GIOIA MIA, recensione di Andrea Bacchi

Da sx: la regista, Margherita Spampinato, e Catello Masullo, direttore artistico (foto di Andrea Bacchi)

 

GIOIA MIA

Il protagonista è un adolescente che si trova inserito in una realtà palermitana, in un insieme di signore con Santi e Santini per eliminare fantasmi superstizioni e stregonerie. Dove trova degli altri adolescenti come lui che con  lo svolgere del film se ne forma della compagnia di gioco come nel fare delle faccende di casa prima provocando danni e poi imparando
Intervento della regista Margherita Spampinato: Ha voluto riprodurre con la scelta di un ragazzino adolescente la sua adolescenza estiva di quando andava in vacanza dai parenti. Tale figura è inserita in un contesto di donne, femminile. In una Palermo da superstizione con uno smartphone (telefonino).