Ghost Song RECENSIONE DI CATELLO MASULLO

Da sx: Alessandra De Luca (moderatrice), Fatih Akin (regista). (Foto di Catello Masullo, sala Petrassi, 22 ottobre 2026)

 

Ghost Song RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Fatih Akin, Germania, 2026, 106 min

22 ottobre 21:15 Sala Petrassi

Sinossi

Farasha e Faris hanno entrambi vent’anni quando si conoscono a una festa e si innamorano a prima vista… ma lei, Farasha, morirà proprio quella notte. Non volendo accettare il destino di allontanarsi così presto dall’innamorato, la ragazza troverà un modo per valicare il confine tra un mondo e l’altro. Per quaranta notti, e non più di quaranta, Faris potrà incontrarla in sogno.
Ambientato ad Amburgo, ripresa in un bianco e nero denso e suggestivo da Frank Griebe, con una visione mozzafiato dall’alto della Heinrich-Hertz-Turm, un racconto romantico e misterioso pienamente contemporaneo.

NOTE DI REGIA
L’idea dei due mondi è nata nel 2015, da mio figlio. Come tutti i bambini, a dieci anni aveva una fervida immaginazione. In realtà avevo già lavorato con lui, anche prima. All’inizio, però, non pensavo di essere all’altezza di scrivere un film per l’infanzia. Poi, con il passare del tempo e l’arrivo di importanti collaboratori, tra cui Ruth Toma, l’elemento soprannaturale ha finito per diventare sempre più centrale.
Sono sempre stato incline alla spiritualità. Da ragazzo trascorrevo le estati in Turchia, al suono della chiamata del muezzin; la sera, poi, con gli amici ci raccontavamo storie di paura. Un’altra fonte d’ispirazione sono stati gli anime di Makoto Shinkai, come *Your Name* e *Suzume*.

Regia

 

Fatih Akin

Fatih Akın è un cineasta turco-tedesco di fama internazionale. Con La sposa turca (2004) ha vinto l’Orso d’oro a Berlino; con Ai confini del paradiso (2007), il Prix du scénario a Cannes; con Soul Kitchen (2009), il Leone d’argento a Venezia. In seguito all’avventura con la casa di produzione Corazón International, Akın ha fondato con Nurhan Şekerci-Porst la bombero international. Il suo pluripremiato Oltre la notte (2017) è stato proposto dalla Germania per concorrere agli Oscar® nel 2018.

Cast and Crew

Sceneggiatura:

Ruth Toma, Fatih Akin

Fotografia:

Frank Griebe

Montaggio:

Andrew Bird

Scenografia:

Seth Turner

Costumi:

Katrin Aschendorf

Musica:

Malakoff Kowalski

Suono:

Joern Martens, Richard Borowski, Corinna Fleig, Tobias Fleig

Produttore:

Fatih Akin, Herman Weigel

Produzione:

Bombero International GmbH & Co. KG, Warner Bros. Film Productions Germany

Coproduttore:

Steffen Schier, Julia Hayungs, Margret Mackuth e Felix Wendlandt.

Coproduzione:

Rialto Film

Distribuzione internazionale:

Beta Cinema

Cast:

Mariam Dawoud, Eren M. Güvercin, Carlotta von Falkenhayn, Gabriel-Winner Amorim, Anna Bederke, Lama Alhalabi

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

La perdita improvvisa di una persona con la quale si erano stabiliti dei forti legami, nella storia del cinema, con una certa frequenza, da vita a presenze fantasmatiche, che, in qualche modo, rendono possibile che il contatto resti in essere. Questa è la magia del cinema, capace di materializzare il forte desiderio di non perdere del tutto il legame. Attraverso i sogni, ovvero attraverso l’essenza fantasmatica. Fatih Akin propone la sua versione del genere. Delicata, sensuale, sentimentale, struggente, toccante e coinvolgente. Scegliendo benissimo la giovane protagonista, che ha occhi che bucano lo schermo ad ogni fotogramma. Da non perdere.

FRASI DAL CINEMA:

“Andiamo. E non voltatevi, altrimenti farete piangere i fantasmi!”. (ad esergo iniziale).

“Faccio il turno di notte, ho una pillola rossa e una blu per lei. / Come in Matrix? /Più o meno!” (L’infermiera e il giovane protagonista)

Curiosità, ho chiesto al regista: “Fatih, in molte storie più che i bianchi e i neri dai colori netti, sono più importanti le sfumature, le mille sfumature dei toni di grigio. Hai scelto il bianco e nero per la quasi totalità del film per meglio rappresentare le sfumature di questa storia? E perché, dopo 99 giorni, fai irrompere il colore?”. La risposta di Fatih Akin: “il film doveva essere fatto a colori. Le anime giapponesi (alle quali si è ispirato n.d.r.), sono molto luminose. Posso creare questo concetto di colore nella vita. Il color grading si fa in post produzione, è l’ultima cosa che si fa. Per creare quei colori avevamo una color grading molto ambiziosa. Quello che veniva fuori era insoddisfacente. Ho odiato il mio materiale girato. Con il montatore abbiamo spento il  colore per non essere disturbati. Ci sono voluti 6 mesi. Ci siamo così innamorati del bianco e nero. Non è stato facile convincere i distributori. Mi hanno chiesto di fare anche una versione a colori. Abbiamo anche la versione a colori, che è diversa dal film che avete visto. Due prospettive diverse. L’approccio è diverso. Volevo mostrare che c’è una versione a colori. Il Bianco e nero è espressione di esistenzialismo. Alla fine ho voluto dare un colore alla vita del protagonista. La cosa migliore è vedere entrambe le versioni, così il quadro è completo”.

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 8