EL CONDE, RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA

EL CONDE, RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA

(credits e sinossi da: https://www.labiennale.org/it/cinema/2023/venezia-80-concorso/el-conde)

EL CONDE

Venezia 80 Concorso

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Regia: Pablo Larraín
Produzione: Fabula (Juan de Dios Larraín, Pablo Larraín, Rocío Jadue)
Durata: 110’
Lingua: Spagnolo, Inglese, Francese
Paesi: Cile
Interpreti: Jaime Vadell, Gloria Münchmeyer, Alfredo Castro, Paula Luchsinger
Sceneggiatura: Guillermo Calderón, Pablo Larraín
Fotografia: Ed Lachman
Montaggio: Sofía Subercaseaux
Scenografia: Rodrigo Bazaes
Costumi: Muriel Parra
Suono: Juan Carlos Maldonado
Effetti visivi: Juan Cristóbal Hurtado

SINOSSI

El Conde è una commedia dark/horror che ipotizza un universo parallelo ispirato alla storia recente del Cile. Il film ritrae Augusto Pinochet, un simbolo del fascismo mondiale, nei panni di un vampiro che vive nascosto in una villa in rovina nella fredda estremità meridionale del continente: nutre il suo desiderio di malvagità al fine di perpetuare la propria esistenza. Dopo duecentocinquanta anni di vita, Pinochet decide di smettere di bere sangue e di abbandonare il privilegio della vita eterna. Non può più sopportare che il mondo lo ricordi come un ladro. A dispetto della natura deludente e opportunistica della sua famiglia, trova una nuova ispirazione per continuare a vivere una vita di passione vitale e controrivoluzionaria attraverso una relazione inaspettata.

COMMENTO DEL REGISTA

Ho trascorso anni immaginando Pinochet nelle vesti di un vampiro, come un essere che non smette di imperversare nella storia, sia nella nostra immaginazione che nei nostri incubi. I vampiri non muoiono, non scompaiono, e nemmeno i crimini e le ruberie di un dittatore che non ha mai affrontato la giustizia. Io e i miei collaboratori volevamo mettere in evidenza la brutale impunità che Pinochet rappresenta. Mostrandolo per la prima volta apertamente, in modo che il mondo potesse cogliere la sua vera natura: vedere il suo volto, respirare il suo odore. Per questo, abbiamo utilizzato il linguaggio della satira e della farsa politica, in cui il Generale soffre di una crisi esistenziale e deve decidere se vale la pena continuare la sua vita come vampiro, bere il sangue delle sue vittime e punire il mondo con il suo male eterno. Un monito allegorico del perché la storia debba necessariamente ripetersi, per ricordarci quanto le cose possono diventare pericolose.

PRODUZIONE/DISTRIBUZIONE

PRODUZIONE: Juan de Dios Larraín, Pablo Larraín, Rocío Jadue – Fabula
Enrique Foster Sur, 356
7550307 – Santiago, Chile

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE: Cai Mason – Netflix

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Cai Mason – Netflix

UFFICIO STAMPA: Netflix
ElConde-Venice@ddapr.com

UFFICIO STAMPA ITALIANA: Federica De Sanctis – Netflix
fdesanctis@netflix.com

 

Recensione di Rossella Pozza: Devo dire subito che l’idea di base della metafora, potentissima, di rappresentare Pinochet e la Tatcher come vampiri che succhiano il sangue dei propri governati, ed il rapporto che li lega, che rappresenta il colpo di scena finale, è assolutamente geniale e vale da sola il prezzo del biglietto, come usa dire. Ma non è tutto. Con questo film Larraìn torna alla sua forma più smagliante. Ci regala un cinema elegantissimo, raffinato, con invenzioni visive superbe, con luci caravaggesche in un pettinato bianco e nero. Scenografie suggestive, gotiche, decadenti. Sublimi prove attoriali, su tutte quella di Alfredo Castro, tutta in sottrazione. Con una ironia impagabile. Echi di Dreyer e Bergman. Ed una frase posta ad esergo finale, fatta pronunciare dalla Tatcher, meravigliosa voce narrante, che è pura poesia: “Se vuoi che qualcosa venga detta, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna!”. Imperdibile.

Valutazione sintetica: 8