COMANDANTE  recensione di Catello Masullo

COMANDANTE  recensione di Catello Masullo

(credits e sinossi da cinemAtografo.it)

ITALIA 2023

Sinossi: All’inizio della Seconda guerra mondiale Salvatore Todaro comanda il sommergibile Cappellini della Regia Marina. Nell’ottobre del 1940, mentre naviga in Atlantico, nel buio della notte affronta un mercantile che viaggia a luci spente e lo affonda a colpi di cannone. Ed è a questo punto che il Comandante prende una decisione destinata a fare la storia: salvare i 26 naufraghi belgi condannati ad affogare in mezzo all’oceano per sbarcarli nel porto sicuro più vicino, come previsto dalla legge del mare. Per accoglierli a bordo è costretto a navigare in emersione per tre giorni, rendendosi visibile alle forze nemiche e mettendo a repentaglio la sua vita e quella dei suoi uomini.

Regia: Edoardo De Angelis

Attori: Pierfrancesco Favino – Salvatore Todaro, Johan Heldenbergh – Georges Vogels, Massimiliano RossiLuca Chikovani – Leonardo Barletta, Silvia D’AmicoJohannes Wirix – Jacques Reclercq, Giuseppe BrunettiTim DaishArturo MuselliGiulio Greco – De Angelis, Lucas Tavernier – Caudron, Giuseppe Lo Piccolo – Pietro Bono, Giustiniano Alpi – Morandi, Paolo BonacelliGianluca Di Gennaro

Sceneggiatura: Edoardo De AngelisSandro Veronesi

Fotografia: Ferran Paredes Rubio

Montaggio: Lorenzo Peluso

Scenografia: Carmine Guarino

Durata: 155

Colore: C

Genere: GUERRA BIOGRAFICO

Produzione: PIERPAOLO VERGA PER O’GROOVE, EDOARDO DE ANGELIS PER VGROOVE, NICOLA GIULIANO PER INDIGO FILM, ATTILIO DE RAZZA PER TRAMP LIMITED, BESIDE PRODUCTIONS, RAI CINEMA

Distribuzione: 01 DISTRIBUTION

TRAILER

NOTE

– IN CONCORSO ALLA 80. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2023).

 

Recensione di Catello Masullo: Chi ben comincia è a metà dell’opera (“chi mena pe’ primo, mena du’ vorte”, si direbbe a Roma). La 80esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia parte in quarta con un film italiano di grande spessore. Con la forza di una storia vera. La citazione posta ad esergo iniziale, attualissima, di un naufrago ucraino del 2023, è significativamente programmatica: “In mare siamo tutti alla stessa distanza da Dio. Quella di un braccio che ti salva”. La storia del salvataggio di 26 naufraghi da parte di un sommergibile italiano durante la seconda guerra mondiale, a rischio della vita degli stessi occupanti del sommergibile, è epica, esemplare, di perenne validità ed attualità, prova di somma umanità. La resa drammaturgica è impeccabile, capace di indurre potentissime emozioni nello spettatore. Avvincente e coinvolgente. Con molte scene da antologia (impagabili quella delle patate fritte e l’interminabile, gustosissimo elenco delle più svariate pietanze della cucina italiana sui titoli di coda). Confezione di classe. Sonorità inquietanti, presagio di tragedia imminente e incombente. Immagini suggestive, come quelle delle meduse in prima piano a coprire i bagliori delle esplosioni delle bombe di profondità. Capacità di tenere il pubblico in sospensione per l’intera durata del film. Anche con il gioco della citazione colta, in greco antico, dell’aruspice Paolo Bonacelli (monumentale), svelata solo nel finale («Qui visse Sísifo, che era il più astuto degli uomini, Sísifo, figlio d’Èolo; e un figlio generò Glauco; e Glauco generò Bellerofonte, senza macchia», (Omero, Iliade, libro VI, versi 153-155). Interpretazioni somme, su tutte quella di Pierfrancesco Favino, sul quale non si riescono a formulare più oramai, nuove e efficaci aggettivazioni. Bellissimo, e di scottante attualità, lo scambio di battute tra il comandante fiammingo del mercantile affondato e il comandante del sommergibile, Favino: “Al vostro posto vi avrei lasciato in mare. Perché ci avete salvato? / Perché siamo italiani… Sarò sempre pronto ad affondare ogni nemico che incontro e a salvare i sopravvissuti finiti in mare. Perché si è sempre fatto così. E sempre si farà così. E chi non lo farà sarà maledetto”. Magistrale.  

 

Valutazione sintetica: 9