VENEZIA 76 : BLANCO EN BLANCO (recensione di Catello Masullo)

BLANCO EN BLANCO

VENEZIA 76 : RECENSIONE di Catello MASULLO (3 sett 19)

(Credits e sinossi dal sito della Biennale)

 

BLANCO EN BLANCO

Orizzonti

Regia: Théo Court
Produzione: El Viaje Films (José Alayón, Marina Alberti), Quijote Films (Giancarlo Nasi), Kundschafter Filmproduktion (Andreas Banz), Pomme Hurlante Films (Eva Chillon)
Durata: 100’
Lingua: spagnolo, inglese
Paesi: Spagna, Cile, Francia, Germania
Interpreti: Alfredo Castro, Lars Rudolph, Lola Rubio, Esther Vega, Alejandro Goic, Ignacio Ceruti
Sceneggiatura: Théo Court, Samuel Delgado
Fotografia: José Alayón
Montaggio: Manuel Muñoz Ruiz
Scenografia: Amparo Baeza
Costumi: Muriel Parra
Musica: Jonay Armas
Suono: Carlos García, Joaquín Pachón, Claudio Vargas
Effetti visivi: Yannig Willman

SINOSSI

Siamo all’inizio del ventesimo secolo. Pedro arriva nella Terra del Fuoco, un luogo violento e inclemente, per fotografare il matrimonio di un potente proprietario terriero di nome Porter. La sua futura moglie, ancora una bambina, diventa l’ossessione di Pedro. Nel tentativo di catturare la sua bellezza, egli rivela le forze del potere che dominano queste terre. La sua rivelazione viene scoperta e Pedro è punito. Impossibilitato a fuggire, viene invece costretto a diventare complice della realizzazione di una nuova società che sorge dal genocidio del popolo Selknam.

COMMENTO DEL REGISTA

Quando ho visto per la prima volta le foto del massacro del popolo Selknam, perpetrato da Julius Popper nella Terra del Fuoco, mi sono posto innumerevoli domande: chi ha scattato queste foto? Chi ha preso parte a questi eventi come invisibile voyeur? Quella terra è stata la seconda cosa che ha catturato la mia attenzione: una zona costellata di pianure immense, un luogo segnato dalla barbarie e dalla sopravvivenza in condizioni estreme. Proprietari terrieri assenti che finanziavano l’insediamento forzato delle colonie, la brutalità intrinseca di una società ‘moderna’ organizzata e legittimata. Sullo sfondo di questo universo, ho cercato di trovare un modo per rappresentare questa zona grigia scomoda, contraddittoria e inquietante.

PRODUZIONE/DISTRIBUZIONE

PRODUZIONE 1:Jose Alayón,Marina Alberti – El Viaje Films
C/ Bethencourt Alfonso, 23, planta 8
38002 – Santa Cruz de Tenerife, Spain
Tel. + 34 615193321/ +34 617 282 484
jose@elviaje.es
marina@elviaje.es

Home


https://www.facebook.com/elviajefilms/

PRODUZIONE 2: Giancarlo Nasi, Quijote Films
General Boonen Rivera
2427 – Santiago de Chile, Chile
Tel. +56 9 98648004
nasi.giancarlo@gmail.com

Cine

PRODUZIONE 3: Andreas Banz – Kundschafter Filmproduktion
Reinickendorfer Str. 17
D-13347 – Berlin, Germany
Tel. +49 0)30 700 800 800
AB@kundschafterfilm.de
http://www.kundschafterfilm.de

PRODUZIONE 4: Eva Chillon – Pomme Hurlante Films
71 Rue des Martyrs
75018 – Paris, France
Tel. +33 1 83 64 28 36
hola@pommehurlante.com
http://www. pommehurlante.com

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE: Lison Hervé – Stray Dogs Films
+33 1 42 41 31 80
+33 7 71 88 39 64
lison@stray-dogs.com
www.stray-dogs.biz

UFFICIO STAMPA: Anne-Lise Kontz- STRAY DOGS
International
Tel. +33 1 42 41 31 80
+33 7 69 08 25 80
anne-lise@stray-dogs.com
Sonia Urìa – SURIA
Spain
Tel. +34 91 051 35 39
Mob. +34 686 639 650
suria@suriacomunicacion.com
Joel Poblete
Chile
Mob. +56 9 97328258
jp@storyboardmedia.cl

 

RECENSIONE : L’idea di questo film deriva dalla visione di una foto d’epoca, fine 19esimo secolo, quando i governi di Cile ed Argentina cedettero vaste aree della Patagonia e della Terra del Fuoco a famiglie straniere, inglesi, spagnole e croate. La foto ritraeva i colonizzatori in posa da caccia grossa, con le loro prede appena uccise, i nativi del posto. Questo film ha il merito, grandissimo, di far conoscere ad un vasto pubblico la storia di questo vero e proprio genocidio, che ha sterminato più di 300.000 persone nel giro di una quindicina di anni. Un film rigoroso, anti spettacolare, senza luci aggiunte. Con un attore immenso, che illumina ogni scena, Alfredo Castro. Colori desaturati. Scene notturne molto suggestive. L’arte della fotografia come oggetto e come veicolo. Molto interessante.

Curiosità’, ho chiesto al regista : “già’ in sceneggiatura e’ stata decisa questa presenza immanente che pero’ non appare mai fisicamente? Come una specie di potere che decide tutto, ma non esiste? E perche’?”. Questa la risposta del giovane regista : “questa idea e’ sempre esistita da quando e’ stata scritta la sceneggiatura. Introdurre una persona che non si vedesse. Che rappresentasse questo potere onnisciente. Assente ma molto presente. Non fisicamente presente. E’ kafkiano come  tipo di approccio, sin dall’inizio.”

VALUTAZIONE SINTETICA COMPLESSIVA : 7/10