Koza Nostra (Recensione di Catello Masullo)

Koza Nostra (Recensione di Catello Masullo)

(sinossi e credits da cinematografo.it)

ITALIA, UCRAINA – 2021

 

Sinossi: Quando Vlada Koza, una matura donna ucraina, invadente e premurosa, diventa nonna per la prima volta, molla tutto e dai Carpazi raggiunge sua figlia in Italia, piombandole in casa senza preavviso. Ma la ragazza non apprezza le attenzioni asfissianti della madre, così la mette alla porta, senza tante remore. Vlada si ritrova, sola e senza un soldo, nell’entroterra siciliano. Un inaspettato incidente d’auto la trasforma nell’improbabile governante di Don Fredo, capo clan dei Laganà, una disfunzionale famiglia mafiosa che lotta per non essere eliminata. L’irrefrenabile invadenza di Vlada, che ama sentirsi utile, prendersi cura degli altri, aggiustare le cose e dare consigli, sembra portare un accenno di palpabile benessere tra le mura di Villa Laganà… Almeno fino al giorno in cui Vlada scopre chi sono davvero Don Fredo e i suoi figli…

  • Regia: 

Giovanni Dota

  • Attori: 

Irma Vitovska

,

Giovanni Calcagno

,

Giuditta Vasile

,

Lorenzo Scalzo

,

Gabriele Cicirello

,

Vincenzo Pirrotta

  • Durata: 103′
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: PEPITO PRODUZIONI, FILM.UA, CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: ADLER ENTERTAINMENT
  • Data uscita 19 Maggio 2022

Recensione di Catello Masullo: Per una volta vorrei iniziare con la domanda che ho fatto a regista e produttore, che ci porta subito dentro il mood di questo originale esordio alla regia: “Giovanni, come è stata l’avventura produttiva di opera prima, come avete lavorato sulla sceneggiatura per ottenere un miracoloso equilibrio tra storia seria e storia comica, all’interno delle stesse scene (come quando Calcagno fa la fatica tutta da solo di caricare Irma in Auto e il fiatone viene al suo braccio destro, oppure il defilé di Luca per scegliere la migliore mise per andare all’incontro con la mafia nigeriana, oppure il piccolo Sasha che sbuca nel momento più inaspettato, anche durante le scene più crude)? Quanto ha influito il tuo vissuto a Ponticelli?”. Questa la risposta del regista: “bella domanda: è sempre difficile l’opera prima. Parto da Ponticelli. Sono arrivato nella città del cinema al centro sperimentale. A realizzare quello che vuoi fare. Quando ho incontrato la commedia ho pensato potesse essere il mio campo. L’ho scoperto con i corti. Ritornare, con una satira e una cattiveria, alla comicità come negli anni ’60. Il modo di ridere in una struttura più rigida del gangster movie deriva dal cinema italiano e dal sud. Suonare bene, ma lasciarci una nota sbagliata. Il senso è: la cosa che sta lì, ma che non dovrebbe stare lì. Sono felice che sia arrivato. Ci abbiamo lavorato parecchio. Non era facile farlo capire sulla carta. Il comico ed il tragico”. Ha aggiunto e completato il produttore Agostino Saccà: “Facciamo un ringraziamento alla attrice protagonista che è partita rocambolescamente dalla Ucraina per venire qui. È la più amata in tutto l’est. La Film UA distribuisce in tutto il mondo. Lei è una star vera. Tornerà in Ucraina essendo impegnata nella raccolta fondi per il suo paese, devo ringraziare Mia, che ha fatto vedere il trailer del film e tutti se ne sono innamorati. Koza in ucraino significa capra. Film UA ha scelto noi da quel trailer. Non c’erano italiani all’inizio. Dal mercato di Londra si sono associati. Per fare una serie. Ma noi abbiamo proposto di fare prima il film. Ringrazio UA per la pazienza che hanno avuto. Erano convinti che la storia non avesse bisogno di ritocchi. Invece tre sceneggiatori che parlavano in inglese, con fatica. Pepito è azienda solida. Film UA è una major. Hanno un centro di produzione enorme come Saxa Rubra. È la fabbrica dell’immaginario di tutta l’Europa dell’est. Ringrazio gli attori che non si sono persi d’animo. Abbiamo avuto una ventina di covid. E ringraziamento al regista ed al produttore esecutivo. Anche con le varie interruzioni. Abbiamo avuto 100.000 euro dalla Lloyd’s per le interruzioni, ed il film è miracolosamente in equilibrio. Ringrazio tutto lo staff produttivo. Il covid ci ha fatto perdere la squadra di regia. Direttore fotografia, Direzione di edizione, ecc., abbiamo rischiato anche la liquidità, finanziato da una grande banca italiana Intesa San Paolo. Non avevamo le settimane giuste per avere la terza rata che era fondamentale. In contemporanea con “I Fratelli De Filippo”. Abbiamo tenuto duro per fare la settimana ed avere la terza rata. Con la quarta settimana cambiando sceneggiatura, ecc. Kiev da 2 mesi non è agibile. Non potevamo avere la nazionalità della coproduzione e rai cinema non pagava la quinta rata. Rai cinema per lo stato di eccezione e per solidarietà all’Ucraina ci ha pagato comunque la rata. La nazionalità è arrivata dal ministero ucraino, in una settimana. Quella definitiva. E tutti stiamo tranquilli. L’ufficio di eccezione è previsto anche dalle leggi italiane. Amiamo questo film, perché succede raramente nella contaminazione dei generi, action movie e la commedia. Quasi sempre nelle action comedy uno dei due generi si mangia quell’altro. Qui c’è un equilibrio perfetto. Quando sparano qualcuno muore davvero. Non come nei poliziotteschi. Altra cosa è che raccontiamo una famiglia di mafia, impoverita, che ha perso, arrabbiata, non più riconosciuta. Una metafora della famiglia media italiana degli ultimi 4 o 5 anni. L’empatia nasce anche dal fatto che milioni di occidentali si sono impoveriti e sono arrabbiati. Questa famiglia trova una via di uscita senza violare il codice. Due persone, Irma ed il capomafia, che sono più sotto degli ultimi, ma due niente, insieme, diventano una cosa”.  In definitiva un esordio alla regia fulminante. Con un film che vince e convince, diverte e interessa. E, soprattutto, sorprende. Con una protagonista, Irma Vitovska che da vera regina della tragicommedia, buca lo schermo ad ogni fotogramma.  Da non perdere.

Valutazione sintetica: 7.5/8