Da sx: Alessandra De Luca, moderatrice, Alice Pagani, Stefania Rocca (regista/director), Alessio Boni, Ignazio Oliva, Antonio Monsellato, Simone Coppo. (Foto di Catello Masullo, Sala Petrassi, 20 ottobre 2026).
L’ora di tutti RECENSIONE DI CATELLO MASULLO
Stefania Rocca, Italia, 2026, 105 min
20 ottobre 20:30 Teatro Studio Gianni Borgna
Sinossi
Idrusa, infelice moglie del pescatore Antonio, si innamora del soldato spagnolo Manuel. Durante la notte della grande pesca, mentre Idrusa si abbandona a Manuel, Antonio sfida la tempesta per tornare a casa e perde la vita in mare. La flotta nemica è alle porte. Manuel e i compagni spagnoli fuggono. Gli otrantini scelgono di resistere. Gli uomini difendono le mura e le donne si rifugiano nella cattedrale, ma Idrusa infrange il coprifuoco e attraversa la città, collegando i due fronti. Svanita ogni speranza di aiuto, Idrusa guida le donne che si preparano a combattere.
NOTA SUL FILM
Il debutto alla regia di Stefania Rocca rilegge il sacco di Otranto del 1480 collocandolo in un tempo indefinito e facendone l’archetipo di ogni guerra.
NOTE DI REGIA
L’ora di tutti nasce dal romanzo di Maria Corti e dal desiderio di raccontare il sacco di Otranto del 1480 non come una ricostruzione storica, ma come una storia.
L’ora di tutti per me è l’istante in cui non è più possibile rimandare una scelta. Il momento in cui, scegliendo, definiamo chi siamo. Per questo metto in relazione due movimenti apparentemente opposti. Idrusa rifiuta i codici della comunità a cui appartiene, rivendicando il diritto di scegliere la propria vita. Quella stessa comunità, di fronte all’invasione, rifiuta di piegarsi alle condizioni del nemico. La scelta individuale e quella collettiva finiscono così per specchiarsi: entrambe nascono dalla necessità di decidere a cosa non si è disposti a rinunciare.
Regia
Stefania Rocca
Stefania Rocca è attrice, regista e autrice. Si è formata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e all’Actors Studio di New York e ha lavorato tra cinema, televisione e teatro, anche in produzioni internazionali, collaborando con Anthony Minghella, Paolo e Vittorio Taviani, Gabriele Salvatores e Abel Ferrara. Il suo lavoro di interprete le è valso premi e candidature ai David di Donatello e ai Nastri d’argento. Forte di un percorso tra diversi linguaggi e forme dello spettacolo, ha esteso la sua attività alla regia e alla scrittura, realizzando cortometraggi e opere teatrali. L’ora di tutti è il suo primo lungometraggio.
Cast and Crew
Sceneggiatura:
Federico Calamante, Stefania Rocca (dal romanzo omonimo / based on the novel Otranto di / by Maria Corti))
Fotografia:
Stefano Tramacere
Montaggio:
Marco Rizzo
Scenografia:
Egle Calò
Costumi:
Lilian Indraccolo
Musica:
Antonio Fresa
Suono:
Massimo Mariani
Produttore:
Stefania Rocca, Louis Nero, Monica Galantucci
Produzione:
Ora One Production, Louis Nero Film, in collaborazione con M74, Rai Cinema
Cast:
Alice Pagani, Alessio Boni, Ignazio Oliva, Giulia Petrungaro, Eleonora DeLuca, Nicoletta Nanni, Timofej Andrijashenko, Simone Coppo, Antonio Monsellato
RECENSIONE DI CATELLO MASULLO:
Ho chiesto alla regista: “Stefania, gli 800 pescatori che non si sottomettono all’invasore e sono passati per le armi sono diventati tutti santi e martiri. Delle 800 donne che hanno subito sorte analoga, se non peggiore, venendo probabilmente anche stuprate, non si ricordano nemmeno i nomi, la strada verso la parità è ancora tutta in salita? E poi, ci dici qualcosa sulle scene di battaglia risolte come coreografie di danza?”. Le risposte di Stefania Rocca, che dicono molto del film: “abbiamo centrato su una donna. Quando come donna hai talmente tante aspettative che la società ti chiede. Hai una forte contrapposizione persona fisica di dove stare e cosa essere, e non vivere la autenticità della persona. Nel 1480 è come oggi. Abbiamo dedicato il film alle 800 donne mai ricordate. Mi sembrava doveroso farlo. Abbiamo voluto raccontare le battaglie come coreografie di danza. Per lavorare sui corpi. Lo abbiamo fatto con la scala di Milano, con un coreografo sul set. Volevo contaminare il film con diversi linguaggi. Si sono messi tutti in gioco. E poi Nicoletta Vanni, l’étoile della scala. Ogni anno il 14 agosto festeggiamo come fosse stato ieri. Gli 800 santi martiri. La palla di canone che è diventata una cosa di design accanto alle chiese. E anche il primo ballerino della scala che fa l’araldo. I turchi allora erano slavi. Quello che minaccia e mette tutti in discussione. Non sono riuscita a farlo ballare”.
Un esordio alla regia, quello di Stefania Rocca, attrice di vaglia pluripremiata, molto ambizioso, che sceglie un tema non banale: il parallelo tra la storia di una donna libera, che non accetta, nel lontano 1480, le regole della comunità, rivendicando il diritto di scegliere la propria vita, e la storia della intera comunità, che, a sua volta, non accetta le regole dell’invasore, rivendicando il diritto alla propria auto determinazione e alla propria libertà, anche a costo della loro stessa vita.
VALUTAZIONE SINTETICA : 7/7.5
