11 I CORTI PRESENTATI ALLA SECONDA EDIZIONE DEL “FESTIVAL DEL CINEMA TEDESCO” A ROMA

SARANNO 11 I CORTI PRESENTATI ALLA SECONDA EDIZIONE
DEL “FESTIVAL DEL CINEMA TEDESCO” A ROMA

nella capitale il meglio della cinematografia breve tedesca
il 25 marzo al Cinema Quattro Fontane

Saranno 11 i cortometraggi presentati alla seconda edizione del Festival del Cinema Tedesco che si terrà dal 24 al 27 marzo a Roma al Cinema Quattro Fontane con ospiti e incontri con gli autori.

A volere l’iniziativa il German Films che, da oltre 25 anni, promuove il cinema tedesco nel mondo, in collaborazione con il Goethe-Institut e l’Ambasciata della Repubblica di Germania a Roma. Quattro i giorni di programmazione nel corso dei quali saranno presentate alcune tra le più interessanti e recenti produzioni cinematografiche tedesche con ben 5 lungometraggi in anteprima italiana. Una selezione di film, documentari e cortometraggi di autori e registi, all’attenzione della critica e dei festival internazionali, selezionati da una giuria di professionisti del settore. Giurati dell’edizione 2022: Claudia Bedogni, Mauro Donzelli, Miriam Mauti e Cristina Zanetti.

Venerdì 25 sarà presentata una selezione del meglio della cinematografia breve tedesca. Si tratta di 11 cortometraggi, pensati per la distribuzione nelle sale, che arrivano grazie al German Films e al Filmförderungsanstalt (FFA), l’Ente Federale per la promozione cinematografica tedesca. L’annuale rassegna, giunta al suo undicesimo anno, che propone i migliori cortometraggi realizzati nel corso dell’anno dagli studenti provenienti dalle scuole tedesche di cinema.
Gli 11 corti del Next Generation Short Tiger 2021 spaziano tra i generi, tra cui animazione, e affrontano una pluralità di tematiche che vanno dall’amore alla maternità, passando per l’infanzia, l’autodeterminazione e la pandemia. Questi i cortometraggi selezionati:
Animali di Elisabeth Wilke. Estate a Roma: Emma, nove anni, esplora per la prima volta il suo quartiere da sola. Dietro un cancello crede ci sia un elefante affamato, ma gli piacerà davvero il pesce al limone? Emma lo scoprirà presto.
Bird Of Paradise di Jannik Weiße. Al primo grande amore segue la prima grande separazione. Tutto ciò che rimane a Milan e Laurie è una busta piena di ricordi e il “figlio del divorzio”, che nessuno dei due vuole.
Bottles di Jannis Alexander Kiefer. Tre minuti prima dell’incontro online: la battuta per rompere il ghiaccio è ben studiata, la bottiglia nei pantaloni saldamente al suo posto e la connessione internet è ottimale – cosa potrebbe mai andare storto?
Drawing from Memory di Daood AlabdulaaIl corto affronta una parte della vita del regista. L’infanzia felice, ma insolita. L’energia che si sente in gioventù e il desiderio di cambiare il mondo. Parla del periodo della guerra e di come si fugge da essa.
Due to Legal Reasons This Film Is Called Breaking Bert di Anne IsenseeFino a che punto arriva l’autodeterminazione di un personaggio animato? Un’opera educativa animata in bianco e nero.
Handbook For A Privileged European Woman di Alma Buddecke. Ci sono persone che cavalcano un toro e tutti pensano: “Wow, doma la natura”. E poi ci sono persone che cavalcano un toro e tutti pensano: “Wow, come ballano le sue tette”. Jackie appartiene alla seconda categoria ed è proprio questo il problema. Il corto è una guida passo dopo passo per le persone che vogliono sbarazzarsi della propria sfortuna.
In Germany di Christoph Mushayija Rath. Gira voce che i vicini tedeschi di un gruppo di sfacciati ragazzini guineani abbiano una bella piscina. Senza pensarci due volte, la banda si avvia verso la presunta felicità. Quando, dopo una serie di vicissitudini, solo in due hanno il permesso di entrare in piscina, tocca a Ouakam decidere, se portare o meno con sé il suo migliore amico Semah.
No di Bruno Manguen SapiñaFrida ed Emiliano si conoscono da poco tempo, ma intrattengono una relazione appassionata. Dopo una notte passata insieme, Frida esige la propria indipendenza. Ma il suo bisogno di indipendenza avrà per lei, come per tante altre donne in Messico, terribili conseguenze.
Panic or Reason di Marlin van Soest. La Germania durante la crisi pandemica. Come vive la gente questa situazione, adeguando la propria vita alle misure di sicurezza? Brevi filmati con personaggi in plastilina illustrano le interviste condotte a partire da marzo 2020, mostrando così le diverse opinioni e i diversi atteggiamenti.
Postpartum di Henriette Rietz. Il corto affronta la fase caotica nella vita della protagonista diventata per la prima volta mamma. Carica di ormoni e privata del sonno, questo intenso periodo è inciso profondamente nel suo cuore. Questo film è uno sguardo onesto e molto personale nel mondo di una neomamma, realmente convinta che il congedo parentale sarebbe stato una specie di anno sabbatico.
We Are Good di Manuel Boskamp. “Quello che fai non è così importante, ma come lo fai lo è ancora di più”. Sfruttando questo motto, l’insegnante di danza Alan Brooks mostra a 25 studenti della scuola professionale di cosa sono capaci e come possono usare questo talento per affrontare più forti la vita.

Il Festival del Cinema Tedesco è promosso da German Films Service + Marketing GmbH, in collaborazione con il Goethe-Institut e l’Ambasciata della Repubblica di Germania a Roma con il supporto del Cinema Quattro Fontane.

L’ingresso alle proiezioni è a pagamento nel rispetto delle norme anticovid e con il Green Pass. Per informazioni sui biglietti visitare il sito https://www.circuitocinema.com. I film saranno in lingua originale sottotitolati in Italiano.

Nel pubblicare le foto si chiede di rispettare il credito:
ANIMALI foto © HFF München
BIRD OF PARADISE foto © Filmakademie Baden-Württemberg
BOTTLES foto © Jannis Alexander Kiefer
DRAWING FROM MEMORY foto © Bella Schöne, Daood Alabdulaa
DUE TO LEGAL REASONS THIS FILM IS CALLED BREAKING BERT foto © Film University Babelsberg KONRAD WOLF/Anne Isensee
HANDBOOK FOR A PRIVILEGED EUROPEAN WOMAN foto © Jakob Fliedner
IN GERMANY foto © DFFB/Malte Siepen
NO foto © Bruno Manguen Sapiña
PANIC OR REASON foto © Marlin van Soest
POSTPARTUM foto © Henriette Rietz
WE ARE GOOD foto © HFF München

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