Messengers 2 – L’inizio della fine, recensione di Riccardo Rosati

 Messengers 2 – L’inizio della fine

Genere: Horror

Nazione: USA

Anno produzione: 2009

Durata: 94’

Regia: Martin Barnewitz

Cast: Norman Reedus, Heather Stephens, Claire Holt

Sceneggiatura: Todd Farmer

Produzione: Ghost House

Distribuzione: 01 Distribution

 

Là, nella desolata provincia d’America

Le origini della storia del fattore del North Dakota, John Rollins, della sua famiglia e del misterioso spaventapasseri che si trova nel suo terreno: veicolo del Male e artefice della follia che scatenerà in lui reazioni molto pericolose per i suoi cari. Quello che sembra un bravo padre di famiglia, si trasforma in un mostro a causa di un antico maleficio.

 

Grano, paura e un po’ di noia

Messengers 2 – L’inizio della fine (“Messengers 2. The Scarecrow”) è il tipico Horror sfornato per il consumo degli amanti dei seguiti o degli antefatti, come torna comodo ai sistemi delle Major. Il film si presenta con un canovaccio che forma con il capitolo precedente un insieme di senso compiuto, ma non spaventa né stupisce mai lo spettatore.

L’unico aspetto davvero inquietante della storia fa leva soprattutto sull’inquadratura psicologica di un uomo che inizia il suo viaggio introspettivo perdendo prima la Fede e poi il senno. Il lato esoterico di un paganesimo soprannaturale, qui messo confusamente in contrapposizione con la religione cristiana, muove solo una porzione dello spirito del racconto, più attento a mettere a fuoco la crisi del rapporto tra Rollins e la bella moglie.

 

Girato in una stile forse troppo televisivo, la fotografia non manca tuttavia di incisività nel rappresentare la solita desolata provincia americana, location perfetta (a dire il vero anche un tantino scontata ormai), poiché è proprio da cotanto isolamento e miseria estetica che spesso nasce la pazzia.

Un prodotto che se la cava con poco, con un quasi totale rispetto dell’unità di luogo e un cast limitato, quanto scarsamente dotato. In definitiva Messengers 2 non brilla per eleganza né ricchezza di contenuti, benché offra almeno una discreta narrazione dal passo lento e dal ritmo calibrato, con un efficace innesco diegetico innervato da qualche buon momento di inquietudine; ma dell’Horror, quello vero, nemmeno l’ombra!

Riccardo Rosati

 

 

Caratteristiche tecniche

Formato Video: 16:9 – 1:85

Formato audio: Italiano 5.1 – Inglese 5.1 – Italiano per non udenti – Inglese

 

Contenuti speciali

Il film non presenta contenuti extra.

 

La qualità video e audio è più che buona.