El ser querido RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

El ser querido RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

El ser querido (L’essere amato)

Rodrigo Sorogoyen, Spagna, Francia, 2026, 135 min

17 ottobre 18:00 Sala Sinopoli Pub Acc

Sinossi

Il celebre regista Esteban Martínez è una leggenda del cinema, ma il suo passato è segnato da violenza ed eccessi. Sua figlia Emilia, attrice dalla carriera in stallo, è estraniata da lui. Dopo anni di silenzio, Esteban le offre un ruolo nel suo nuovo progetto. Quella che sembra un’occasione professionale diventa un confronto emotivo: il set riavvicina padre e figlia, ma fa emergere segreti, rancori e ferite mai sanate.

NOTA SUL FILM
Rodrigo Sorogoyen costruisce il film intorno ad alcuni pezzi di bravura efficacissimi, senza abbandonare l’attenzione ai personaggi, dai due protagonisti a tutte le figure che animano il set.

NOTE DI REGIA
Già in fase di scrittura la parola d’ordine era “sperimentare”, rompendo con le regole del dramma. Ne è nato un testo strano e bellissimo, su un padre e una figlia nel mondo del cinema. Mentre girano un film, Esteban ed Emilia raccontano le proprie storie. Come facciamo tutti, per capire noi stessi e il mondo.

Regia

 

Rodrigo Sorogoyen

Nato nel 1981 a Madrid, Rodrigo Sorogoyen ha studiato sceneggiatura alla ECAM. Dopo due coregie e diverse serie tv, ha diretto Che Dio ci perdoni, premiato a San Sebastián e con il Goya al miglior attore. Ha poi firmato Il Regno (7 Goya, tra cui regia e sceneggiatura), As bestas (César e 3 Goya, tra cui film e regia) e la serie Los años nuevos, presentata a Venezia.

Cast and Crew

Sceneggiatura:

Rodrigo Sorogoyen, Isabel Peña

Fotografia:

Alejandro de Pablo

Montaggio:

Alberto del Campo

Scenografia:

Jose Tirado

Costumi:

Saloa Lara

Musica:

Olivier Arson

Suono:

Aitor Berenguer

Produzione:

Caballo Films, Movistar Plus+, El Ser Querido AIE, LE PACTE

Coproduzione:

Canal+

Distribuzione italiana:

Movies Inspired

Distribuzione internazionale:

Goodfellas

Cast:

Javier Bardem, Victoria Luengo, Raul Arevalo, Marina Foïs

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

“Credo sia stata Liv Ullman a dire: più la macchina da presa è vicina, più bisogna far cadere la maschera da attore”, dice nel film Javier Bardem, che interpreta il regista, alla sua figlia attrice, interpretata da Victoria Luengo. Quasi una dichiarazione programmatica. Il film xdel talentuoso regista spagnolo Rodrigo Sorogoyen che la festa di Roma ha selezionato, è infatti, un film soprattutto di recitazioni. Di grandissime recitazioni. Che fanno emergere, prepotente, tutto il non detto, il non scambiato e condiviso, tra un padre assente (ma non per questo meno ingombrante) e una figlia attrice in crisi, che fa la cameriera per pagare le bollette. Un duello di fioretto sottilissimo, acuminato, tagliente, a tratti urticante. Un capolavoro di arte recitativa, ma, anche, di scrittura e di regia.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 8