LUBO, Recensione di Catello Masullo

LUBO, Recensione di Catello Masullo

(credits e sinossi da https://www.labiennale.org/it/cinema/2023/venezia-80-concorso/lubo)

LUBO

Venezia 80 Concorso

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Regia: Giorgio Diritti
Produzione: Indiana Production (Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Daniel Campos Pavoncelli, Marco Cohen), Aranciafilm (Giorgio Diritti, Francesca Scorzoni), Rai Cinema (Paolo del Brocco), hugofilm features (Christof Neracher), Proxima Milano (Claudio Falconi, Alberto Fusco, Andrea Masera)
Durata: 181’
Lingua: Italiano, Svizzero tedesco, Jenisch
Paesi: Italia, Svizzera
Interpreti: Franz Rogowski, Christophe Sermet, Valentina Bellè, Noemi Besedes, Cecilia Steiner, Joel Basman
Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Fredo Valla
Fotografia: Benjamin Maier
Montaggio: Paolo Cottignola con Giorgio Diritti
Scenografia: Giancarlo Basili
Costumi: Ursula Patzak
Musica: Marco Biscarini
Suono: Patrick Becker
Effetti visivi: Claudio Falconi
Dal romanzo: Il seminatore di Mario Cavatore
Aiuto regia: Federico Nuti

 

SINOSSI

Lubo è un nomade, un artista di strada che nel 1939 viene chiamato nell’esercito elvetico a difendere i confini nazionali dal rischio di un’invasione tedesca. Poco tempo dopo scopre che sua moglie è morta nel tentativo di impedire ai gendarmi di portare via i loro tre figli piccoli, che, in quanto Jenisch, sono stati strappati alla famiglia, secondo il programma di rieducazione nazionale per i bambini di strada (Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse). Lubo sa che non avrà più pace fino a quando non avrà ritrovato i suoi figli e ottenuto giustizia per la sua storia e per quella di tutti i diversi come lui.

COMMENTO DEL REGISTA

La lettura del romanzo Il seminatore di Mario Cavatore mi ha svelato vicende poco conosciute accadute in Svizzera per cinquanta anni, portandomi a riflettere sul senso di giustizia, sulle istituzioni, sul senso dell’educare e dell’amare. Ne è nato il film Lubo, da cui nello svolgersi degli eventi emerge quanto principi folli e leggi discriminatorie generino un male che si espande come una macchia d’olio nel tempo, penetrando nelle vite degli uomini, modificandone i percorsi, i valori, generando dolore, rabbia, violenza, ambiguità… ma anche un amore per la vita e per i propri figli che vuole sopravvivere a tutto e riportare giustizia.

PRODUZIONE/DISTRIBUZIONE

PRODUZIONE 1: Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Marco Cohen, Daniel Campos Pavoncelli – Indiana Production
Via De Amicis, 53
20123 – Milano, Italia
Tel. +39 0286894470
info@indianaproduction.com

PRODUZIONE 2: Giorgio Diritti, Francesca Scorzoni – Aranciafilm
Via Castiglione, 6/2
40124 – Bologna, Italia
Tel. +39 0516569657
info@aranciafilm.com

PRODUZIONE 3: Paolo Del Brocco – Rai Cinema
Piazza Adriana, 12
00193 – Roma, Italia
Tel. +39 0633179601
anna.pomara@raicinema.it

PRODUZIONE 4: Christof Neracher – Hugofilm Features
Zypressenstrasse 76 CH
8004 – Zurigo, Switzerland
Tel. +41 442404077
features@hugofilm.ch

ALTRE COPRODUZIONI: Claudio Falconi Alberto, Fusco Andrea Masera – Proxima Milano
Via XX Settembre, 24
20123 – Milano
Tel. +39 0229060904
production@proximamilano.com

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE: Gaetano Maiorino – True Colours Glorious Films Srl
Largo Italo Gemini, 1
00161 – Roma, Italia
Tel. +39 0637352334
gaetano@truecolours.it

DISTRIBUZIONE ITALIANA: Luigi Lonigro – 01 Distribution
Piazza Adriana, 12
00193 – Roma, Italia
Tel. +39 0633179601
anna.pomara@raicinema.it

UFFICIO STAMPA: Gordon Spragg, Laurin Dietrich, Michael Arnon – WOLF Consultants
Tel. +49 178 547 0179
hello@wolf-con.com
www.wolf-con.com

UFFICIO STAMPA ITALIANA: Giulia Santaroni – Fosforo Press
Via Nicolò Piccolomini, 1
00165 – Roma, Italia
Tel. +39 0683795464
giulia.santaroni@fosforopress.com

 

Recensione di Catello Masullo: Giorgio Diritti fa pochi film (“Il Vento fa il suo Giro” nel 2005, “L’uomo che verrà” nel 2009, “Volevo Nascondermi” nel 2020, che gli hanno procurato 26 premi e 29 nominations) e ci mette molto a prepararli, ma ci ha dimostrato che non ne sbaglia mai uno. Anche per questo “Lubo” si avverte un enorme lavoro di ricerca e di documentazione. Che accende potenti riflettori su vicende poco conosciute, sebbene si siano svolte per oltre un secolo ai nostri confini, nella “civilissima Svizzera”. Dove si è messo in pratica una teorizzazione scientifica di inaccettabile discriminazione verso una parte della propria popolazione, non marginale, una delle più importanti comunità Jenish di Europa. Si è trattato di un vero tentativo di genocidio di queste popolazioni, in parte nomadi, mediante sottrazione violenta dei loro figli, segregati in orfanotrofi o ospedali psichiatrici o affidati a famiglie svizzere dove venivano utilizzati come “animali” da soma. Questo per “spezzare” i legami familiari e per evitare la replicazione della specie. Semplicemente agghiacciante. Specialmente se si pensa che questa brutalità è stata supportata dalle leggi svizzere fino al 1975. La vicenda raccontata da “Lubo”, tutto questo ci fa (finalmente) sapere. Con un film di altissima qualità cinematografica in tutti gli aspetti. Soprattutto con una efficacissima costruzione drammaturgica, che fa montare, lentamente, ma in modo incessante, l’angoscia, il groppo alla gola e l’indignazione dello spettatore, fino ad una vera esplosione, anche sonora, verso il finale, che è il vero colpo di scena. Di enorme impatto emotivo ed artistico. Imperdibile.

 

Valutazione sintetica: 9