IL CINEMA E’ L’ARMA PIU’ POTENTE PER LE EMOZIONI E PUO’ AIUTARE NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, di Catello Masullo

IL CINEMA E’ L’ARMA PIU’ POTENTE PER LE EMOZIONI E PUO’ AIUTARE NELLA LOTTA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Catello Masullo

 

Da oltre due anni il Rotary Club Roma Cassia, di cui mi onoro far parte, è impegnato nel PROGETTO PR.I.MA (PRevenzione Intervento contro il MAltrattamento) (prevenzione della violenza di genere), in collaborazione con CAM Roma Onlus e Music Theatre International – M.Th.I. ETS. Mi è stato chiesto come il cinema potesse aiutare l’azione di sensibilizzazione che con il Progetto si sta facendo presso le scuole e la società civile. Ho quindi realizzato una antologia cinematografica formata con spezzoni di film inerenti all’argomento. Con uno sguardo particolare, che esclude totalmente le scene di violenza fisica propriamente detta. Sia perché le immagini con le quali veniamo bombardati quotidianamente contengono una quantità tale di violenza da averci totalmente assuefatti, sia per consentire un uso del filmato in ambito scolastico, anche alla presenza di minori. Ho provato a rivolgere lo sguardo piuttosto sul “dopo”, sugli effetti che la violenza lascia sulla vita e sulla psiche delle vittime, il più delle volte effetti devastanti. Come d’abitudine nella compilazione di antologie cinematografiche ho effettuato personalmente la scelta dei film (tranne che per due film, come esplicito di seguito) e dei brani estratti, nonché il montaggio. Ho provato a mettere assieme alcune delle varie forme di violenza, quelle più paradigmatiche, come vado di seguito ad indicare ed a contestualizzare, film per film.  Le musiche dei titoli sono quelle del più bel requiem che sia stato mai composto, quello di Mozart. Il filmato, il cui titolo auto esplicativo è “Violenza sulle donne in celluloide”, viene presentato per la prima volta in pubblico nei giorni 5 e 6 dicembre 2023 al Cinema Caravaggio di Roma, con un evento speciale della programmazione del Cinecircolo Romano, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

 

 

  1. LA VIOLENZA SULLE DONNE IN CELLULOIDE PIU’ SCIENTIFICAMENTE SPIEGATA:

IL POPOLO DELLA DONNE, (Yuri Ancarani)

Mostra di Venezia 2023: Lectio Magistralis della Prof.ssa Marina Valcarenghi, Uno dei massimi esperti di violenza di genere.

Ad esergo iniziale un brano che ci aiuta a capire le cause profonde di questo esecrando fenomeno che registra record davvero poco commendevoli: la violenza sulle donne è l’unico reato penale che non diminuisce nel tempo come tutti gli altri, ma, in controtendenza, resta costante nel tempo, con tendenze all’aumento. La spiegazione della professoressa Valcarenghi è semplice quanto convincente: dal 1946 al 1976, in soli 30 anni, si è verificata una vera rivoluzione copernicana in materia di emancipazione femminile: la possibilità per le donne di votare e di essere elette, la parità legislativa con l’uomo, l’apertura alle donne di tutte le professioni, la possibilità di interruzione volontaria della gravidanza e di divorziare, ecc. Troppo tardi (a causa del fascismo) e troppo in fretta. Si possono cambiare rapidamente le leggi, ma è difficile cambiare la cultura patriarcale stratificata in tremila anni di storia che pervade largamente il comune sentire, sia maschile che femminile. Alcuni uomini, i più fragili, non riescono a sopportare che una donna possa essere libera ed autonoma, che possa autodeterminarsi, che possa essere più brava di loro, sia negli studi che nel lavoro, arrivando così a posizioni apicali, dalle quali può (perfino e addirittura…) comandare su di loro.  La fragilità si trasforma in paura e porta alla violenza. Se la paura arriva a diventare panico, porta al femminicidio. Illuminante.

Quando ho cominciato il montaggio “Il Popolo delle Donne” non era stato ancora distribuito, ma mi aveva fatto una tale impressione alla Mostra di Venezia di questo anno da considerarlo irrinunciabile per la specie. Ho quindi chiamato al telefono il regista, l’amico Yuri Ancarani, chiedendogli se avesse potuto estrarre lui il brano che mi interessava e se me lo avesse potuto inviare. Devo ringraziarlo pubblicamente, perché da grande professionista ha subito capito da una mia fugace descrizione telefonica esattamente quale era il brano richiesto e me lo ha fatto avere nel giro di 24 ore.

 

  1. PIU’ DOMINATRICE: UNA FEMMINA (Francesco Costabile) 2022

IN CONCORSO AL 72. FESTIVAL DI BERLINO (2022), SEZIONE PANORAMA.
– CANDIDATO AI 67. DAVID DI DONATELLO (2022) PER MIGLIORE ESORDIO ALLA REGIA. MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA DELLA CRITICA SNCCI ALLA XIX EDIZIONE DEL PREMIO CINEMA GIOVANE & FESTIVAL DELLE OPERE PRIME DEL CINECIRCOLO ROMANO.

Francesco Costabile, al suo esordio, ci racconta mirabilmente il mondo arcaico e belluino della ‘ndrangheta calabrese, fondato sul dominio assoluto dell’uomo sulla donna, sulla prevaricazione violenza, fino alla uccisione della donna che osasse ribellarsi alle leggi immutabili dell’ordine eterno e costituito.

 

  1. PIU’ MATERNA: LA SCONOSCIUTA (Giuseppe Tornatore) (2006)

‘PREMIO BLOCKBUSTER’ AL MIGLIOR FILM DELLA SEZIONE ‘PREMIÈRE’ ALLA I^ EDIZIONE DI ‘CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA’ (2006).
– NASTRO D’ARGENTO 2007 PER MIGLIOR FILM, REGIA, MUSICA E ATTORE NON PROTAGONISTA (ALESSANDRO HABER, PREMIATO ANCHE PER “LE ROSE DEL DESERTO”). IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR SCENEGGIATURA, ATTRICE NON PROTAGONISTA (CLAUDIA GERINI), COSTUMI E SONORO IN PRESA DIRETTA (GILBERTO MARTINELLI).
– VINCITORE DI 5 DAVID DI DONATELLO 2007: MIGLIOR FILM, MIGLIORE REGIA, ATTRICE NON PROTAGONISTA (KSENIYA RAPPOPORT), FOTOGRAFIA, MUSICA.
– HA RAPPRESENTATO L’ITALIA AGLI OSCAR 2008 PER IL MIGLIOR FILM STRANIERO.

Dal genio di Giuseppe Tornatore una particolare forma di violenza, tra le più dilanianti, quella di costringere delle giovani donne rese schiave a prostituirsi, restare incinte, dare alla luce un figlio che verrà subito loro sottratto per essere venduto al mercato nero. Al ritmo di uno all’anno, per dieci anni e più.

 

  1. PIU’ SCARNIFICANTE: PRIMO AMORE (Matteo Garrone) (2004)

ORSO D’ARGENTO PER LE MIGLIORI MUSICHE ALLA ‘BANDA OSIRIS’ AL 54MO FESTIVAL DI BERLINO (2004).
– DAVID DI DONATELLO 2004 PER LA MIGLIOR MUSICA ALLA ‘BANDA OSIRIS’.
– GLOBO D’ORO 2004 PER LA MIGLIOR MUSICA ALLA ‘BANDA OSIRIS’ E COME ATTRICE RIVELAZIONE A MICHELA CESCON.
– NASTRO D’ARGENTO 2005 PER LA MIGLIOR MUSICA ALLA ‘BANDA OSIRIS’.

La perversione tossica di un uomo che dopo aver corteggiato e conquistato una donna la costringe con una perfida violenza morale e con sottili ricatti emotivi a conformarsi al suo ideale di bellezza anoressica e scheletrica, negandole il cibo, fino a scarnificarla facendola ridurre ad un mucchietto di ossa con pelle intorno.  

 

  1. PIU’ BESTIALE: LA BESTIA NEL CUORE (Cristina Comencini)

COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE A GIOVANNA MEZZOGIORNO ALLA 62MA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI VENEZIA (2005).
– VINCITORE DEL NASTRO D’ARGENTO 2006 PER: PRODUTTORE (RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI), ATTRICE NON PROTAGONISTA (ANGELA FINOCCHIARO), FOTOGRAFIA. IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER: REGIA, ATTRICE PROTAGONISTA, ATTORE NON PROTAGONISTA (GIUSEPPE BATTISTON), MONTAGGIO, SCENOGRAFIA.
– NOMINATIONS OSCAR 2006: MIGLIOR FILM STRANIERO.
– VINCITORE DEL DAVID DI DONATELLO 2006 COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (ANGELA FINOCCHIARO).
– IL FILM ERA STATO CANDIDATO AL DAVID DI DONATELLO 2006 ANCHE PER: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (GIOVANNA MEZZOGIORNO), ATTRICE NON PROTAGONISTA (STEFANIA ROCCA), MONTAGGIO, FONICO DI PRESA DIRETTA, EFFETTI SPECIALI VISIVI (FRANCESCO SABELLI), DAVID GIOVANI.
– IL FILM ERA STATO INIZIALMENTE VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI. LA REVISIONE MINISTERIALE DEL SETTEMBRE 2005 HA ELIMINATO IL DIVIETO.

Dal tocco sensibile di Cristina Comencini l’emergere dirompente di un ricordo di violenza carnale familiare degli anni di infanzia, seppellito per decenni da una mente che lo aveva sprofondato nei meandri oscuri e profondi di un indicibile dolore.

 

  1. PIU’ CONTROLLANTE: L’UOMO INVISIBILE (Leigh Whannell) (2020)

REMAKE DEL FILM OMONIMO DIRETTO NEL 1933 DA JAMES WHALE. IL FILM FA PARTE DELLA SERIE “DARK UNIVERSE” CHE RIPORTA SULLO SCHERMO I CLASSICI MOSTRI DELLA UNIVERSAL PICTURES.

Un esempio paradigmatico di controllo tossico e paranoico di un uomo su una donna.

 

  1. PIU’ INCESTUOSA: IL COLORE VIOLA (Steven Spielberg) (1985)

IL ROMANZO DA CUI E’ TRATTO IL FILM HA VINTO IL PREMIO PULITZER (1983).
– GOLDEN GLOBE 1986 A W. GOLDBERG COME MIGLIOR ATTRICE DI UN FILM DRAMMATICO.
– NASTRO D’ARGENTO 1987 COME MIGLIOR FILM STRANIERO.

“Spielberg touch” per la storia tragica di una bambina ripetutamente violentata e messa incinta dal padre al fine di vendere per pochi spiccioli, ogni volta, il frutto dell’infamia.

 

  1. PIU INFANTILE: LA SPOSA BAMBINA (Khadija Al-Salami) (2015)

IL FILM E’ SOSTENUTO DA AMNESTY INTERNATIONAL, CHE HA SCELTO DI LEGARSI AL PROGETTO A SUPPORTO DELLA PROPRIA CAMPAGNA “MAI PIÙ SPOSE BAMBINE”.

Altra forma di inaccettabile violenza sulle donne, largamente praticata, per giunta legalmente, in molti paesi del mondo, costringere bambine a sposarsi in ancora tenera età.  

 

  1. PIU’ OBBEDIENTE: LIBERE, DISOBBEDIENTI, INNAMORATE

(Maysaloun Hamoud) (2016)

I consigli di una estetista a giovani donne affinché si conformino alla totale obbedienza agli uomini.

 

  1. PIU’ SOTTRATTIVA: MAGDALENE (Peter Mullan) (2002)

LEONE D’ORO ALLA 59MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2002).

PREMIO DISCOVERY ATTRIBUITO AI REGISTI ESORDIENTI.

Di straziante violenza la sottrazione forzata del figlio di una ragazza madre da parte di un sistema religioso e sociale oppressivo e razzista, con il totale avallo dei genitori della ragazza.

 

  1. PIU’ UMILIANTE: SOTTO ACCUSA (Jonathan Kaplan) (1988)

OSCAR PER MIGLIOR ATTRICE (JODIE FOSTER) (1988).

DAVID DI DONATELLO 1989 PER MIGLIORE ATTRICE STRANIERA A JODIE FOSTER.

Una grande prestazione attoriale di Jodie Foster per raccontare la umiliazione di chi ha subito violenza di branco e viene messa sotto accusa per i suoi “facili costumi”. Classico ribaltamento maschilista da accusatrice ad accusata.

 

  1. PIU’ INVIDIOSA: TONYA (Craig Gillespie) (2017)

SELEZIONE UFFICIALE ALLA XII EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2017).
– GOLDEN GLOBE 2018 A ALLISON JANNEY COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR FILM MUSICAL/COMMEDIA E ATTRICE PROTAGONISTA (MARGOT ROBBIE).
– OSCAR 2018 AD ALLISON JANNEY COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (MARGOT ROBBIE) E MONTAGGIO.

Non sempre sono gli uomini ad architettare una violenza su una donna. La mandante può anche essere un’altra donna, invidiosa dei suoi successi. È quello che succede ad una eccellente pattinatrice su ghiaccio americana (storia vera) cui vengono rotte le gambe per consentire alla sua fedifraga rivale di primeggiare.

 

 

  1. PIU’ PERVERSA: VELLUTO BLU (David Linch) (1986)

CANDIDATO ALL’OSCAR PER LA MIGLIOR REGIA.

La maestria di David Linch tocca alti vertici espressivi nel raccontare la perversione violenta di cui è vittima una dolente Isabella Rossellini.

 

  1. PIU’ SPIETATA: BORDERTOWN (Gregory Nava) (2005)

IN CONCORSO AL 57MO FESTIVAL DI BERLINO (2007).

Denuncia vibrante di un fenomeno sommerso quanto spaventoso e terrificante che accade alle donne migranti al confine tra Messico ed USA, rapite, sfruttate, violentate, brutalizzate ed uccise.

 

 

  1. PIU’ ACCUSATRICE: PROCESSO PER STUPRO (Loredana Rotondo, Rony Daopulo, Paola De Martis, Annabella Miscuglio, Maria Grazia Belmonti, Anna Carini- 1979)

Filmato storico che è una pietra miliare: il primo processo di stupro interamente filmato dalla Rai, a Latina, e trasmesso in TV nel 1979. La storia di uno stupro di gruppo come tanti altri (un adulto sposato, conosciuto da tempo da una ragazza diciottenne, che proprio per questa consuetudine non aveva il minimo sospetto dei suoi propositi, la attira in un casolare con la scusa di presentarla a dei soci che la volevano assumere come segretaria, trova invece 4 carnefici che la stuprano a turno, ripetutamente. Arrestati confessano, ma poi, imbeccati dai rispettivi avvocati, ritrattano e dichiarano che si trattava di sesso consenziente a pagamento, seppure mai pagato). La storia di un processo come tanti, in cui un ignobile sistema giudiziario/culturale/maschilista, trasforma la vittima in imputata. Fino ad arrivare a concedere tutte le attenuanti possibili ed a comminare pene detentive risibili, nell’ambito della condizionale, e scarcerare immediatamente tutti gli imputati. Tutto scandalosamente agghiacciante. Anche la sguaiata difesa delle madri degli stupratori, tutti e quattro padri di famiglia, a riprova che non basta cambiare le leggi se non si cambia la cultura millenaria di cui è pervasa il senso comune.  

 

  1. PIU’ POSSESSIVA: MIA (Ivano De Matteo – 2023)

Ivano De Matteo è un analista attento e spietato dei rapporti familiari, ed in particolari di quelli tra genitori e figli, come, ad esempio nei precedenti “Gli Equilibristi” e “I Nostri Ragazzi”. I suoi film sono sempre ad altissimo tasso di “verità”. Nulla stride, nulla è inverosimile, nulla è fuori posto. I suoi film sono sempre crudi, disperati, scioccanti, di forte presa empatica sullo spettatore. Straordinaria la precisione, da entomologo del sentimento, delle prime emozioni amorose, con cui in “Mia” rappresenta la metamorfosi di autoannullamento, per uniformarsi alla volontà del ragazzo possessivo, di cui si è invaghita con un colpo di fulmine, della 15-enne Mia (una sorprendente Greta Gasbarri). E ugualmente convincente è il racconto dell’impatto devastante che ha sui genitori di Mia questa storia paradigmatica, frutto di una cultura individualista che non porta l’uomo a considerare la donna “come sé stesso”, cioè “altro da sé” e quindi degna di rispetto, ma come “sua” e quindi “altra per sé”, smettendo di essere soggetto e diventando oggetto che si può possedere.

Devo ringraziare Franz Martinelli, del Rotary Club Roma Cassia, per la segnalazione di questo film.

 

  1. PIU’ TRAMANDATA E TEORIZZATA: C’E’ ANCORA DOMANI (Paola Cortellesi – 2023)

Dal capolavoro assoluto, opera di esordio alla regia di Paola Cortellesi, uno “Stradivari” dell’arte recitativa italiana,  campione di incassi 2023, ho tratto la breve scena che vede il padre sofferente, Giorgio Colangeli, impartire al figlio, Valerio Mastandrea (entrambi magistrali nelle rispettive interpretazioni) gli insegnamenti paterni su come “picchiare la propria moglie”. Per tramandare una antica tradizione e per teorizzare nel dettaglio la tecnica per ottenerne il massimo effetto. La “lezione” paterna, si conclude con l’auspicio che la nuora, la stessa Paola Cortellesi, imparti a non rispondere, impari a “tenere la bocca chiusa”. Anticipando, significativamente, la magistrale e sorprendente scena di chiusura del film.

 

18. PIU’ REVENGE PORN: UN PROFESSORE EPISODIO 8, GUY DEBORD ( Alessandro D’Alatri – 2021)

La (prima) serie TV “Un Professore” ha avuto un tale successo nel 2021 che alla fine 2023 è andata in onda la seconda serie. Il professore del titolo è interpretato da Alessandro Gassmann. Un professore di filosofia empatico, fuori dagli schemi (ed a volte anche fuori dalle regole: se una sua studentessa è devastata per essere stata lasciata dal ragazzo, fa la cosa più vietata e che invece è la più umana ed efficace, l’unica cosa da fare, la consola con un abbraccio paterno). È il professore saggio, bonario, comprensivo ed amichevole che tutti avremmo voluto avere (e che forse qualcuno ha realmente e fortunatamente avuto) e che vorremmo per i nostri figli o nipoti. Non si vedono solo nei film. Ce ne sono, ed anche tanti, pure nella vita reale. Se vi capita di leggere il Corriere della Sera del lunedì trovate sempre in basso a sinistra un articolo di Alessandro D’Avenia, a sua volta professore di filosofia, che incarna proprio questo tipo di insegnante delle superiori. Tornando alla serie “Un Professore”, che ad ogni puntata propone un diverso filosofo, alla ottava, dedicata a Guy Debord, tratta di un classico caso di “revenge porn”. Un fenomeno odioso, sempre più diffuso nell’era dei social. Lo tratta in modo molto brillante e delicato. Con una proposta del professore che crea l’effetto “rete”, tra maschietti e femminucce, che è forse uno dei modi più efficaci per affrontare la vasta tematica della violenza sulle donne.

Devo ringraziare Mariella Bontà del Rotary Club Roma Cassia per avermi segnalato la serie (anche se il suo non ricordare quale fosse l’episodio giusto mi ha inflitto la “punizione”… di vedere di filato, in 12 ore, tutte le puntate su Rai Play, per individuarlo).