I PECCATORI, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

I PECCATORI, RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Credits e sinossi da cinematografo.it e AntonioGenna.net

 

I peccatori

Sinners

USA 2025

Sinossi: Cercando di lasciarsi alle spalle le loro vite travagliate, due fratelli gemelli tornano nella loro città natale alla ricerca di un nuovo inizio, ma lì scopriranno che un male ancora più grande è pronto ad accoglierli nuovamente.

Regia: Ryan Coogler

Attori: 

PERSONAGGI INTERPRETI DOPPIATORI
ELIJAH ‘SMOKE’ MOORE Michael B. Jordan SIMONE CRISARI
ELIAS ‘STACK’ MOORE Michael B. Jordan SIMONE CRISARI
MARY Hailee Steinfeld MARTINA FELLI
SAMMIE MOORE Miles Caton FABRIZIO DE FLAVIIS
SAMMIE da anziano Buddy Guy BRUNO ALESSANDRO
REMMICK Jack O’Connell GABRIELE SABATINI
ANNIE Wunmi Mosaku VALENTINA STREDINI
PEARLINE Jayme Lawson LUISA D’APRILE
CORNBREAD Omar Benson Miller  
DELTA SLIM Delroy Lindo ALESSANDRO ROSSI
GRACE CHOW Li Jun Li  
JEDIDIAH MOORE Saul Williams ALESSANDRO BALLICO
BO CHOW Yao  
JOAN Lola Kirke  
BERT Peter Dreimanis RAFFAELE CARPENTIERI
LISA CHOW Helena Hu  
HOGWOOD David Maldonado ROBERTO STOCCHI
RUTHIE Andrene Ward-Hammond  
CHAYTON Nathaniel Arcand  
BEATRICE Tenaj L. Jackson  
JACOB Nicoye Banks  

Sceneggiatura: Ryan Coogler

Fotografia: Autumn Durald Arkapaw

Musiche: Ludwig Göransson

Montaggio: Michael P. Shawver

Durata: 137’

Colore: C

Produzione: WARNER BROS., PROXIMITY MEDIA

Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES

Data uscita: 2025-04-17

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO: Qualcosa si deve essere rotto nel meccanismo di attribuzione delle nominations ai premi cinematografici più ambiti, gli Oscar. “I peccatori” ha avuto 16 nominations (miglior film, miglior regista a Ryan Coogler, miglior attore protagonista a Michael B. Jordan,  miglior attore non protagonista a Delroy Lindo, miglior attrice non protagonista a Wunmi Mosaku, miglior sceneggiatura originale a Ryan Coogler, miglior fotografia a Autumn Durald Arkapaw, miglior scenografia a Hannah Beachler e Monique Champagne, migliori costumi a Ruth E. Carter, migliori trucco e acconciatura a Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry, migliori effetti speciali a Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean, miglior montaggio a Michael P. Shawver, miglior sonoro a Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker, miglior colonna sonora originale a Ludwig Göransson, miglior canzone originale a Raphael Saadiq e Ludwig Göransson (per I Lied to You), miglior casting a Francine Maisler). Mai prima nella storia degli Oscar un film nel aveva avute tante, seguono in classifica, con 14 nominations La La Land (2016), Titanic (1997),  Eva contro Eva (1950), e con 13 nominations Via col vento (1939), Da qui all’eternità (1953), Mary Poppins (1964), Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966), Forrest Gump (1994), Shakespeare in Love (1998), Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello (2001), Chicago (2002), Il curioso caso di Benjamin Button (2008), La forma dell’acqua – The Shape of Water (2017), Oppenheimer (2023), Emilia Pérez (2024), Una battaglia dopo l’altra (2025). Il film quando è uscito in Italia, ad aprile del 2025, mi era scappato, lo confesso. E, d’altra parte, non aveva destato alcun scalpore, dato che in Italia ha di poco superato un milione di euro di incasso (1.289.743 €, per l’esattezza, contro un incasso globale di 367.953.537 $). Dopo questa più che straordinaria incetta di nominations, non potevo non recuperarlo. Aspettandomi un “filmone”, non dico alla “Via col Vento”, ma almeno nei dintorni. E, invece, non senza delusione, devo notare che si tratta di un film tra il decente e il buono, ma lontano dalle assolute eccellenze. Sin dall’esergo iniziale, con la voce fuori campo, il film prova ad immergere lo spettatore nelle sue atmosfere: “Ci sono leggende su persone con il dono di rendere la musica così vera da squarciare il velo tra la vita e la morte, evocando spiriti del passato e del futuro. Nell’antica Irlanda erano chiamati Phylé, nelle terre dei Chokto venivano chiamati custodi del fuoco e nell’Africa occidentale si chiamavano Griot. Questo dono può portare guarigione in quelle comunità, ma anche attrarre i demoni”. Una frase programmatica e rivelatrice della storia. E anche anticipatrice del piano sequenza più spettacolare e visionario, nel quale, durante la tradizionale festa da ballo, al “juke joint”, numeri di musica nera del passato, del presente e del futuro si ibridano e convivono. Il film è scritto e diretto dal quarantenne Ryan Coogler, arrivato al quinto film, dopo “Fruitvale Station”, “Creed” e la mini saga Marvel “Black Panther” e “Wakanda Forever”. Come per tutti i film precedenti, il suo attore feticcio e protagonista è Michael B. Jordan, il quale in “I Peccatori” arriva a duplicarsi, interpretando i due gemelli Smoke e Stack. Girato in 70mm Panavision e Imax, ambientato nel razzista Mississippi degli anni ’30, è un film manicheo, in cui i neri sono eroi buoni e i bianchi sono mostri cattivi, vampiri che propugnano di trasformare tutti in loro simili per un ingannevole futuro di eterna e fraterna convivenza, ma, di fatto “succhiando” l’anima e annullando il portato della cultura dei neri. Il Film non brilla per originalità nella struttura, che sembra molto debitrice a quella di “Dal tramonto all’alba” di Tarantino-Rodriguez, senza però uguagliarne lo spessore cinematografico. Si può vedere, ma 16 nominations agli Oscar sembrano più frutto del senso di colpa dei bianchi wasp per le nefandezze del razzismo che dei reali meriti. In ogni caso troppe, come i 137 minuti di durata.

Curiosità: Agli amanti del blues consiglio di non alzarsi ai primi titoli di coda, ma di aspettare che scorrano tutti (lo si dovrebbe fare per tutti i film), per sentire il pezzo più bello del film, eseguito alla chitarra da  Sammie (il convincente Miles Caton), nella chiesa di suo padre, una emozionante versione di “This Little Light of Mine”.

 

VALUTAZIONE SINTETICA: 7.5