Querido Fidel, opera prima di Viviana Calò

QUERIDO FIDEL SARÀ DISTRIBUITO NELLE SALE DAL 18 NOVEMBRE, NEI GIORNI CHE PRECEDONO IL QUINTO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI FIDEL CASTRO

  (E IL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI UN ALTRO SUDAMERICANO, FORSE IL PIÙ FAMOSO TRA I FAN DI FIDEL, DIEGO ARMANDO MARADONA…) 

AL BIFEST 2021, DOPPIO PREMIO AL FILM NEL CONCORSO ITALIAFILMFEST: GIANFELICE IMPARATO MIGLIOR ATTORE E VIVIANA CALÒ MIGLIORE REGISTA

 

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Querido Fidel scrive ogni mese Emidio (Gianfelice Imparato), attempato comunista napoletano, dal tinello di casa che ha trasformato in un’eccentrica roccaforte del socialismo reale… E quel che è strano è che il “comandante” gli risponda. Ogni mese. Direttamente dall’Avana. Perfino in quelle settimane del 1991, quando in periodo especial e con la protettiva Unione sovietica prossima alla dissoluzione, anche il baluardo caraibico del comunismo mondiale sembra avere i giorni contati… Una corrispondenza autoconsolatoria? Una mitomania?

Di certo Querido Fidel è il titolo accattivante dell’opera prima di Viviana Calò, giovane regista napoletana con residenza a Tenerife, proposto in anteprima mondiale aItaliaFilmFest”, sezione competitiva del recente Bif&st 2021-Bari International Film Festival, dove la giuria di 24 giovani ha assegnato a Gianfelice Imparato il premio come miglior attore intitolato a Gabriele Ferzetti. E a Viviana Calò il premio per la migliore regia intitolato a Ettore Scola, ancora oggi presidente onorario del festival. Querido Fidel è stato presentato nella sezione competitiva ItaliaFilmFest insieme con altri cinque film di produzione italiana in anteprima mondiale.

Il film è anche interpretato da Ninni Bruschetta, Marco Mario De Notaris, Antonella Stefanucci, Valentina Acca, Marcella Spina, Agamenòn Quintero e da Alessandra Borgia, fedele e compassionevole moglie del bislacco protagonista e deus ex machina dell’intreccio. Oltre che dal citato Gianfelice Imparato (ancora sul grande schermo in Qui rido io e in tv tra I bastardi di Pizzofalcone), rivoluzionario giammai pentito che vediamo, abito e stivali militari, sigaro d’ordinanza, attraversare vicoli e lungomare della sua città, Napoli, inseguendo improbabili attentati all’imperialismo. Tollerato dai vecchi compagni, ormai anch’essi, sulla via di un irreversibile cambiamento e irriso da un figlio che a dispetto, del nome, Ernesto (come il Che), insegue invece un sogno e un tenore di vita decisamente yankee.

Querido Fidel sarà distribuito nelle sale dal 18 novembre da TeleAut produzioni in collaborazione con Altri Sguardi, nei giorni che precedono il quinto anniversario della scomparsa di Fidel Castro (25 novembre), involontario protagonista della vicenda. Un anniversario che porterà con sé un carico di celebrazioni e riflessioni, comunque la si pensi sulla singolarissima storia di quel paese contraddittorio e meraviglioso che è Cuba. Il 25 novembre, che è anche il primo anniversario della morte di un altro sudamericano, forse il più famoso tra i fan di Fidel, Diego Armando Maradona. Che cosa c’entra Maradona con Querido Fidel? Diciamo che è il soggetto di una delle scene più divertenti…

«L’idea centrale del film è molto semplice», dice la regista Viviana Calò. «Che succederebbe se un uomo decidesse di vivere il proprio quotidiano, seguendo esclusivamente i propri ideali? Il protagonista della mia storia altro non è che un sognatore, un “picchiatello”, che vive l’eterno conflitto tra la propria ideologia e la realtà con cui è costretto a confrontarsi tutti i giorni. Questo contrasto si amplifica maggiormente nelle differenze tra generazioni: quella di chi è cresciuto a “pane e rivoluzione” e quella di chi, i più giovani, sono invece cresciuti nel mito del consumo e del capitalismo». Temi forti, che Querido Fidel ha svolto tuttavia nei modi di una commedia agrodolce, contemporanea e vintage al tempo stesso, senz’altro la prima – come spiega uno degli spiritosi post sul film nei social network – “in salsa cubano-napoletana” ( questa la pagina FB del film: https://www.facebook.com/queridofidelfilm). O anche «una sorta di “Goodbye Lenin” destinato a quel pubblico che pur seguendo quel che avviene nel mondo ha voglia, quando possibile, di sorriderci un po’ su».

Querido Fidel è una produzione TeleAut, Audioimage ed eskimo, realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura-Direzione Generale Cinema, Regione Campania e Film Commissione Campania (che sostengono con un contributo anche la distribuzione dell’opera), Regione Lazio. Il film sarà distribuito internazionalmente da Fandango Sales.

 

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