BREVE STORIA D’AMORE, recensione di Andrea Bacchi

Da sx: la regista Ludovica Rampoldi, il direttore artistico del Festival delle opere prime, Catello Masullo (foto di Andrea Bacchi)

 

BREVE STORIA D’AMORE

Un funzionario statale in tempo libero viene approcciato da una ragazza con la quale ben presto  intraprende una relazione affettiva: Una breve storia d’amore.Tale ragazza comincia a raccogliere informazioni, volendo conoscere sua moglie psichiatra. Alla quale chiderà  delle sedute analitiche sul suo rapporto di coppia in crisi. Venendo a sapere dal marito di lei, con cui flirtava, che  sarebbe andato fuori città , la ragazza organizza un incontro con il suo consorte, che si scopre amante della psichiatra. All’ inizio della seduta rientra il marito della psichiatra che scopre di essere stato manipolato dalla ragazza, la quale, nello smascherare il tradimento, da vittima diventa carnefice. Il film è interessante per la serie di eventi che si sono susseguiti.
E’ intervenuta la regista e sceneggiatrice Ludovica Rampoldi:Il film è stato creato dalla regista che ha curato la sceneggiatura, si è soffermata sulle formiche che trovano la strada come più di una compagnia da animale domestico al gran caldo.; Al collegamento tra la prima e ultima scena, dal pesciolino rosso morto buttato nel water e l’ultima scena di una barca a vela che prende il mare.
Intervento Masullo: Per quanto riguarda il concetto di film, c’è chi dice che sia per metà di chi lo fa e per metà di chi lo vede, per cui ogni interpretazione dello spettatore è legittima.