Maison Ikkoku – Capitolo finale, recensione di Riccardo Rosati

Maison Ikkoku – Capitolo finale

(めぞん一刻完結篇, “Maison Ikkoku Kanketsuhen”)

 

Genere: commedia
Nazione: Giappone
Anno produzione: 1988

Durata: 66’
Regia: Tomomi Mochizuki

Soggetto originale: Rumiko Takahashi

Produzione: Hidenori Taga

Distribuzione: Yamato Video
Sceneggiatura: Mitsuru Shimada, Tomomi Mochizuki

 

Una casa piena d’amore e di follia

È una piovosa giornata di marzo nei sobborghi di Tōkyō nella primavera del 1987. Mancano solo due giorni al matrimonio tra Godai e Kyōko Otonashi (il suo cognome in giapponese significa, “silenzioso”, a indicare il suo carattere sin troppo riservato). E due giorni possono sembrare una eternità, specie dopo tutte le peripezie e inconvenienti che hanno caratterizzato questa bellissima storia d’amore. Gli inquilini della pensione (Ichinose, Nikaidō, Yotsuya, Akemi) sono decisi più che mai a festeggiare l’addio al celibato del loro “giocattolo” preferito (Godai), con una festa ininterrotta innaffiata da fiumi di sakè e riempiendo il poveretto di dubbi: perché Kyōko non è ancora rientrata? Forse la colpa è di quella misteriosa lettera arrivata in mattinata? Ci sta ripensando e si prepara a fuggire con un amante misterioso?

 

Coronamento di un sogno

Bisogna subito precisare che la storia è basata sul manga capolavoro di Rumiko Takahashi e non sulla serie televisiva, e questo si nota anche dalla presenza dell’inquilino della stanza n° 2 di Casa Ikkoku (Nikaidō), che nella serie TV non compare. Un’altra differenza che balza agli occhi è il tratto che viene dato ai volti: il character design, affidato a Yūji Moriyama, ha voluto appositamente raffigurare i personaggi in maniera diversa dal solito, per dare al film una impronta originale. Tuttavia il suo taglio un po’ troppo squadrato fa rimpiangere le forme rotonde e agili di Akemi Takada. Questo episodio, il quale si inserisce come un tassello fondamentale di tutta la storia, copre un buco temporale presente nella versione per il piccolo schermo, esattamente tra la penultima e l’ultima puntata.

Non sono pochi i detrattori della pellicola, giudicata non alla altezza della enorme fama di Maison Ikkoku, poiché presenta un ritmo della narrazione eccessivamente smorzato, privo di quella brillantezza della serie televisiva. Eppure, le vicende che accadono nel lungometraggio sono funzionali alla piena comprensione dell’opera delle Takahashi. Inoltre, in Maison Ikkoku – Capitolo finale si mettono in risalto due degli aspetti principali che hanno contribuito al grande successo della serie animata, anche in virtù della sua modernità per l’epoca. Ci riferiamo alla ambientazione fatta tutta di interni, evidenziandone una vocazione quasi teatrale e, specialmente, il tono adulto della trama, che introdusse una qualità di livello cinematografico nel mondo della animazione seriale nipponica,

 

Infine, il film ha rappresentato la occasione per l’autrice per prendere commiato da quasi tutti i suoi personaggi, facendoli sfilare all’interno di questa casa popolata di gente sicuramente un tantino folle, ma piena di radiosa umanità.

Riccardo Rosati

 

DVD
Caratteristiche tecniche

Formato Video : 4:3

Formato audio: Italiano 1.0, Giapponese 1.0

Sottotitoli: Italiano.

La qualità video e audio è eccellente e i colori sono resi in modo estremamente vivace. Nulla a che vedere con la mediocre qualità della prima uscita in VHS di anni fa.

Contenuti speciali

Naufragio sull’Isola Ikkoku (めぞん一刻・番外篇~一刻島ナンパ始末記, “Maison Ikkoku: Ikkokutou Nanpa Shimatsuki”, 1991, 23’). Questa avventura è anche presente nel manga pubblicato in Italia nell’albo numero 11 e che è intitolato “Diario del naufragio sull’Isola Ikkoku” in cui Godai e Mitaka, manco a dirlo, rivaleggiano per farsi belli agli occhi di Kyōko.

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