HOW TO HAVE SEX recensione di Catello Masullo

 

HOW TO HAVE SEX recensione di Catello Masullo

 

HOW TO HAVE SEX

REGNO UNITO 2023

Sinossi: Tre adolescenti britanniche trascorrono la loro vacanza bevendo, andando in discoteca e facendo amicizia in quella che dovrebbe essere la migliore estate della loro vita. Mentre danzano per le strade assolate di Malia, si ritrovano a navigare nelle complessità del sesso, del consenso e della scoperta di sé. Un ritratto dolorosamente familiare della gioventù e di come le prime esperienze sessuali dovrebbero (o non dovrebbero) avvenire.

SCHEDA FILM

Regia: Molly Manning Walker

Attori: Mia McKenna-Bruce – Tara, Shaun Thomas – Badger, Lara Peake – Skye, Enva Lewis – Em, Samuel Bottomley – Paddy, Laura Ambler – Paige

Sceneggiatura: Molly Manning Walker

Fotografia: Nicolas Canniccioni

Montaggio: Fin Oates

Durata: 98

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Produzione: HERETIC, WILD SWIM, FILM4, BFI, U-MEDIA, HEADGEAR FILMS, METROL TECHNOLOGY

Distribuzione: TEODORA, MUBI

NOTE

– VINCITORE DELLA SEZIONE ‘UN CERTAIN REGARD’ AL 76. FESTIVAL DI CANNES (2023).

 

Recensione di Catello Masullo: Opera di esordio di Molly Manning Walker, trionfatrice a Cannes nella sezione “Un certain regard” e scelta come film d’apertura alla sezione autonoma della Festa di Roma “Alice nella Città”. Il film è suddiviso nettamente in due parti. Una prima parte, del tutto preponderante per durata ed insistenza, in cui tutto è eccessivo, i colori da Disneyland, il volume assordante della musica da discoteca ad una sola nota (hunz, hunz), l’alcol, il sesso, i giochini di un divertimentificio demenziale ed osceno (di dubbio gusto), i movimenti della macchina a mano (al limite del mal di mare). La seconda parte è invece più cupa, anche nei colori, più riflessiva ed introspettiva. E solleva temi alti come quello del consenso, della mancanza di gentilezza, di empatia, di rispetto. Questa seconda parte è troppo soverchiata dalla prima per un giudizio complessivo più aderente al successo di Cannes, che appare, per questo, in definitiva, sovrastimato.

Curiosità, ho chiesto alla regista: “un altro aspetto riguarda i due protagonisti maschili. Quello che corteggia per primo la protagonista è descritto come il più gentile e sensibile. Ma alla fine la spunta il suo amico, quello più arrogante, figo e sciupafemmine. C’è qualcosa di darwiniano in questa dicotomia, oppure è solo una rappresentazione della vita reale?”. La risposta (poco convincente, dovessi dire) di Molly Manning Walker: “non credo di essere così intelligente da aver creato i personaggi in questa maniera. Nessuno ammeterà di riconoscersi. Forse di più in Badger, che nonostante sia più gentile e sensibile, quando serve non c’è e permette al suo amico di fare quello che fa. La mia speranza è che possa indirizzare altre persone che prendano posizione in una situazione del genere”.

Valutazione Sintetica: 6.5/7