THE OLD OAK recensione di Catello Masullo

 

THE OLD OAK recensione di Catello Masullo

(sinossi e credits da MYMOVIES E ANTONIOGENNA.NET)

 

THE OLD OAK

REGNO UNITO, FRANCIA, BELGIO 2023

Sinossi: Il futuro dell’ultimo pub rimasto, The Old Oak in un villaggio dell’Inghilterra nord-orientale, dove la gente sta lasciando la terra mentre le miniere sono chiuse. Le case sono economiche e disponibili, il che la rende un luogo ideale per i rifugiati siriani.

Regia: Ken Loach

Attori: 

PERSONAGGI INTERPRETI DOPPIATORI
TJ BALLANTYNE Dave Turner AMBROGIO COLOMBO
YARA Ebla Mari ROISIN NICOSIA
LAURA Claire Rodgerson LAURA ROMANO
CHARLIE Trevor Fox ANTONIO SANNA
VIC Chris McGlade ALBERTO BOGNANNI
EDDY Col Tait ALESSIO CERCHI
GARRY Jordan Louis GABRIELE SABATINI
ERICA Chrissie Robinson  
TONY Jake Jarratt ALEX POLIDORI
JAFFA CAKE Chris Gotts STEFANO THERMES
MAGGIE Jen Patterson MIRTA PEPE
ARCHIE Arthur Oxley  
JOE Joe Armstrong GUIDO SAGLIOCCA
MICKY Andy Dawson  
TOMMY Maxie Peters  
TANIA Debbie Honeywood  
ROCCO Neil Leiper PAOLO VIVIO
AGENTE IMMOBILIARE Micky McGregor STEFANO STARNA
MOLLY   ALESSANDRA GRADO

Sceneggiatura: Paul Laverty

Fotografia: Robbie Ryan

Musiche: George Fenton

Montaggio: Jonathan Morris

Scenografia: Fergus Clegg

Durata: 113

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Produzione: REBECCA O’BRIEN

Distribuzione: LUCKY RED

Data uscita: 2023-11-16

 

Recensione di Catello Masullo: Ken Loach fa parte della splendida schiera dei grandi novantenni del cinema che non sbaglia mai un film. Ad 87 anni suonati, assieme al suo fido sceneggiatore di sempre, Paul Laverty, continua a sfornare, con inossidabile continuità, pregevoli film di impegno sociale. I quali, in modo militante, combattono le patenti ed inaccettabili ingiustizie di una modernità sempre più inumana, per lottare per un mondo come dovrebbe essere, un mondo migliore (“Ogni volta dobbiamo sempre dare la colpa a qualcuno… e guardiamo a quelli più in basso di noi, per poterli calpestare meglio!”, ammonisce, significativamente, nel film il protagonista Dave Turner all’(ex-)amico Trevor Fox, per combattere la deriva della crescente lotta tra poveri che provoca lacerazioni sociali e sbandate populiste e razziste). Già solo questo sarebbe rimarchevole e commendevole, nel continuo anelito del mettere al centro della attenzione la dignità del singolo essere umano.  Ma non è solo questo. Ken Loach fa anche, e soprattutto, dei grandi film dal punto di vista squisitamente dell’arte cinematografica. Ci regala l’ennesimo capolavoro di profonda umanità, che ti sovrasta, ti annichilisce, ti fa restare senza fiato con un indicibile groppo alla gola, facendo vibrare, forte, le corde dell’anima. Grazie ad una messa in scena impeccabile. Grazie ad attori insuperabili (di scuola inglese, la migliore del mondo). Grazie ad una sapienza, ad una artigianalità, e ad un‘arte immense. Ha dichiarato che questo è il suo ultimo film. Lo aveva detto per i suoi ultimi film. E, come altri grandi vecchi del cinema, non riesce a stare lontano dalla macchina da presa (guardate che capolavoro è “Il Ragazzo e l’Airone”  di Hayao Miyazaki, dopo oltre 10 anni di inattività per dichiarato ritiro). Quindi speriamo vivamente che anche Ken Loach venga meno al suo proposito e continui a darci tante altre emozioni cinefile. Più che una speranza speriamo che sia una certezza. D’altronde, da una “vecchia quercia” come lui…  Da non perdere.

Valutazione Sintetica: 9