BROS (Recensione di Rossella Pozza)

BROS (Recensione di Rossella Pozza)

BILLY EICHNER

LUKE MACFARLANE

 

PRODUTTORI ESECUTIVI

BILLY EICHNER

KARL FRANKENFIELD

 

PRODOTTO DA

JUDD APATOW p.g.a

NICHOLAS STOLLER p.g.a.

JOSH CHURCH p.g.a.

 

SCENEGGIATURA DI

BILLY EICHNER & NICHOLAS STOLLER

 

MUSICHE DI

MARC SHAIMAN

 

MONTAGGIO DI

DANIEL GABBE

 

SCENOGRAFIE DI

LISA MYERS

 

DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA

BRANDON TROST

 

REGIA DI

NICHOLAS STOLLER

 

DISTRIBUZIONE: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY

 

Uscita Italiana: 3 Novembre 2022

Durata del Film: 1 h 55 minuti

 

Il materiale fotografico è disponibile sul sito www.upimedia.com

 

Ufficio Stampa Universal Pictures International Italy:

Matilde Marinai – matilde.marinai@nbcuni.com

Marta Salvatori – marta.salvatori@nbcuni.com

 

SINOSSI

Universal Pictures è orgogliosa di presentare la prima commedia romantica di una major su due uomini gay che forse, possibilmente, probabilmente, inciampano nell’amore. Forse. Sono entrambi molto impegnati.

Dalla fervida mente comica di BILLY EICHNER (Billy on the Street; Il re leone del 2019; Difficult People; American Crime Story 3:Impeachment) e dalla genialità dei filmmker di successo NICHOLAS STOLLER (i film Cattivi Vicini; Non mi scaricare) e JUDD APATOW (Il re di Staten Island; Un disastro di ragazza; The Big Sick: il matrimonio si può evitare… l’amore no), arriva BROS, una commedia intelligente, sensuale e profonda su quanto sia difficile trovare un altro essere umano attraente con cui vivere.

BROS è interpretato da BILLY EICHNER, il primo uomo apertamente gay ad essere co-sceneggiatore e protagonista di un proprio film prodotto da uno Studio, e LUKE MACFARLANE (Killjoys), al fianco di un cast interamente LGBTQ+ formato da GUY BRANUM (The Other Two), MISS LAWRENCE (Star), TS MADISON (The Ts Madison Experience), DOT-MARIE JONES (Glee), JIM RASH (Community), EVE LINDLEY (Messaggi da Elsewhere), MONICA RAYMUND (Chicago Fire), GUILLERMO DÍAZ (Scandal), JAI RODRIGUEZ (Uncopled) e AMANDA BEARSE (Sposata con figli).

Il film inoltre vanta delle apparizioni della premio Emmy DEBRA MESSING (Will & Grace), del tre volte candidato all’ Emmy BOWEN YANG (Saturday Night Live), e del leggendario vincitore di quattro Tony HARVEY FIERSTEIN (Amici, complici, amanti).

BROS è diretto da NICHOLAS STOLLER, da una sceneggiatura di BILLY EICHNER e NICHOLAS STOLLER, e prodotto da JUDD APATOW p.g.a., NICHOLAS STOLLER p.g.a. e JOSH CHURCH p.g.a. (co-produttore di Un disastro di ragazza; Fratellastri a 40 anni); i produttori esecutivi invece sono BILLY EICHNER e KARL FRANKENFIELD (Everything’s Trash).

La colonna sonora di BROS è del vincitore del Tony e sette volte candidato all’Oscar® MARC SHAIMAN, la cui musica ha plasmato alcuni dei film romantici più iconici degli ultimi trent’anni, tra cui Harry,… ti presento Sally; Insonnia d’amore e Il Presidente – una storia d’amore. Il montaggio del film è opera di DANIEL GABBE (The Sandman); scenografie di LISA MYERS (Awkwafina è Nora del Queens); direzione della fotografia di BRANDON TROST (la saga di Cattivi Vicini).

 

L’ANTEFATTO

La commedia romantica è datata quasi quanto i film stessi, e racchiude di tutto: dai classici vintage come Accadde una notte del 1934 e La signora del venerdì degli anni ’40, ai più moderni Harry,… ti presento Sally; Io e Annie e Stregata dalla luna. Tuttavia, in quasi un secolo di film, e nonostante le centinaia di storie cinematografiche, nessun grande Studio ha mai lanciato una commedia romantica su due uomini gay. Billy Eichner ne era fermamente consapevole, anche quando il regista Nicholas Stoller lo ha contattato nell’autunno del 2017 per proporgli una sceneggiatura a quattro mani e l’interpretazione in un film di questo genere. “Non ho mai creduto che una major l’avrebbe fatto” dice Billy Eichner. “Continuavo a ripetere a Nick che ci avevo provato da tempo, ma senza successo. Per 20 anni mi sono sentito dire che trattavo l’argomento in modo ‘troppo gay’. Eppure, lui insisteva nel dire il contrario. E aveva ragione”.

Stoller è diventato uno dei più grandi registi di commedie della sua generazione, con una serie di successi che includono i film Cattivi vicini, Non mi scaricare e la fortunata serie Netflix Compagni di Università, dove ha incontrato Eichner per la prima volta. “Billy è uno dei pochi uomini del settore che conosco, che si è completamente fatto da sé”, afferma Stoller. “Tutti hanno dei mentori, ed il suo è stato YouTube. Ha pubblicato i suoi video su Funny or Die, ed è diventato famoso. Non aveva nessuno dietro. Ce l’ha fatta da solo, e ottenere consensi quando l’intero settore per molto tempo ha manifestato dei dubbi a causa dell’orientamento sessuale, ha richiesto molta forza interiore. Quindi, pur sapendo che Billy era divertente, nella prima stagione di Compagni di Università in una scena molto emozionante, ha mostrato tutto il suo talento come attore; così come nel primo episodio che abbiamo recitato in un cinema, e ogni volta che era sullo schermo: spaccava!. Lo consideravo una vera e propria star del cinema, e mi sarebbe piaciuto proporgli una commedia romantica su due uomini gay, ma non avrei potuto scriverla da solo. Non sono omosessuale, quindi non sarebbe stato onesto. Gli ho mandato un’e-mail con scritto: ‘Ti andrebbe di farlo?’ “.

Eichner ha accettato, e i due si sono lanciati in una collaborazione che si è rivelata illuminante per entrambi. “Io non avevo mai scritto un film, e Nick non sapeva molto della cultura gay, a parte quello che dicono i media”, dice Eichner. “Così, io l’ho istruito sulla cultura gay e lui ha istruito me su come strutturare una sceneggiatura per uno Studio importante. La partnership è stata una sorta di matrimonio divertente, unico e sorprendente, tra co-autori. Eravamo in sintonia su tutto. E da lì è iniziato un processo durato cinque anni”.

Judd Apatow era il produttore ideale per quello che sarebbe diventato Bros. Nel corso della sua leggendaria carriera, ha portato una serie di promettenti talenti comici alla loro prima grande performance sul grande schermo, come Steve Carell, Seth Rogen, Jonah Hill, Jason Segel, Kristen Wiig, Amy Schumer, Kumail Nanjiani e Pete Davidson. Bros aveva lo stesso potenziale per Eichner. “Sono un grande fan di Billy Eichner”, dice Apatow. “Nick Stoller ed io abbiamo lavorato insieme a 5 anni di fidanzamento; Undeclared e Non mi scaricare ed abbiamo scritto Dick & Jane – Operazione furto, quindi ci piace lavorare insieme. Abbiamo pensato che questo fosse il tipo di film che non si sarebbe mai realizzato: una commedia romantica gay di uno Studio importante con un budget elevato. Sembrava folle che non ne fossero stati fatti a centinaia. Quindi, eravamo tutti molto entusiasti di provare a far sì che ciò accadesse”.

Mentre tutte le persone coinvolte sapevano che il film sarebbe stato uno spartiacque per la rappresentanza LGBTQ+, l’obiettivo principale era quello di creare la commedia più esilarante e sincera possibile. “In genere, nel lavoro creativo cerco di pensare a chi ha talento, chi è divertente, chi ha delle storie da raccontare”, dice Apatow. “E succede che se devi prendere in considerazione l’aspetto politico del progetto, alla fine potresti entrare in un punto in cui perdi il lume dell’immaginazione e del divertimento. Ma la verità è che il nostro settore ha trascurato la rappresentazione di altre persone. Non credo che Bros risolverà la questione; penso solo che mi piacerebbe vedere altri film come questo, perché non ne esistono. Siamo fortunati ad avere avuto la possibilità di dar vita ad un progetto del genere, per molti tanto significativo. Ma la cosa più importante è che faccia divertire”.

Eichner sapeva fin dall’inizio che voleva fare un film sulla vita di un uomo gay moderno, urbano, che fosse adulto, autentico e facilmente riconoscibile. “Volevo mostrare in modo molto divertente, ma realistico, cosa succede quando due uomini gay adulti, entrambi fieri di non aver bisogno di una relazione, si innamorano per la prima volta”, dice Eichner. “Gli uomini in generale, e in particolare quelli gay, sono orgogliosi di essere apparentemente forti e autosufficienti, così come lo è chi fa parte della realtà LGBTQ+. Vogliamo essere duri e non vogliamo aver bisogno di nessun altro. Allora, cosa succede quando due uomini si innamorano l’uno dell’altro?”.

La genesi della narrazione del film è venuta da uno sketch che Eichner ha girato anni prima per la sua serie Billy on the Street, chiamato “The Bro Lightning Round” con Jason Sudeikis. “È stata una delle uniche volte in Billy on the Street in cui ho assunto un’altra identità”, dice Eichner. “Mi sono trasformato andando in giro con i miei amici indossando pantaloni color cachi, una maglia sportiva e un berretto da baseball al contrario. Mi presentavo dalla gente dicendo ‘Hey fratello’ con una voce particolare e un atteggiamento completamente diverso dal mio. Lo sketch è diventato virale, e mi hanno scritto dei commenti e delle riflessioni sulla mascolinità. Nella vita reale, un mio buon amico – un mio amico gay – mi ha visto nel video e mi ha detto: ‘Sai, sei davvero sexy in quello sketch’. Siamo amici da 20 anni e non ha mai, dico mai accennato ad alcun tipo di attrazione per me. E mi ha letteralmente detto – senza ironia o sarcasmo – ‘Dovresti vestirti così, perché sei davvero sexy’. Gli ho risposto: ‘Dici sul serio? Quindi, pensi che dovrei alterare completamente la mia voce, il mio corpo e tutto ciò che mi riguarda per sembrare sexy?’. Credo che la sua intenzione fosse quella di farmi un complimento; perciò l’ho trovato divertente, ed è anche un po’ folle. E questo concetto ha ispirato l’intero film”.

Tra i molti aspetti della cultura gay di cui il film fa affettuosamente satira – assurde manie di allenamento, incontri su Grindr, rapporti a tre, politica intra-queer – Bros punta i riflettori su quegli elementi della cultura maschile gay che elevano, emulano ed erotizzano la mascolinità stereotipata. “Questo film parla della mascolinità e dell’incapacità degli uomini, in particolare nella comunità gay, di essere vulnerabili e di sentirsi a proprio agio nella propria pelle”, afferma Stoller. “Penso che questi siano problemi che qualsiasi uomo ha affrontato in qualche modo, ma è specifico della comunità gay. Ed è specificamente la storia di Billy”.

In effetti, la prima scena a cui Eichner ha pensato per il film è quella in cui il suo personaggio, Bobby, è stato appena scaricato e decide di rimettersi in forma. “Bobby si sente molto insicuro su come appare, sul suo corpo e sulla sua mascolinità”, dice Eichner. “Quindi, va in palestra ad allenarsi, e inizia un gioco di sguardi con un ragazzo che trova particolarmente sexy, con l’intenzione di avvicinarsi a lui per flirtare. Ma all’ultimo decide di cambiare portamento. Gira il berretto da baseball per avere un’aria da ‘fratello’ e opta per un tono di voce più profondo del normale. Cambia personalità per sembrare più attraente”.

Questo è un problema in corso tra gli uomini gay che hanno raggiunto la maggiore età negli anni ’90 e 2000, dice Eichner. “I miei amici ed io non abbiamo lottato per affermare la nostra omosessualità”, dice Eichner. “Sono sicuro che altri invece l’hanno dovuto fare. Io no. La lotta è stata: ‘Beh, sono gay, ed è bello. Ma voglio comunque essere un uomo’. C’era il maschile contro il femminile o il maschile contro l’appariscente. Tipo “Sono gay, ma voglio comunque essere un ‘fratello’ “. Non mi sento più così. Ma certamente lo sono stato. Ed è qualcosa di radicato negli uomini gay della mia generazione”.

È così pervasivo, infatti, che lo stesso Eichner spesso non si rende conto di quando entra in modalità ‘fratello’, anche ora. “Tutti i miei agenti, i miei avvocati, e il mio manager sono uomini eterosessuali, e sono tutti adorabili e meravigliosi”, dice Eichner “Ho avuto un’ assistente per molto tempo, ora una co – produttrice  di Bros – che mi ha detto: ‘Ogni volta che ti chiamano, la tua voce scende di due ottave’. E non me ne rendevo nemmeno conto. È molto indicativo di tutto il code switching che abbiamo messo in atto nel corso degli anni. È solo una parte della nostra vita in cui abbiamo costantemente pensato ‘Come dovrei comportarmi di fronte a questa persona etero per non alienarla?’ “.

In definitiva, però, il film parla delle sfide erculee di trovare qualcuno che non ti faccia impazzire, e poi trovare il coraggio di lasciarsi amare. “È la storia di due uomini che si innamorano, ma che allo stesso tempo, per ragioni diverse, sono entrambi intimiditi e spaventati l’uno dall’altro”, dice Eichner.

La storia è specifica e autentica per gli uomini gay, ma le emozioni sono universali. “Non abbiamo deciso di realizzare un film di nicchia destinato solo a una specifica comunità “, afferma il produttore Josh Church. “Vogliamo che parli alla comunità LGBTQ+, e che raggiunga altresì il pubblico in generale, che ha voglia di assistere ad una commedia romantica con storie finora mai viste. Vedranno interpreti mai visti prima. Ascolteranno battute mai sentite. E si spera che tutti gli spettatori lasceranno le sale rendendosi conto che ‘tutte le storie hanno una storia’, e che dovremmo ricercarle in ogni angolo della società, in ogni persona, ed ogni gruppo”.

Stoller e Apatow avevano un eccellente pubblico integrato per testare come sarebbe stato interpretato il film da persone al di fuori della comunità LGBTQ+: loro stessi. “Tutti desiderano essere felici, sentirsi connessi, innamorati, supportati, compresi e rispettati”, afferma Apatow. “Quindi non c’è davvero niente in un film come questo, che non sia completamente riconoscibile e universale. Voglio dire, tutti vivono questo tipo di esperienza”. E Stoller era entusiasta di invitare il pubblico etero nell’esperienza maschile gay. “Il mio obiettivo era quello di realizzare l’episodio più spassoso di tutti i tempi di Frontline“, aggiunge Stoller. “Quindi, al di là delle grasse risate, avere poi voglia di parlare dei temi trattati col coniuge o un amico”.

 

I PERSONAGGI

Un cast principale interamente LGBTQ+

In quasi tutta la storia di Hollywood, per un attore etero – in particolare un attore maschio etero – interpretare un ruolo gay veniva considerato un attentato professionale. Dopo che Tom Hanks ha vinto l’Oscar® per Philadelphia del 1993, gli atteggiamenti hanno iniziato a cambiare e, nel corso degli anni, interpretare ruoli gay è diventato una corsia preferenziale per il riconoscimento di premi. Dal 1993, più di 15 uomini eterosessuali sono stati nominati o hanno vinto gli Academy Awards® per aver interpretato personaggi gay. È diventato un fatto così comune da esser parodiato dalla star del cinema interpretata da Robert Downey Jr. in Tropic Thunder, un ruolo per il quale lo stesso Downey ha ricevuto una nomination. Tuttavia, l’uomo no-gay in particolare, che all’epoca era apertamente gay, non ha mai vinto l’Oscar come Miglior Attore. Non ancora.

“Per decenni, Hollywood ha permesso agli attori etero di interpretare i ruoli LGBTQ+ meglio scritti, più intriganti, più multidimensionali e di alto profilo, che finiscono per vincere premi”, afferma Billy Eichner. “E usano questi ruoli per mostrare alle persone la loro versatilità, il loro ‘coraggio’ e la loro serietà nel lavoro, il che va bene. Ma non funziona mai nella direzione opposta”.

Quindi, quando Nicholas Stoller, Eichner e i produttori Judd Apatow e Josh Church hanno iniziato il casting per Bros, avevano ben impresso questo concetto. “La prima decisione presa sul casting è stata che il mio interesse amoroso sarebbe stato interpretato da un altro attore apertamente gay”, dice Eichner. “Tutti, compreso lo Studio, ne sono stati fermamente convinti. Poi, una volta presa questa decisione, mi sono rivolto a Nick e gli ho detto: ‘Tutti nel cast dovrebbero essere apertamente LGBTQ+’. Il film stesso stava diventando, in una certa misura, un mezzo per consentire alle persone queer di raccontare le proprie storie, e di controllare le nostre stesse storie. Era come se dovessimo sfruttare questa opportunità per popolare il film con attori e attrici apertamente LGBTQ+, persone trans e persone non binarie che semplicemente non avevano avuto questa chance prima d’ora, basandosi esclusivamente su chi erano nella loro vita personale”.

Oltre ad essere la prima commedia romantica di una major su due uomini gay, Bros è anche il primo film della storia con un cast principale interamente LGBTQ+. Ciò si riflette non solo nella scelta del cast, ma sullo schermo stesso, come punto di discussione tra il personaggio di Eichner, Bobby, e il suo interesse amoroso, Aaron (Luke Macfarlane) durante un appuntamento all’inizio della loro relazione. “Vanno a vedere un film intitolato The Treasure Inside che è una grande pellicola da Oscar con due attori eterosessuali”, dice Nicholas Stoller. “E il personaggio di Billy, Bobby, continua a chiedersi ‘Perché gli attori gay non possono mai recitare in versione etero, mentre gli attori etero possono recitare in ruoli gay vincendo gli Oscar?’. E quindi, affinché quella battuta funzionasse, avevamo bisogno di realizzare l’intero film LGBTQ+. Quindi, i personaggi gay sono interpretati da attori LGBTQ+; i personaggi etero sono interpretati da attori LGBTQ+. Ogni attore del film appartiene a questa comunità. E penso che faccia il film”.

Il processo di casting di tutti quei ruoli si è rivelato sorprendente e stimolante. “Abbiamo fatto audizioni a tantissimi attori meravigliosi”, dice Eichner. “Ciò che si è evinto, è che c’è una quantità enorme di talento LGBTQ+ che non è stato utilizzato. Avremmo potuto scegliere altri 30 attori che erano tutti ugualmente divertenti e fantastici. È stato strabiliante. Non si trattava di far passare un messaggio, ma di aiutare a correggere quello che attualmente è un profondo squilibrio su chi ottiene determinate opportunità”.

La prima volta che l’intero cast si è assemblato, l’impatto è stato più grande di quanto tutti si aspettassero. “Abbiamo fatto una lettura del copione, e ci siamo divertiti tantissimo”, dice Apatow. “Ma la cosa di cui sono rimasto sorpreso è che è stata una lettura molto emozionante, perché in molti hanno pensato: ‘Non ho mai avuto una parte simile. Non mi sono mai sentito rappresentato. La gran parte del business non è stata accogliente con me’. Molti dei presenti meritavano visibilità. Fortunatamente, ora gli spettatori rimarranno colpiti da tutti questi nuovi volti”.

Il produttore Josh Church è rimasto incantato da loro. “Questo è stato tra i cast più ricchi di talenti che abbia mai visto”, dice Church. “Guardando le scene sul set, ci sono delle persone che non abbiamo mai visto fare battute comiche, e storie che non abbiamo mai sentito. Per questo cast, in particolare, sono state importanti le esperienze vissute. Tutti hanno apportato le proprie. Ecco perché Billy e Nick hanno scritto intenzionalmente un film con un grande ensemble, in modo che potessimo coinvolgere tutti e dire: ‘Condividi la tua storia’ “.

 

Bobby

Billy Eichner (lui)

Bobby, interpretato da Billy Eichner, è un uomo gay impenitente e sicuro di sé che vive a New York. Lavora nel consiglio di amministrazione del Museo LGBTQIA+, tra i molti altri progetti. “Bobby Lieber ha messo insieme una carriera che comprende molti lavori, tutti incentrati sui media in modi diversi”, afferma Eichner. “Ha un podcast, scrive libri e tiene discorsi. Ha partecipato a Queer Eye, e tenta di diventare ‘un personaggio’, anche se la sua personalità lo ostacola. Non è molto famoso, ma ha dei fan. È saccente, audace, sicuro di sé e particolarmente schietto, soprattutto quando si tratta di questioni LGBTQ+:  e solleva la questione di essere stati esclusi dai libri di storia, e del fatto che i bambini non vengono educati sulla storia LGBTQ+”.

Bobby tende ad essere cinico e ha un approccio rigido riguardo agli incontri. “E’ la classica persona che si vanta di non aver bisogno di una relazione”, dice Eichner. “Ma oramai è circondato da amici le cui vite personali si stanno evolvendo. Che si tratti di avere figli o di sposarsi o di aprire una relazione per includere qualcun altro, o qualsiasi altra cosa. E con aria da duro dice: ‘È fantastico per voi ragazzi, ma io non voglio e non ho bisogno di nulla’. Eppure al contempo è sessualmente attivo su Grindr: frequenta e flirta con altri ragazzi. Molte volte, i tipi così sono asessuati. Ma non è questo il caso, anzi!. Semplicemente non vuole essere classificato in base al fatto di avere una relazione o meno. E, ovviamente, finisce per incontrare una persona”.

 

Aaron

Luke MacFarlane (lui)

Luke Macfarlane interpreta l’affascinante esecutore testamentario Aaron, che conquista Bobby. Aaron è l’opposto di Bobby, su molti fronti. Mentre quest’ultimo manifesta sonoramente ed orgogliosamente il suo modo di essere, Aaron è più riservato: le sue opinioni sono più temperate. “Aaron ha escogitato un modo per esprimere la sua identità nel mondo, ma forse non è pienamente consapevole del quadro storicamente più ampio, in cui gli uomini gay si inseriscono nella nostra società”, dice Macfarlane. “Mi fa riflettere sul fatto che tutti dobbiamo crescere. È anche un ragazzo che si allena troppo: anch’io lo faccio quando sono stressato. Quindi quella parte aveva un senso”.

Per il ritratto di Aaron, i realizzatori erano alla ricerca di un attore con le caratteristiche fisiche e comportamentali che avevano immaginato. “I film si chiama Bros, giusto?” dice Eichner. “L’atteggiamento da ‘bro’ ha il suo fascino, ed Aaron ne è l’incarnazione nella comunità gay. La persona doveva avere quelle qualità, ma non si trattava solo di quello. Doveva anche avere molto cuore, e tenere Bobby sull’attenti, perché quest’ultimo poteva tirare fuori un carattere intimidatorio: il suo partner non poteva essere una persona che si faceva facilmente sopraffare”.

Macfarlane nella sua audizione ha recitato in una scena in cui Bobby e Aaron si incontrano per la prima volta in un club. “Ricordo chiaramente quando Luke è entrato e ha letto la scena: è stata la prima volta che ho capito totalmente di cosa trattava il film, in un modo strano”, dice il regista Nicholas Stoller. “Ha apportato l’energia del ‘fratello’ in una maniera molto divertente; inoltre, c’è stata una grande chimica tra lui e Billy, all’istante. Questi due personaggi che sono agli antipodi, cercano altresì di capirsi a vicenda. E si può notare negli occhi di Billy e Luke per tutto il tempo”.

Macfarlane ha anche fatto dell’altro durante quell’audizione che ha sorpreso Eichner, e lo ha aiutato ad ottenere il ruolo. “Durante la scena, mi ha schiaffeggiato scherzosamente”, dice Eichner. “Non in modo violento; in modo civettuolo. E’ stato l’unico attore ad averlo fatto. Come dicono i bambini, ‘ha davvero capito il compito ’. Un secondo dopo che Luke è uscito da quella prima audizione, Judd, Nick e io ci siamo semplicemente guardati e ci siamo detti, “E’ quello giusto”.  Non è esattamente Aaron; ed io non sono esattamente Bobby. Ma entrambi comprendiamo molto bene alcune cose che quei personaggi stanno attraversando”.

Sul set, i realizzatori hanno incoraggiato l’improvvisazione, che era proprio nelle corde di Macfarlane. “Ho adorato questo fatto”, aggiunge MacFarlane. “Il mio personaggio viene un po’ preso in giro per il suo comportamento, quindi è stato divertente inventare nuove battute”.

MacFarlane era entusiasta di far parte di un cast interamente LGBTQ+. “Penso che ogni cast abbia una certa coesione: in questo caso avevamo tutti un’esperienza simile nel mondo”, dice MacFarlane. “Se avessi avuto l’opportunità di vedere qualcuno come me crescere davanti alla telecamera, questo fatto avrebbe cambiato il corso della mia vita e il corso della mia felicità. Ecco perché questo film è importante. È un messaggio per la generazione futura, in modo che si possano vedere le persone e pensare: ‘Va bene anche così’ “.

 

I membri del consiglio del Museo LGBTQIA+

Wanda: Miss Lawrence (lui/lei)

Angela: Ts Madison (lei)

Cherry: Dot-Marie Jones (lei)

Robert: Jim Rash (lui)

Tamara: Eve Lindley (lei)

Quando Bobby non si strugge per Aaron, lavora nel consiglio del Museo LGBTQIA+ in allestimento. Miss Lawrence, Ts Madison, Dot-Marie Jones, Jim Rash ed Eve Lindley interpretano gli schietti membri del consiglio di Bobby. Man mano che il loro museo prende forma, emerge molta storia LGBTQ+ in tutto il film, durante le discussioni del consiglio e nelle installazioni museali. I realizzatori hanno collaborato con lo storico LGBTQ+ e autore di best seller del New York Times ERIC CERVINI per assicurarsi che tutto fosse corretto. “Volevamo che fosse tutto radicato e reale”, afferma il regista Nicholas Stoller.

Miss Lawrence interpreta Wanda, una persona calma, fredda e raccolta. Bobby tende a essere un po’ istrionico riguardo ai suoi sentimenti e Wanda lo riporta alla calma. “Wanda è il capo del consiglio LGBTQ+ per il museo”, dice Miss Lawrence. “E’ pacata e seria. Penso che abbia imparato, come persona LGBTQ+ nera non conforme al genere, come incanalare la sua pace interiore e come riuscire ad ottenere i risultati che vuole, quando li vuole, senza dover essere chiassosa o ostentata”.

Dot-Marie Jones interpreta Cherry, che tollera a malapena le bizzarrie del consiglio. “Cherry è una persona molto diretta”, dice la Jones. “Siamo tutti personaggi determinati in ​​questo consiglio, ma quando lei vuole che sia fatta una cosa, vuole che sia svolta entro ieri. Sarebbe bello che da piccoli tutti avessimo avuto una figura del genere. La cosa più simile che ho avuto da bambino è stata la serie TV degli anni ’70 Bolle di sapone. Billy Crystal, che Dio lo benedica, ha interpretato un personaggio gay di nome Jodie. Era fantastico e divertente da morire. E quello era uno dei pochi personaggi gay di quel tempo, e per fortuna oggi siamo nella norma”.

Ts Madison, interpreta Angela, una donna transgender seria e convinta, mentre il vincitore dell’Academy Award® Jim Rash (sceneggiatore di Paradiso amaro) interpreta Robert, un membro del consiglio bisessuale semi-squilibrato fissato sul mancato riconoscimento della consapevolezza bisessuale negli anni, attraverso il Museo LGBTQIA+; mentre Eve Lindley ritrae il membro del consiglio Tamara. “È una storia molto umana, ed è una storia in cui tutti si identificheranno, a prescindere”, dice la Lindley. “E nel classico stile Nick Stoller – Judd Apatow, ci sono tanti personaggi divertenti, momenti e temi di sottofondo nella storia che, si spera, faranno tanto ridere”.

La Madison osserva che i personaggi LGBTQ+ sono stati troppo spesso solo il lato comico nei film, ed era entusiasta di far parte di un progetto che va contro la norma. “Siamo sempre stati il gancio per portare le persone in un luogo di gioia”, dice. “Ma dove altro siamo mai stati presi sul serio? Dove siamo stati supportati da uno studio importante? Quindi, in questa circostanza e con questi presupposti ho pensato si trattasse di un progetto importante, soprattutto per la cultura LGBTQ+ in generale”. Siamo esseri umani. Abbiamo esperienze umane. Proviamo sentimenti, abbiamo emozioni. Sappiamo cos’è l’amore, il batticuore, proprio come tutti. Ed esser stati messi da parte per decenni, e non aver potuto celebrare la nostra storia in modo adeguato, in modo diverso, per non essere riconosciuti come una moltitudine di cose, è straziante. Mi consola sapere che dopo questo film le cose saranno diverse”.

 

Henry

Guy Branum (lui)

Guy Branum interpreta il migliore amico di Bobby, Henry, e rappresenta una buona controparte per lo spirito pungente e cinico di Bobby. Mentre quest’ultimo è ossessionato dalla natura tortuosa del romanticismo, Henry opta per un approccio più distaccato verso gli appuntamenti. “Henry è una voce divertente e identificabile per coloro che non prendono in considerazione le relazioni a lungo termine”, dice Branum. “Le commedie romantiche tendono ad essere eteronormative: l’uomo incontra una donna, e c’è la prospettiva del matrimonio e dei figli. Quindi, nel raccontare una storia strana sull’innamoramento, bisogna dare spazio ad altre prospettive, anche se alla fine – voglio dire, avviso spoiler – forse Bobby e Aaron si mettono insieme. Ma ci sono ancora persone che rappresentano approcci poliamorosi, e sono stato orgoglioso di essere una di quelle voci che dicevano: “Ehi, non tutti devono necessariamente sistemarsi”.

 

Jason

Jai Rodriguez (lui)

Jai Rodriguez ritrae il fratello di Aaron, Jason. “Ho avuto il raro privilegio di aver fatto parte del primo cast gay nella storia dei network per Queer Eye, e ora del primo film interamente LGBTQ+ realizzato da una major”, dice Rodriguez. “Ero ansioso quando ho inviato la registrazione della mia audizione per Bros, perché pur avendo fatto molta strada con la rappresentazione queer, c’è ancora del pregiudizio a Hollywood nello scegliere attori queer per ruoli etero. Sono stato elettrizzato quando ho letto la sceneggiatura e notare che il personaggio di Billy trattava proprio questo argomento. Alcuni copioni toccano il tema ma non lo sviluppano. Ho anche avuto modo di sperimentare in prima persona l’evoluzione della rappresentazione queer nei media negli ultimi 25 anni, quindi aderire a questo progetto è stato convalidante in molti modi. Ad essere onesti, non credevo che stesse davvero accadendo finché Nicholas Stoller non ha urlato ‘Azione!’ “.

 

Anne

Amanda Bearse (lei)

Quando la relazione tra Bobby e Aaron fiorisce, Bobby ha l’opportunità di incontrare la famiglia di Aaron. Amanda Bearse, meglio conosciuta come Marcy D’Arcy (nata Rhodes) dell’iconica serie TV Sposati con figli, interpreta la madre di Aaron, Anne. La Bearse aveva già lavorato con Eichner in The Big Gay Sketch Show ed era entusiasta di riunirsi nuovamente a lui. “Billy e Nick hanno creato una storia meravigliosa”, afferma la Bearse. “Adoro quanto il personaggio di Billy, Bobby, sventoli le bandiere – la bandiera arcobaleno e la bandiera trans – in questo film. E adoro l’audacia del modo in cui si è spinto per raccontare com’è la storia di un uomo gay nel mondo degli appuntamenti”.

La Bearse è orgogliosa di far parte di un film che approfondisce la storia della comunità LGBTQ+. “Sono rimasta colpita, felice e orgogliosa che questa storia venisse raccontata da uno studio importante come una tradizionale commedia romantica con due uomini”, dice. “È stato magnifico sentirne parlare. E poi, quando ho scoperto che intendevano scegliere ogni ruolo nel film – gay o etero – con un membro della comunità LGBTQ+, l’ho trovato lungimirante. Non è mai stato fatto prima. Non recito da circa 25 anni e oggi ne faccio parte. È davvero una cosa importante per me”.

 

Sé stessa

Debra Messing (lei)

L’attrice premio Emmy Debra Messing in Bros interpreta sé stessa: un compito che si è rivelato più impegnativo di quanto si aspettasse. “Mi viene da dire che quello di Debra Messing potrebbe essere il ruolo più impegnativo che abbia mai interpretato”, dice la Messing. “Questo personaggio è la versione accelerata di me. Ed è stato un vero spasso”.

Il personaggio della Messing nel film è un potenziale donatore per il Museo LGBTQ+. “Quando ho sentito che ogni singolo ruolo principale è interpretato da un membro della comunità LGBTQ+, sono rimasta sbalordita”, sostiene la Messing. “Questa è storia. Mi sono commossa nel guardarmi intorno sul set ed essere la minoranza come donna cisgender. Mi sono sentita onorata di essere lì. Ci sono molti pretendenti come me che avrebbero potuto essere invitati a farne parte, quindi sono molto lusingata di esser stata scelta”.

 

LA PRODUZIONE

  • Le riprese di Bros sono durate 34 giorni, a Newark, nel New Jersey; Keyport, New Jersey; e Provincetown, Massachusetts
  • Le sequenze del Museo LGBTQIA+ sono state girate al Newark Museum of Art. “Volevamo che il museo fosse grande e innovativo, proprio come lo stesso film”, afferma la scenografa Lisa Myers. “Progettare il Legends Pavilion è stato davvero emozionante, non solo per il design, ma anche per le ricerche che ho dovuto svolgere. Ho lavorato con tre storici LGBTQ+, assicurandomi che le immagini nel Padiglione rappresentassero un’ampia varietà di persone LGBTQ nel corso della storia”.
  • Una sala da concerto di Jersey City è stata trasformata nel locale gay dove Aaron e Bobby si incontrano per la prima volta.
  • I produttori erano a cinque settimane dalle riprese nel 2020, perlustrando le location a Buffalo, New York, quando il film è stato interrotto a causa della pandemia. Le riprese sono state ritardate di un anno e mezzo. Questo ha consentito l’aggiunta di alcune delle scene più divertenti del film, e un cambio di location nel New Jersey ha fatto sì che le riprese si svolgessero anche a New York.

 

 

LE MUSICHE

La musica è sempre stata fondamentale per le commedie romantiche, quindi i realizzatori sono rimasti oltremodo entusiasti del fatto che il compositore vincitore del Tony Marc Shaiman, la cui musica ha ottenuto sette nomination agli Oscar®, abbia accettato di comporre la colonna sonora di Bros. “Sono un grande fan di Marc Shaiman fin da bambino, leggendo letteralmente le note di copertina delle colonne sonore dei film e dei primi album di Bette Midler, da giovane gay quale ero”, dice Eichner. “E poi, quando abbiamo annunciato la produzione di questo film, sono stato onorato dal fatto che Marc ci ha effettivamente contattato – a me, Judd Apatow e Nick Stoller – manifestando l’intenzione di scrivere la colonna sonora. Eravamo più che entusiasti di questo. Voglio dire, quello era davvero un sogno, ed è un sogno. E ha fatto un bellissimo lavoro. La musica è meravigliosa”.

Per Shaiman è stata un’opportunità per contribuire a un momento storico del cinema. “Questo film è importante perché il pubblico si lascerà trainare da questa storia d’amore che sboccia, senza pensare a tutte le implicazioni politiche e sociologiche”, dice Marc Shaiman. “È solo una buona commedia romantica vecchio stile, forse un po’ più volgare di quanto siano abituati.” Il suo obiettivo, dice, era quello di far risplendere il film e la storia attraverso la musica. “In fondo al cuore sono un pianista e un accompagnatore musicale”, dice Shaiman. “E per me, il film è come un cantante. Ho semplicemente trovato gli accordi e le melodie giuste da sottoporre a quel cantante, per aiutare a supportare ciò che cercavano di esprimere”.

La musica di Shaiman ha plasmato alcuni dei film romantici più iconici degli ultimi trent’anni. “Era molto importante per me e Nick Stoller che il film catturasse un romanticismo senza tempo come quello delle commedie romantiche che amavamo da piccoli, alcuni dei quali sono film a cui Marc ha lavorato, come Harry ti presento Sally; Il presidente – Una storia d’amore e Insonnia d’amore“, afferma Eichner. “Penso che la musica di quei film abbia una sua qualità; sembra attuale e fedele alla storia. Allo stesso tempo, sembra senza tempo, classica e romantica, ed è ciò che ricercavamo. Quindi, Marc ha fatto un ottimo lavoro, un compito non scontato che non si sente più frequentemente nei film”.

Per Eichner, guardare l’orchestra registrare la partitura di Shaiman si è rivelato inaspettatamente commovente. “Sono cresciuto guardando Marc Shaiman da lontano e apprezzando il suo lavoro nei film che ho visto da bambino, gli Oscar e tutte le premiazioni che ha ricevuto, il lavoro svolto a Broadway e tutto ciò che ha fatto in ogni aspetto del mondo dello spettacolo, e vedere quanto tempo e impegno ha dedicato a Bros è stato davvero straordinario”, afferma Eichner. “Sono rimasto sbalordito. Penso di aver pianto 10 volte in 48 ore, solo guardando l’orchestra suonare”.

Eichner e Shaiman hanno lavorato insieme in modo più diretto, sulla canzone che il personaggio di Billy, Bobby, canta alla fine del film. “La canzone alla fine è stata un’idea puramente di Billy”, dice il regista Nicholas Stoller. “Inizialmente avevamo terminato il film con un discorso, ma lui voleva avere un finale in grande stile. Non volevamo fare qualcosa che fosse un cliché, così Billy ha proposto una canzone country. Tutto è stato fatto molto rapidamente. Billy l’ha scritta in pochissimo tempo, e inoltre ha una gran bella voce. L’abbiamo registrata dal vivo con Marc Shaiman e il suo chitarrista – che suona per Garth Brooks. Penso che sia un bel momento nel film”.

–bros–

 

 

Recensione di Rossella Pozza: “Bros” è drammaturgicamente impostato secondo i canoni della commedia sentimentale classica: avvicinamento, conoscenza, innamoramento, crisi e… (indovinate? Non è un thriller, dopo tutto…). Ambientato nella romantica New York (e deve sennò?) (in realtà girato quasi tutto nel New Jersey) è scritto con l’ironia, il sarcasmo urticante, i riferimenti culturali delle commedia sofisticata newyorkese/ebraica (certo con connotazioni, coloriture e ambientazioni LGBTQ). Un film molto parlato (anche freneticamente) con numerosi riferimenti culturali al mondo dello spettacolo New Yorkese (in alcuni passaggi, l’umile cronista italiano fa un po’ di fatica a seguire la raffica degli stessi, dovessi dire…). Gli spunti di interesse sono molteplici. Le insistite scene di sesso potrebbero risultare non esattamente di buon gusto per spettatori medi estranei al mondo di riferimento della storia. Confezione e prestazioni attoriali di livello (molti degli attori sono stati ingaggiati nella comunità LGBTQ e sono sempre credibili, e spassosi).

Valutazione sintetica: 7