La mia banda suona il pop (RECENSIONE DI ANNA PICCINI)

 

La mia banda suona il pop (RECENSIONE DI ANNA PICCINI)

ITALIA – 2020

  • Regia: 

Fausto Brizzi

 (RECENSIONE DI ANNA PICCINI ): Il mio maestro di critica cinematografica, Catello Masullo, che conosce Fausto Brizzi da tempo, da quando nel 2007 si aggiudicò il Premio Cinema Giovane & Festival delle Opere Prime con “Notte Prima degli Esami”, lo scorso anno, quando presentò alla stampa il suo film recedente, “Se mi vuoi bene”, chiese al regista “Fausto, hai mai pensato ad un bilancio della tua brillante e fortunata carriera? Dopo le scrittura di tanti blockbuster hai fatto un esordio strepitoso alla regia con i due “Notte prima degli esami” e sopratutto con “Ex” che credo sia la tua punta di diamante di tutti i tempi. Poi nei film successivi ci sono state oscillazioni in alto ed in basso , che puntavano soprattutto al botteghino. C’e stata influenza dei produttori su queste oscillazioni, che hanno visto una qualità’ cinematografica altalenante, senza mai raggiungere i vertici qualitativi di “Ex” che con questo ultimo film recuperi quasi del tutto?” . La risposta di Brizzi : “la alternanza e’ dettata dal mercato. Qualche volta con film natalizi che cercano la risata. Sono due anime che sono in me. So fare entrambe le cose. Il prossimo film che ho già girato per Medusa e’ comico al 100%, non c’e’ una sola scena di approfondimento. Ho scritto cinepanettoni per Neri Parenti. E’ un mestiere che ho imparato e quando me lo chiedono lo rifaccio. Anche se preferisco film come “Notte prima degli esami” e “Ex”.  Una confessione onesta. Quando parlava di un film “comico al 100%”, in cui “non c’e’ una sola scena di approfondimento”, si riferiva, di tutta evidenza a questo “La Mia Banda suona il Pop”. Con il quale continua la oscillazione tra film di qualità e film di puro intrattenimento popolare. Questo film, che appartiene alla seconda categoria, e’ favolistico, surreale, con molti snodi narrativi che travalicano di molto la soglia di rottura della credibilità. Vanta più di una gag riuscita, dove il mestiere di Fausto Brizzi e’ una garanzia, specie se in scrittura e’ affiancato, come nella specie, dall’amico di sempre, Marco Martani, con il quale ha condiviso la creazione di molti dei cinepanettoni multimiliardari con De Sica e Boldi. La cosa più riuscita (e credibile) del film sono il falsi successi musicali anni ’80 della fantomatica band protagonista del film, partoriti dal genio di Bruno Zambrini, autore di Bambola di Patty Pravo e di tutte le più grandi hit di Gianni Morandi . Sembrano davvero canzoni orecchiabili e di successo degli anni ’80 e consentono ai mattatori attori protagonista di fare davvero bella figura.

Valutazione sintetica : 6.5