Un bon petit soldat RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Un bon petit soldat RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Venezia 83 Concorso

Credits e sinossi: https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venezia-83-concorso/un-bon-petit-soldat

Regia: Stéphane Brizé
Produzione: Gaumont (Sidonie Dumas), France 3 Cinéma
Durata: 102’
Lingua: Francese
Paesi: Francia
Interpreti: Alba Rohrwacher, Vincent Lindon, David Talbot, Adrien Bobinet, Sharif Andoura
Sceneggiatura: Stéphane Brizé, Coralie Amédéo, Olivier Gorce
Fotografia: Antoine Héberlé
Montaggio: Géraldine Mangenot
Scenografia: Gwendal Bescond
Costumi: Caroline Spieth
Musica: Bertrand Blessing
Suono: Emmanuelle Villard, Hervé Guyader

Programma Cinema 2026 (Pubblico)

09/09 19:45 Sala Grande
09/09 20:00 PalaBiennale

Programma Cinema 2026 (Accreditati)

09/09 09:00 Sala Darsena
09/09 11:15 Sala Grande
10/09 11:30 PalaBiennale

Sinossi

A 43 anni, Carla è una dirigente brillante e interamente votata al lavoro. Dietro un’apparenza impeccabile nasconde una profonda insicurezza, ma è comunque riuscita a costruirsi una carriera di successo, spesso a scapito della vita familiare. Da poco nominata responsabile delle Risorse Umane di una grande azienda, ha il compito di conciliare il benessere dei dipendenti con gli obiettivi di performance imposti dalla direzione. Ma quando scopre un caso di management tossico, il confine tra compromessi e compromissioni si fa sempre più sottile. Fino al punto di rottura.

Commento del regista

Lo psichiatra e psicanalista francese Christophe Dejours ha dedicato gran parte delle sue ricerche ai meccanismi di assoggettamento nel mondo dell’impresa. Descrive il luogo di lavoro come un ambiente plasmato da regole maschiliste, in cui agli individui viene richiesto di affermare la propria idea di potere. A 43 anni, Carla, la protagonista del film, è una di quelle donne che lavorano molto, instancabilmente, e che sono sempre riuscite a eccellere malgrado la poca fiducia in se stesse. E forse proprio per questo la sua condizione di assoggettamento nasce in parte dalla persistente sensazione di non essere pienamente legittimata nel ruolo che ricopre, nonostante il suo talento e la sua capacità di lavoro. Dietro il ruolo della dirigente interamente votata alla causa dell’azienda, Carla è una vittima. Vittima delle proprie fragilità, che ha sempre cercato di evitare adottando il linguaggio virile e dominante della forza. Un linguaggio che ci illude del nostro potere, tenendo a distanza una vulnerabilità preziosa e profondamente umana. Fino al momento in cui la realtà si impone.

Produzione/Distribuzione

PRODUZIONE:
Gaumont – Sidonie Dumas,
30 avenue charles de gaulle
92200 Neuilly sur Seine, France
Tel: +33 0146432000
E-mail: eva.duriez@gaumont.com
Social Media: @gaumont_ – Instagram

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE:
Gaumont – Alexis Cassanet
30 avenue charles de gaulle
92200 Neuilly sur Seine, France
Tel: +33 0146432000
E-mail: international@gaumont.com

DISTRIBUZIONE ITALIA:
I Wonder Pictures
via della Zecca, 2
40121 Bologna, Italy
E-mail: distribution@iwonderpictures.it
Web: http://iwonderpictures.com/
Social Media: @iwonderpictures – Instagram

UFFICIO STAMPA:
Brigitta Portier
E-mail: brigittaportier@alibicommunications.be
Gary Walsh E-maill: garywalsh@alibicommunications.be

UFFICIO STAMPA ITALIANO:
Stefania Collalto – ECHO GROUP
Tel: 339 4279472
E-mail: collalto@echogroup.it

Lisa Menga – ECHO GROUP
Tel: 347 5251051
E-mail: menga@echogroup.it

Giulia Bertoni – ECHO GROUP
Tel: 338 5286378
E-mail: bertoni@echogroup.it

Ulteriori addetti:
Vana a Edom – vanaa.edom@gaumont.com
Quentin Becker – quentin.becker@gaumont.com

 

NOTA : FILM CANDIDATO AL PREMIO : XVI edizione. Sorriso Diverso Venezia Award 2026

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Stéphane Brizé, 14 film da regista e da sceneggiatore, 6 da attore, 15 premi e 30 nomination, è un profondo conoscitore e indagatore del mondo del lavoro francese, che ha portato sul grande schermo più di una volta. Continua nella sua brillante e meritoria vivisezione con questo suo ultimo “Un Bon Petit Soldat”. Nel quale i temi sono molteplici, tutti di valenza sociale alta e scottante: il mobbing tossico, il maschilismo che viene da lontano e che informa tutte le regole, scritte e non scritte, del mondo del lavoro, la parità di genere, il ruolo delle donne sul lavoro. Ancora una volta accende i riflettori sul ricatto che viene operato sulle lavoratrici, specie a livello dirigenziale, e che le costringe a dover scegliere tra la carriera e il proprio ruolo di madre. Il film è impeccabile, in tutti i reparti, sceneggiatura d’acciaio, snodi narrativi di precisione svizzera, attori superlativi (una immensa Alba Rohrwacher in odore di Coppa Volpi), nessuna sbavatura. Dialoghi affilatissimi: “C’è un detto qui in America- Questa situazione potrebbe essere un regalo in una confezione che non ti piace” (la psicologa in zoom con la Rohrwacher) ; “Proust diceva che la bellezza in un viaggio di scoperta non è trovare nuovi paesaggi, ma trovare nuovi occhi” (il formatore aziendale). Da non perdere.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 8