Una della attrici protagoniste e il regista Mads Mengel Nielsen. (Foto di Catello Masullo, Sala Petrassi, 22 ottobre 2026)
The Guest RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA
Mads Mengel Nielsen, Danimarca, 2026, 100 min
22 ottobre 16:00 Sala Petrassi
Sinossi
Il programma di Karl ed Emilie per il fine settimana prevede una bella festa per rivelare il nome del figlio. La madre di Karl, Vibeke, da tempo un’estranea, si presenta senza preavviso: spera di rientrare a pieno titolo in famiglia e rivendica il ruolo di nonna. Karl è furioso; la sorella Rikke pensa che la madre meriti un’altra possibilità. Qualche giorno di mare e tensioni famigliari vanno in scena, non senza tenerezza, per un pubblico ignaro e confuso di suoceri e invitati.
NOTA SUL FILM
Trine Dyrholm trascina con spirito indomito e spesso inafferrabile il dramma familiare grottesco e nero, esordio nel lungometraggio del danese Mads Mengel.
NOTE DI REGIA
Ci sono eredità, schemi, emozioni che assorbiamo senza avere le parole per descriverli, e responsabilità. La malattia mentale forgia le dinamiche di una famiglia attraverso le generazioni, ma anche il silenzio e il malinteso possono essere adottati e trasmessi: l’incomprensione può dare forma alle relazioni come fa la malattia, creare distanza e risentimento che durano più di una vita. Da quando sono diventato padre, ho capito che non c’è da essere perfetti ma responsabili di ciò che consegniamo. Non psicanalizzo il pubblico né i personaggi, ma cito il poeta David Whyte: “Perdonare è assumere un’identità più larga e accogliente di quella della persona che eravamo quando siamo stati offesi”.
Regia
Mads Mengel Nielsen
Cast and Crew
Sceneggiatura:
Christian Bengtson, Mads Mengel
Fotografia:
David Bauer
Montaggio:
Louis Emil Ramm Seeberg
Scenografia:
Rie Lykke
Costumi:
Abebo Bø Josephine Getachew
Musica:
Lasse Aagaard
Suono:
Andreas Sandborg
Produttore:
Victor Cunha
Produzione:
Monolit Film
Distribuzione internazionale:
LevelK
Cast:
Simon Bennebjerg, Trine Dyrholm, Josephine Park, Peter Gantzler, Petrine Agger, Mette Klakstein Wiberg, Kristine Kujath Thorp
RECENSIONE DI ROSSELLA POZZA
L’analisi delle dinamiche familiari perturbate, e, a volte, persino tossiche, è un po’ storicamente una specialità del cinema danese. Non fa eccezione questo riuscito The Guest. Costruito in modo sempre credibile, con una dinamica che tende a tenere lo spettatore sempre in sospensione e in perenne attesa dell’irreparabile annunciato. Eccellenti gli interpreti, di ottima fattura la confezione generale.
VALUTAZIONE SINTETICA: 7.5
