le sue dichiarazioni pubbliche di una profondità cosmica. Altra star di prima grandezza nel film è Salma Hayek (relativamente alla quale forse dovrei vergognarmi un po’ per il dissacrante pensiero secondo il quale, apparendo ripetutamente cadavere nel film, nessuna meglio di Salma Hayek sa fare la “salma”… : come diceva Riccardo da Venosa nel suo poemetto elegiaco “De Paulino et Polla”, “conveniunt rebus nomina saepe suis” , spesso i nomi si addicono alle cose cui appartengono!). Alice nella Città ha ancora una volta proposto selezioni davvero intriganti con film del calibro di LAMB 106’, di Valdimar Jóhannsson, una storia nordica surreale con grandi valenze metaforiche, RON 106’ , di Sarah Smith, Jean-Philippe Vine e Octavio E. Rodriguez, una animazione di pregio e di significato, PETITE MAMAN 72’, di Céline Sciamma, una storia fantastica di grande delicatezza e fascino.

Puntualmente i volontari inviati del Cinecircolo Romano hanno individuato i tre migliori film della Festa di Roma per la stagione 2021/2022 , tre veri gioielli di arte cinematografica: BELFAST, 98’, di K. Branagh, PROMISES, 113’, di A. Sthers e I FRATELLI DE FILIPPO, 142’, di S. Rubini.

Catello Masullo