Ulya RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Ulya RECENSIONE DI CATELLO MASULLO  

Viesturs Kairišs, Lettonia, Estonia, Polonia, Lituania, 2026, 102 min

21 ottobre 20:30 Teatro Studio Gianni Borgna

Sinossi

Unione Sovietica, Lettonia, 1964. Ulya, un’adolescente appartenente alla comunità religiosa dei Vecchi credenti ortodossi, cresce in una fattoria isolata. La sua altezza fuori dal comune preoccupa la famiglia, ma finisce per aprirle le porte del basket: a Riga entra in una famosa squadra. Qui il sogno di una vita normale si scontra con un mondo che la riduce alla sua statura. Tornata a casa, Ulya dovrà scegliere se vivere nell’ombra o diventare la migliore giocatrice del mondo.

NOTA SUL FILM
Le origini della cestista sovietica Ul’jana Semënova, esplorate in uno stupefacente bianco e nero dal regista e dall’attore di January (qui anche sceneggiatore), vincitori del concorso di Roma 2022.

NOTE DI REGIA
Ognuno porta dentro di sé un paesaggio interiore, come un ricordo. Per me è la Latgale, terra della mia infanzia nella Lettonia orientale, lo stesso luogo in cui Ulya nasce in un piccolo villaggio e viene poi scoperta dagli sportivi. Conosco profondamente questo paesaggio, che è diventato la chiave del linguaggio poetico del film. Abbiamo iniziato a girare in Latgale, e il suo carattere ha plasmato l’intera estetica del film, trasformandosi nel sogno del mondo interiore di una persona. La storia mi è particolarmente vicina perché è ambientata nell’anno in cui si conobbero i miei genitori. Mio padre era fotografo amatoriale e ho ereditato cinque scatole di suoi negativi. Molte scene e l’atmosfera del film si ispirano direttamente alle sue fotografie.

Regia

 

Viesturs Kairišs

Nato a Riga nel 1971, Viesturs Kairišs ha studiato regia teatrale e cinematografica all’Accademia lettone di cultura. Dal 1997 ha lavorato al Nuovo Teatro di Riga, dirigendo spettacoli e opere liriche in Lettonia e all’estero. Tra i suoi film, The Chronicles of Melanie (2016), The Sign Painter (2020) e January (2022), vincitore del premio per il miglior film e la miglior regia alla Festa del Cinema di Roma. Dal 2020 è direttore artistico del Teatro Dailes.

Cast and Crew

Sceneggiatura:

Kārlis Arnolds Avots, Livia Ulman, Andris Feldmanis, Viesturs Kairišs, Wojciech Staroń

Fotografia:

Wojciech Staroń

Montaggio:

Armands Začs

Scenografia:

Ieva Jurjāne

Costumi:

Rūta Lečaitė

Musica:

PUULUUP

Suono:

Siim Skepast

Produttore:

Guntis Trekteris

Produzione:

Ego Media

Coproduttore:

Pille Rünk, Małgorzata Staroń, Ieva Norvilienė

Coproduzione:

Allfilm, Staron Film, Tremora

Distribuzione italiana:

Lucky Red

Cast:

Kārlis Arnolds Avots, Chulpan Khamatova, Aleksas Kazanavičius, Arturs Krūzkops, Kaspars Dumburs, Alise Dzene, Dārta Cīrule, Madara Viļčuka, Shamil Khamatov

 

NOTA : CANDIDATO AL SORRISO DIVERSO ROMA AWARD 2026

 

RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:

Di altissima e straordinaria qualità cinematografica, questo biopic (la storia è vera) di un vero fenomeno del Basket femminile mondiale, Ul’jana Semënova. A dirigere Viesturs Kairišs, qui anche co-sceneggiatore, talentuoso 55enne lettone, già vittorioso alla Festa di Roma del 2022, con January. Ulya è un film molto sentito dal regista, anche perché la storia è ambientata nella Lettonia orientale, dove è nato e cresciuto. Luoghi natii da lui ben conosciuti e che sono diventati non solo le quinte, ma anche l’estetica del film. Girato in un suggestivo bianco e nero, il film è di rara potenza. Ma è anche sincero e delicato. Di pregevole fattura in tutti i reparti. Anche nel commento musicale, con archi incalzanti a materializzare la pressione a cui è sottoposta la protagonista (per la precisione occorrerebbe scrivere “il protagonista”, dal momento che a impersonare la famosa giocatrice di pallacanestro è un bravo e altissimo ragazzone, Kārlis Arnolds Avots). .

 

VALUTAZIONE SINTETICA : 9