ADAGIO, recensione di Catello Masullo

ADAGIO, recensione di Catello Masullo

(credits e sinossi da https://www.labiennale.org/it/cinema/2023/venezia-80-concorso/adagio)

ADAGIO

Venezia 80 Concorso

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Regia: Stefano Sollima
Produzione: The Apartment Pictures (Lorenzo Mieli), AlterEgo (Ludovico Purgatori), Vision Distribution (Massimiliano Orfei)
Durata: 127’
Lingua: Italiano
Paesi: Italia
Interpreti: Pierfrancesco Favino, Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini, Gianmarco Franchini, Francesco Di Leva, Lorenzo Adorni, Silvia Salvatori
Sceneggiatura: Stefano Bises, Stefano Sollima
Fotografia: Paolo Carnera
Montaggio: Matthew Newman (in collaborazione con Silvia De Rose)
Scenografia: Paki Meduri
Costumi: Mariano Tufano
Musica: Subsonica
Suono: Maricetta Lombardo
Effetti visivi: Stefano Leoni (Effetti Digitali Italiani)

 

SINOSSI

Manuel ha sedici anni e cerca di godersi la vita come può, mentre si prende cura dell’anziano padre. Vittima di un ricatto, va a una festa per scattare alcune foto a un misterioso individuo ma, sentendosi raggirato, decide di scappare, ritrovandosi invischiato in questioni ben oltre la sua portata. Infatti i ricattatori che lo inseguono si rivelano essere estremamente pericolosi e determinati a eliminare quello che ritengono uno scomodo testimone e il ragazzo dovrà chiedere protezione a due ex-criminali, vecchie conoscenze del padre.

COMMENTO DEL REGISTA

Dopo le esperienze all’estero, finalmente sono tornato a raccontare la mia città. Roma è cambiata e anch’io. L’ho osservata con occhi diversi percorrendo le sue strade con un altro passo. Un adagio. Questo è il racconto del declino inesorabile, struggente, di tre vecchie leggende della Roma criminale alla ricerca di una redenzione impossibile in un mondo ancora più cinico, caotico e feroce di quello che avevano governato negli anni d’oro. Un mondo che schiaccia relazioni familiari, amichevoli e fraterne senza lasciare altri legami tra gli uomini al di fuori del denaro. Una città governata dal caos, dalla corruzione, dal cinismo e asfissiata dal caldo torrido, devastata dagli incendi e dal buio dei blackout… Ma c’è uno spiraglio di luce. La nuova generazione.

PRODUZIONE/DISTRIBUZIONE

PRODUZIONE 1: Lorenzo Mieli – The Apartment Srl
Via Nicotera, 29
00195 – Roma, Italia
Tel. +39 0698240212
infota@theapartment.it

PRODUZIONE 2: Ludovico Purgatori – AlterEgo Srl
Viale Parioli, 41
00197 – Roma, Itala
Tel. +39 3338407280
info@alteregofilm.it

PRODUZIONE 3: Massimiliano Orfei – Vision Distribution
Via Po, 12
00198 – Roma, Italia
Tel. +39 0699585100
info@visiondistribution.it

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE: Catia Rossi – Vision Distribution
Via Po, 12
00198 – Roma, Italia
Tel. +39 3465125862
catia.rossi@visiondistribution.it

DISTRIBUZIONE ITALIANA/ITALIAN DISTRIBUTION: Laura Mirabella – Vision Distribution
Via Po, 12
00198 – Roma, Italia
Tel. +39 0699585100
laura.mirabella@visiondistribution.it

UFFICIO STAMPA: Alice Sozzi – Woolcan Srl
Via Margutta, 33
00100 – Roma, Italia
Tel. +39 3351368344
info@woolcan.net
Monique Reid, Nora Murray-Smith – Premier
adagio@premiercomms.com

UFFICIO STAMPA ITALIANA: Giancarlo Sozi – Woolcan Srl
Tel. + 39 3356079331
info@woolcan.net
Marinella di Rosa – Vision Distribution
Tel. +39 3357612295
marinella.dirosa@visiondistribution.it

 

Recensione di Catello Masullo: Stefano Sollima conferma tutte le qualità che ne fanno uno dei massimi registi di action crime movie. Dopo una solida esperienza all’estero è tornato in patria, a raccontare la sua Roma. Facendone un ritratto impietoso: una città che distrugge le proverbiali tradizioni di umanità, sacrificate sull’altare del dio denaro, in nome del quale si passa su tutto e tutti, senza eccezioni. Fa da sfondo una Roma alla deriva, apocalittica, devastata da incendi e continui blackout elettrici, con un’aria sempre più irrespirabile. “Adagio” è film di azione, di costruzione precisissima, ma, soprattutto, di monumentali interpretazioni. Tutte, senza eccezioni. Sulle quali giganteggiano quelle di Pierfrancesco Favino, campione indiscusso di linguaggio del corpo, piegato più dai trascorsi che dagli anni, di Toni Servillo, impagabile finto malato di demenza senile, di Valerio Mastandrea ex boss di mala ridotto in casa dalla cecità. Film tosto, con il respiro lungo dei grandi film di Sergio Leone, film di spessore, che non ha nulla da invidiare ai gangster movie di Martin Scorsese.

 

Valutazione sintetica: 7.5/8