IO, NOI E GABER, Recensione di Rossella Pozza

IO, NOI E GABER, Recensione di Rossella Pozza

(credits e sinossi da cinematografo.it)

IO, NOI E GABER

ITALIA 2023

Sinossi: Girato tra Milano e Viareggio, nei luoghi della vita di Giorgio Gaber, protagonista assoluto di una delle pagine più preziose dello spettacolo italiano, dalla musica leggera al teatro canzone. Un viaggio intimo ed esclusivo. Da una parte la storia più privata attraverso le parole della figlia e delle persone storicamente a lui più vicine. Dall’altra, un racconto corale di grandi personaggi ed artisti che lo hanno vissuto e amato negli anni. Ognuno di loro attraverserà, a suo modo, l’Italia per raggiungere uno dei teatri storici milanesi più cari al SignorG: il Teatro Lirico Giorgio Gaber. A vent’anni dalla scomparsa il primo docufilm ufficiale su Giorgio Gaber. Prodotto da Atomic s.r.l. in coproduzione con RAI Documentari e in associazione con Istituto Luce

Regia: Riccardo Milani

Colore: C

Genere: DOCUMENTARIO

Distribuzione: LUCKY RED

Data uscita: 2023-11-06

Durata: 135’

NOTE

– TESTIMONIANZE DI CLAUDIO BISIO, FRANCESCO CENTORAME, OMBRETTA COLLI. IVANO FOSSATI, DALIA GABERSCIK, RICKY GIANCO, GINO & MICHELE, PAOLO JANNACCI, LORENZO JOVANOTTI, MOGOL, VINCENZO MOLLICA, GIANNI MORANDI, MASSIMILIANO PANI.

 

Recensione di Rossella Pozza: E’ piuttosto raro che ad un Festival maggiore si registrino numerosi applausi a scena aperta ad un film documentario. È accaduto alla presentazione alla 18esima Festa del Cinema di Roma, oggi, 22 ottobre, in una sala Sinopoli stracolma. Il film, preceduto dalla introduzione del presidente della Festa, Gian Luca Farinelli, e di Corrado Augias, ha suscitato vere e ripetute ovazioni da parte di un pubblico galvanizzato, che ha perfino accompagnato con un battimani ritmato la celebre canzone di Gaber “Io non mi sento italiano”, sui titoli di coda, che si è trasformato in un prolungato applauso al regista Riccardo Milani e ai numerosi testimonial intervenuti. Il film ha una impostazione classica, interviste alternate a filmati di repertorio.  Milani, da grande cineasta, ha scelto bene nell’immensa documentazione disponibile, ed ha restituito un ritratto di Giorgio Gaber completo, dell’uomo, dell’artista, e del pensatore/filosofo che tanto ha influenzato il pensiero di più di una generazione di italiani, ai quali sono arrivati i suoi stimolanti spunti di riflessione, spesso scomodi e urticanti. È stato ben messo in luce il coraggio di Gaber nell’abbandonare volontariamente la tv, all’apice della sua popolarità, per creare/inventare un nuovo genere, il teatro/canzone, per far pensare, più che per intrattenere. Unica pecca, se così si potesse definire, la mancanza di sottotitoli/cavaliere per indicare gli illustri intervistati, man mano che si alternano sullo schermo (vengono indicati solo nei titoli di coda). Potrebbe essere un ostacolo alla migliore fruizione da parte delle giovani generazioni, cui questo ritratto di un monumento della cultura italiana del secolo scorso andrebbe indirizzato, per una doverosa ed attualissima riscoperta.

Curiosità, alla conferenza stampa di presentazione, in qualità di direttore responsabile di QUI CINEMA, mi sono pubblicamente rivolta alla figlia di Giorgio Gaber, per portare una mia testimonianza: “credo che la parola per suo padre più importante fosse libertà. Ero con lui a una cena a Forte dei Marmi, era già malato. Gli chiesero “come mai tua moglie si candida con questo partito”? E lui rispose che si trattava di una espressione della libertà di sua moglie”.  Questo il commento di Dalia Gaberscik: “grazie del ricordo. Ci mancherebbe che non fosse stata libera e che lui le impedisse di fare qualcosa”.

 

Valutazione Sintetica: 7.5/8