ROMA XIV (2019) : DON’T FORGET TO BREATHE  (recensione di Anna Piccini)

ROMA XIV (2019) : DON’T FORGET TO BREATHE  (recensione di Anna Piccini)

(credits  sinossi dal sito di Alice nella Citta’)

DON’T FORGET TO BREATHE

TITOLO ORIGINALE / ORIGINAL TITLE: Ne Pozabi Dihati
PAESE / COUNTRY: Slovenia, Italia, Croazia
ANNO / YEAR: 2019
DURATA / RUNNING TIME: 91′
LINGUA ORIGINALE / ORIGINAL LANGUAGE: Sloveno
GENERE / GENRE: Drammatico
ALICE NELLA CITTÀ: Concorso

CAST | CREW

REGISTI / DIRECTORS

Martin Turk

SCENEGGIATURA / SCREENPLAY

Martin Turk, Gorazd Trušnovec

FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHY

Radislav Jovanov-Gonzo

MONTAGGIO / EDITING

Beppe Leonetti

CAST

Matija Valant, Tine Ugrin, Iva Krajnc Bagola, Klara Kuk, Nikola Duričko, Ronja Matijevec Jerman, Jakob Cilenšek, Miha Rodman

PRODUTTORI / PRODUCERS

Ida Weiss, Marta Zaccaron, Darija Kulenović Gudan, Marina Andree Škop

SOCIETÀ DI PRODUZIONE / PRODUCTION COMPANIES

Bela Film, Quasar Multimedia, Studio Dim, RTV Slovenia, Rai Cinema

DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE / INTERNATIONAL DISTRIBUTION

Intramovies

DISTRIBUZIONE ITALIANA / ITALIAN DISTRIBUTION

Quasar Multimedia

SINOSSI | SYNOPSIS

Il quindicenne Klemen vive con il fratello più grande Peter e la madre single in una piccola e remota città rurale. La ben consolidata routine di Klemen di passare del tempo con il suo amato fratello sul campo da tennis e sulle rive del fiume vicino alla casa viene interrotta dall’improvvisa e appassionata relazione con la sua bellissima coetanea Sonja, scatenando in Klemen un torrente di emozioni contrastanti e di azioni spericolate.

Fifteen-year-old Klemen lives with his elder brother Peter and single mother in a small and remote rural town. Klemen’s well-established routine of spending time with his beloved brother on the tennis court and by the nearby river gets interrupted by Peter’s sudden and passionate love affair with his gorgeous peer Sonja, which triggers a torrent of conflicting emotions and reckless actions in Klemen.

BIOGRAFIE E FILMOGRAFIE REGISTI | BIOGRAPHIES AND FILMOGRAPHIES DIRECTORS

Martin Turk è nato a Trieste, in Italia, nel 1978. Nel 1998 si è trasferito in Slovenia per studiare regia alla Ljubljana Film Academy (AGRFT). Si è laureato nel 2004 con un’analisi della Trilogia della Morte di George Romero e con un cortometraggio intitolato The Excursion (Montpellier – Grand Prix, Audience Award and Young Audience Award, Bologna – Special Jury Prize, and Wiesbaden – Best student film). Mentre studiava, ha lavorato come assistente alla regia per diversi lungometraggi. Il suo primo film Feed Me With Your Words è stato sviluppato al Cinefondation Residence del  Festival di Cannes ed è stato selezionato a numerosi festival. Il suo ultimo lungometraggio Good Day’s Work è stato sviluppato al City of Global Screen’s program di Sarajevo.

Martin Turk was born in 1978 in Trieste, Italy. In 1998 he moved to Slovenia to study film directing at the Ljubljana Film Academy (AGRFT). He graduated in 2004 with the analysis of George Romero’s Trilogy of the Dead and a short film The Excursion (Montpellier – Grand Prix, Audience Award and Young Audience Award, Bologna – Special Jury Prize, and Wiesbaden – Best student film). While studying, he worked as an assistant director on feature films. His first feature Feed Me With Your Words was developed at the Cannes Festival’s Cinefondation Residence and it was selected in numerous festivals. His last feature film Good Day’s Work was developed at the Sarajevo – City of Global Screen’s program.

Recensione di Anna Piccini : Un film che analizza con precisione le turbe adolescenziali di un quindicenne che sono un misto di a) gelosia per il fratello maggiore che e’ da sempre un riferimento, non avendo più’ il padre, e del quale non gradisce il suo allontanamento per l’amore per la sua avvenente ragazza, b) invaghimento per la ragazza del fratello, c) terrore per l’annunciata partenza del fratello per andare a studiare in Germania assieme alla ragazza, d) insofferenza ad un feeling che sua madre sta mostrando per un giovane poliziotto. Non sempre il ritmo riesce a tenere desta la attenzione dello spettatore, che anzi viene più’ di una volta smarrita. Peccato.

 

Valutazione sintetica : 6.5/7